Alta Terra di Lavoro

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3 C’’E UNA GIOIA NEL CUORE NAPOLI‘E TORNATO CAMPIONE (VII)

Posted by on Giu 24, 2023

3 C’’E UNA GIOIA NEL CUORE NAPOLI‘E TORNATO CAMPIONE (VII)

“Riavvolgiamo veramente il nastro”

Il campionato è iniziato ad agosto proprio con Verona Na­poli, di ferragosto, con gli scaligeri in vantaggio da subito a fronte di un Napoli inizialmente atono ed imbel­le (per il tossico preso nell’afa estiva stavo per lan­ciare la radio dalla finestra spalancata) ma finalmente  rintuzzati grazie alle reti prima di uno “sconosciuto georgiano” (lo sconosciuto georgiano successivamente si sarebbe fatto ben conoscere, caspita!) e poi di uno stra­no incrocio nigeriano tra una gazzella ed una giraffa, un giocatore che qui è affettuosamente apostrofato come “ ‘o niro” ma col Verona che immediatamente controbatte e si rimette in parità.

La partita termina però con nettissima vittoria del Napo­li, goals a valanga (5; anche se all’epoca non lo sapevo è solo l’inizio di una lunga serie di valanghe!), ma il senso di sconforto per la prima parte della gara mi induce, non solo scaramanticamente, ad immaginare un altro anno scialbo ed illusorio esattamente come quelli che, negli ultimi tempi, l’avevano preceduto.

Tuttavia, quasi da subito mi ricredo.

Ed infatti: altro che cavalleria rusticana!

Già a fine settembre il Napoli è in testa alla classifi­ca, seppur a pari merito con l’Atalanta (cerasa, cerasa!).

Poi a fine ottobre il Napoli è capolista con 5 punti di vantaggio proprio sulla suddetta Atalanta.

Arriva poi lo stop provvisorio di novembre ed il Napoli continua ad essere solitario capolista con 8 punti di vantaggio ma questa volta sul Milan.

Eh già perché nel suddetto trimestre il Napoli inanella una serie gigantesca di vittorie, ben 13 di fila con 25 goals realizzati e solo 10 subiti con relative medie a  partita di 2,47 per i fatti e 0,80 per i presi.

‘O niro, quello strano incrocio nigeriano tra una gazzel­la ed una giraffa, nonostante diverse partite iniziali saltate per infortunio, è capocannoniere assoluto del campionato.

Durante le partite in trasferta i soliti cori beceri dei tifosi locali (la famosa Giulietta aveva fatto scuola) evocativi di vesuvi, razzi missilistici e saponi vari.

Vergogna!

Noi abbiamo sempre solo risposto cantando “LA CAPOLISTA SE NE VA” ben consci che il Vesuvio è nostro carissimo e, soprattutto, invidiato amico e che il bidet è invenzione tutta partenopea.

In quello stesso trimestre c’è un altro dettagliuccio da segnalare il Napoli domina il suo girone qualificatorio di Champions, annientando corazzate internazionali del peso di Liverpooll ed Ajax, realizzando 20 goals e suben­done solo 6.

Verso la metà di novembre e per tutto dicembre il campio­nato viene sospeso per consentire lo svolgimento del ri­dicolo mondiale di calcio nella penisola arabica, che re­sta aggiudicato all’Argentina. Miracolo di Diego?

Non mi risulta ci sia una causa di beatificazione/santi­ficazione in corso e poi, in ogni caso (si ha presente Massimo Troisi?), ci siamo prima noi, che siamo stati ugualmente soddisfatti!

All’indomani della sospensione di nuovo quel fantasmago­rico furetto di Peppe Iodice per celebrare tutto quanto sopra rivela di aver rinvenuto uno sconosciuto sonetto di  Shakespeare, che qui riporto:

“O VOI CHE CON CORI ED OFFESE

INGIURIATE LA NOSTRA RAZZA

‘E SINTOMO EVIDENTE CA VE STATE MAGNANN’ ‘’O C. . .O

E NEL MENTRE TUTTA ITALIA VOLGARMENTE STA A GUFA’

COL SORRISO IO VI DICO LA CAPOLISTA SE NE VA”

Il passato Natale è stato (calcisticamente) uno dei più belli della mia vita e chi se lo scorda più!

Comunque, finalmente, il 4 gennaio 2023 riprende il cam­pionato, il Napoli gioca a Milano contro l’Inter.

Forte della forza del Napoli, vincendo tutte le mie ata­viche ritrosie scaramantiche, inculcatemi dagli osci pri­ma e dagli antichi greci poi (sono cose che contano!), decido di non ascoltare semplicemente la partita alla ra­dio ma di vedermela in TV.

