Alta Terra di Lavoro

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QUESTA VOLTA NON POSSO DIFENDERLI di Erminio De Biase

Posted by on Mar 12, 2020

QUESTA VOLTA NON POSSO DIFENDERLI di Erminio De Biase

No, purtroppo, stavolta non posso prendere le difese dei miei conterranei meridionali. Proprio non posso.

Ho provato solo rabbia e imbarazzo guardando per televisione quel branco impazzito che dava l’assalto ai treni, nella stazione di Milano e le fughe solitarie di qualche giorno prima, sempre verso Sud. Tutti scappavano via, come lepri, semmai infischiandosene che, con il loro “eroico” comportamento, sarebbero venuti a mettere a rischio amici, parenti e le loro stesse famiglie. Per non parlare di un rapporto di onestà e di lealtà compromesso verso chi del loro lavoro beneficia: alunni e colleghi, per esempio, nel caso di operatori scolastici.  In questi frangenti è venuto fuori il maggior difetto della stragrande maggioranza dei miei conterranei, incorreggibili individualisti che, poi, quando tutto sarà finito, dopo che avranno comunque goduto di un periodo di …ferie straordinarie, ritorneranno lassù al loro lavoro, facendo finta di niente. E allora sarebbe giusto, e nessuno potrebbe lamentarsi, se trovassero le porte chiuse, sbarrate, con su scritto: “Questa volta vi rimandiamo noi a casa, nelle vostre città, a manifestare coi soliti slogan: “Vulimme ‘o posto, vulimme faticà!”

Mi sono infinitamente vergognato di loro che, oltre ad essere ingiustificabili, sono assolutamente indifendibili perché, col loro assurdo atteggiamento hanno vanificato ogni sforzo con cui si cerca di sostenere le ragioni del Sud. Che tristezza.

Indubbiamente, è ancor più da riprovare la mano (non tanto) anonima che ha fatto circolare la bozza, non ancora legge, del provvedimento. Corre voce che, addirittura, lo si sia fatto apposta, per creare difficoltà a chi governa e per pareggiare (prevedendo ciò che sarebbe successo) i conti dell’infezione anche nel Meridione. Può darsi, ma anche se così fosse, la colpa dei miei paesani non scemerebbe, anzi, perché scappando hanno gettato al vento l’opportunità di dimostrare quanto vale una dignità tutta meridionale.

A completare il quadro mortificante, un’ultima notizia riferisce che un altro napoletano “coraggioso” ha sputato addosso ad una dottoressa e ad un infermiere dell’Ospedale Cotugno perché il poverino – a quanto riferisce la stampa – si rifiutava di attendere: il suo “lo”, gigantesco come un pallone gonfiato, ma vuoto dentro, non gli consentiva di essere trattato come le altre persone in paziente attesa, assolutamente. Poi, naturalmente, coerente con la sua vigliaccheria, è scappato.

È grazie a gentaglia come questa che poi ci buttano addosso la “croce” di essere napoletani. Hai voglia a cercare di levarla, quella croce.

Erminio de Biase

ps= non è cosa corretta che l’admin risponda all’autore dell’articolo ma per questa volta farò un eccezione soltanto per dire, al caro amico e qualcosa in più, che non sono assolutamente d’accordo sulla sua posizione sulla vicenda del treno che merita degli approfondimenti. hai chiamato qualcuno che si trovava sul treno per capire dalla loro voce cosa è accaduto? i responsabili di questa assurda situazione, che da 1 mese ci tiene tutti con lo stato d’ansia, sono ben altri e sempre legati alla nascita di questo paese veramente ridicolo che bisognerà segnalare con forza ma solo quando tutto sara finito, ora bisogna solo stare in silenzio. La mamma degli imbecilli e sempre incinta e ovunque non solo a Napoli quindi quel criminale che all’ospedale Cotugno va solo arrestato e dargli una giusta pena ma purtroppo siccome in Italia abbiamo un sistema giudiziario dove è tutelato Caino a discapito di Abele non facciamoci illusioni. Quel criminale è come quelli fuggiti dalla zona rossa oppure quegli che volevano andare in vacanza come quegli operatori sciistici che hanno invitato i milanesi ad andare a sciare a prezzi bassi e che hanno preso d’assalto le montagne come le spiagge liguri, forse erano tutti figli di Napoletani!!!scommetto che anche questi sciacalli erano Napoletani oppure loro figli https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/11/coronavirus-la-rabbia-del-commissario-in-emilia-due-operatori-hanno-rivenduto-mascherine-e-guanti-in-una-sala-slot-comportamento-infame/5732563/. Napoli è piena di gente che pensa di far cultura pensando di parlarne male come succede dal 1799 quindi caro Erminio non rinpinguare il numero di questi italiani nati a Napoli ma affila le armi per preparare l’attacco, la tua penna e peggio di una scimitarra, perchè napoli è piena di gente che pensa di far cultura pensando di parlarne male come succede dal 1799 a questo sistema italia e a questa classe dirigente che ha solo dimostrato di essere acefala, con infinito affetto e stima

Claudio Saltarelli

1 Comment

  1. Letto l’articolo e la replica, dico anch’io la mia, perché l’assalto ai treni è stato impressionante per tutti… A me ha fatto impressione che decine di migliaia di persone si trovino a vivere altrove rispetto a dove vorrebbero essere, e che questo sia stato messo in luce soprattutto dalla chiusura delle scuole… Evidentemente il sistema scolastico è il canale più facile per assicurarsi il famoso “posto sicuro” e non importa che a soffrirne di più sia proprio la scuola, quella cosiddetta dell’obbligo, che io sostengo dovrebbe trovare in luogo gli operatori di una formazione che parte dalle radici, cioè dall’ambiente che si ha intorno per poi allargare gli orizzonti col progredire della età degli alunni, almeno così si intende la “formazione”!…ma se le radici di coloro cui sono affidati sono altrove, come può svilupparsi un’empatia fra alunni e docenti che magari si e no le conoscono per averle sfiorate sui libri!.. I concorsi statali cui in massa accorrono dovunque abbiano sede sono il pendant di quello che si è verificato con la chiusura forzata delle scuole, e comunque mette in luce l’incongruità e l’inadeguatezza del nostro sistema scolastico nella fase obbligatoria. Questi concorsi dovrebbero essere per il bene di tutti in prima istanza assolutamente regionalizzati, perché è l’interesse degli alunni che dovrebbe occupare il primo posto, e non altre se pur legittime aspirazioni degli adulti. caterina

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