Posted by altaterradilavoro on Feb 17, 2026
19. Governare incerto.
Sul finir dell’anno il giovine re era assediato da richiedenti. Tumulti e usurpazioni in Italia, cupe minacce al regno, Svizzeri mancati, poca soldatesca indigena, né tutta buona, Napoli spaurita da vociferazioni insidiose, e una setta latente attorno al trono susurrava: «Concedete, date.» Francia e Inghilterra combattenti co’ consigli; il Filangieri in altalena, svogliato, proponente concessioni parche, e gli uomini suoi messi su, vi facevano il ritornello, o che vicini erano i guai. Francesco, benché nuovo, diceva a taluno: «Se scendo a concedere, diventiamo tutti liberali, ed anche io, ma conceduto, conceduto, debbo fermarmi a un punto, e allora…. il finimondo.»
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Posted by altaterradilavoro on Feb 16, 2026
Giuseppe Gangemi
Il facente funzione di Protopapa, di cognome Molluso, uno dei pochi religiosi sopravvissuti, a Santa Cristina, alla prima scossa di terremoto, si sente in obbligo di scrivere una relazione per descrivere lo stato delle anime, quindi cosa è successo alla popolazione più che alle campagne e agli edifici. Nella relazione, ritrovata in occasione del secondo centenario, e pubblicata nel 1985, si trova il numero dei morti (860 su 1.385 per la prima scossa) e l’elenco delle vittime, per nome e cognome. Così garantisce la Rivista Storica Calabrese che pubblica la sua relazione, ma non ritiene importante pubblicare l’elenco dei morti. L’esistenza di questo elenco rassicura circa il fatto che la cifra dei morti non è esagerata.
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Posted by altaterradilavoro on Feb 16, 2026
Ogni anno a Messina, i discendenti delle vittime e dei testimoni, riannodano le maglie della memoria nel passato per dare continuità a un racconto che non possiede ancora risposte. Dopo i giorni caotici della prima scossa, il governo italiano intervenne senza coordinamento.
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