Non l’avessi mai fatto!

Assisto sgomento e basito al primo K O del Napoli, poi uno si chiede  perché le partite le ascolto per radio?

Per la cronaca quando non esistevano le televisioni a pa­gamento e c’era solo la radio, per radio ascoltai quella partita di Torino del 9 novembre 1986 e tutte quelle di quell’epico magico primo scudetto, annata 1986/1987, che emozioni; probabilmente sono anche un inguaribile roman­tico!

E comunque, nonostante la sconfitta di inizio mese, a fine gennaio il Napoli è sempre capolista con 13 punti di vantaggio proprio sulla suddetta Inter.

Di nuovo a fine febbraio il Napoli è sempre capolista con ben 18 punti di vantaggio sempre sulla stessa Inter.

Anche marzo si apre con una sconfitta, questa volta addi­rittura in casa, ed è con la Lazio; poco male perché an­che quel mese di marzo si chiude col Napoli che è sempre capolista ma sono ulteriormente saliti a 19 i punti di vantaggio sulla più diretta “inseguitrice” che, però, adesso è proprio la Lazio.

In ogni caso nel periodo gennaio-marzo, due sconfitte a parte, il Napoli inanella un’altra serie gigantesca di vittorie, ben 10, per complessivi fin lì 64 goals realiz­zati e solo 16 subiti.

Sono solo numeri, magici, ma numeri!

Altro dettagliuccio relativo alla Champions in questo stesso periodo il Napoli demolendo letteralmente l’Ein­tracth Francoforte supera il turno degli ottavi. Tra an­data e ritorno 5 goals fatti e nessuno subito.

I tedeschi sono stati talmente demoliti che i suoi sostenitori all’esito pensano bene di distruggere mezza Napoli, senza che nessun napoletano, neppure “ ‘i cchiù malamente” raccolga un minimo di provocazione della serie “Mò vedimmo chi si tu e chi song’io”, memore della circostanza che Napoli fu la prima città della penisola a liberarsi, e da sola, dall’occupazione tedesca, settembre del 1943; qua queste cose ormai ben si sanno! Ma niente, proprio niente! Neppure dalle autorità competenti, neppure solo l’evocazione di quei famosi motivi di “ordine pubblico”, sui quali mi sto ancora scimunendo.

Vergogna!

Infine si presenta aprile che arriva, climaticamente, travestito da novembre e, se non bastasse, ma già basta ed avanza, si presenta, 28^ di campionato, col terzo K O del Napoli, di nuovo interno, questa volta ad opera del Milan, che con un secco 0 a 4 sbanca letteralmente il Ma­radona.

Diego, perdonaci!

Voglio fare lo scienziato e trovare un’attenuante, confi­dando nella clemenza della manodedios.

I giocatori del Napoli, su cui ritornerò, sono esseri umani, dunque fatti di pelle, carne, ossa, “frattaglie e coratelle”, che, di fronte alle squisitezze della cucina partenopea, si sono lasciati irretire e sedurre, sotto Natale-capodanno e Pasqua rispettivamente da struffoli e pastiere, con la conseguenza che i loro neuroni calcisti­ci satolli dell’ebrezza di miele con “diavoletti” alla vaniglia (struffoli) e crema di grano con aromi naturali (pastiere) si sono (momentaneamente!) atrofizzati.

Tra l’altro poi questo Milan del campionato mi è sembrato superiore a quello splendido di Sacchi, che nella stagio­ne calcistica 1987/1988, che pure il Napoli aveva prece­dentemente dominato, con un incredibile rush finale con­quistò lo scudetto.

Non così il Milan della Champions, sempre in questo apri­le travestito da novembre, che ai quarti di finale ha eliminato dalla competizione il Napoli (per la verità coi neuroni ancora sotto effetto della pastiera) ma solo gra­zie alle determinanti prestazioni di due stranieri non tesserati, abusivi insomma: il primo rumeno, che la stes­sa Uefa ha poi spontaneamente escluso da ogni ulteriore competizione internazionale causa l’enormità degli evi­dentissimi strafalcioni arbitrali commessi; il secondo polacco, che pure difficilmente ritorneremo a vedere in giro ad arbitrare, ugualmente per analoghi strafalcioni.

E tuttavia siccome di tutto il resto da aprile in poi, che è andato come è andato, ho già parlato, soprattutto delle “cerase”, la riavvolgitura del nastro è finita.

brigante Martummè

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