Posted by altaterradilavoro on Set 10, 2026
Silvio Vitale
La Sicilia rimase unita per alcuni anni alla corona aragonese e insegna comune dei due regni furono “oro e fiamme, cioè le bande vermiglie in campo d’oro”[6].
Nel 1296 Pietro divise i due regni tra i due suoi figli. Sicché “a Giacomo II toccò l’Aragona e a Federico II la Sicilia, Quest’ultimo “pose su un unico scudo, inquartato in croce di Sant’Andrea, le insegne araldiche paterne e materne, istituendo quell’arma che per secoli indicherà la terra siciliana[6]“, ovvero inserì nei due angoli superiore e inferiore le bande vermiglie e d’oro e nei due angoli laterali le aquile nere in campo d’argento. Gli Aragonesi vollero così stabilire una legittimazione ereditaria dagli Svevi, che sarà seguita nel tempo da tutti i loro successori (FIG-III).
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Posted by altaterradilavoro on Set 10, 2026
Luigi Pianese
Cuma era ormai l’ombra di se stessa. L’antica e gloriosa prima colonia greca d’occidente,che un tempo aveva dominato il golfo e dettato legge alle tribù italiche,si era ridotta da secoli a un piccolo borgo fortificato arroccato sulla roccia. Più in basso,la città romana era scomparsa, i superbi templi erano stati sventrati, i canali di bonifica abbandonati, e la pianura circostante si era trasformata in un pantano insolubre, regno della malaria e della desolazione. Già nel 915 d.c. i saraceni avevano devastato il territorio, spingendo la maggior parte della popolazione civile a fuggire nell’entroterra flegreo. Sulla rocca era rimasto solo un presidio minimo, il vescovo con il capitolo dei canonici, una guarnigione militare del ducato di Napoli e i coloni delle terre vicine che,al tramonto, salivano le scale della fortezza per trovare rifugio. Nel 1044 il conte regnante di Cuma era Marino,
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Posted by altaterradilavoro on Set 9, 2026
Ringraziamo la Casa editrice Solfanelli per la cortese concessione a pubblicare estratti dal volume Carlismo per Napolitani.
Il saggio completo (p. 168, Chieti 2022) è richiedibile presso il sito della casa editrice
Gianandrea de Antonellis
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