Posted by altaterradilavoro on Mag 26, 2026
SINOSSI–LA PUBBLICA ISTRUZIONE
Questo saggio vuole narrare l’organizzazione e la gestione della pubblica istruzione nelle Due Sicilie della dinastia Borbone, dall’anno dell’indipendenza nel 1734, alla sua fine nel 1861. Sono stati utilizzati i decreti governativi, l’Almanacco del Regno e vari testi antichi e moderni, trovando anche vari aneddoti che mostrano la vita scolastica dell’epoca.
I personaggi di questa narrazione sono anche i protagonisti della nostra storia culturale, come i pensatori e innovatori Antonio Genovesi, Vincenzo Cuoco, Giambattista Vico, Pietro De Martino, Gaetano Filangieri e tanti altri. Altri personaggi sono i sovrani e i politici, ma anche semplici docenti e studenti, tutti coloro, insomma, che lasciarono il segno nel mondo dell’istruzione nei 127 anni di regno borbonico nel meridione d’Italia.
Il testo parte spiegando la struttura della pubblica istruzione, attraverso l’organizzazione territoriale, il ministero e i vari tipi di stabilimenti.
Il secondo capitolo parla della scuola primaria, nata nel decennio francese come scuola dell’obbligo per istruire l’intera popolazione quantomeno nelle nozioni di base. Oggetto del capitolo sono i programmi, gli orari, i libri, gli istitutori.
Si passa, poi, all’istruzione secondaria, organizzazione più articolata, con le scuole secondarie comunali, i collegi, i licei, le scuole di arti e mestieri e quelle private; queste ultime tre trattate in capitoli a parte.
Si parla ampiamente delle quattro università del Regno (Napoli, Catania, Palermo e Messina), mentre si fa un cenno sulle scuole militari, in particolare il collegio della Nunziatella.
Il lavoro si conclude con la cronologia della politica scolastica, attraverso i ministri, i funzionari e i loro provvedimenti.
La narrazione si svolge non solo a Napoli e a Palermo, le capitali del Regno, ma anche nelle altre città sedi di istituti scolastici.
Domenico Anfora
PER ACQUISTARE CLICCA QUI
Read More
Posted by altaterradilavoro on Mag 13, 2026
Tra le grandi fesserie che hanno creato ad arte per denigrare la politica dei Borbone, c’è anche quella che in “politica estera” avevano scelto l’isolamento e che è stata la causa principale della scomparsa del Regno. E’ una delle più grandi fesserie narrate quando si parla dei Borbone Napoletani a cui anche molti tra i pseudo borbonici si accodano, ma che sono sempre state facilmente smontate soprattutto dopo le ultime ricerche fatte da studiosi tra cui molti accademici che danno la giusta analisi sulla loro politica estera. Sia Ferdinando IV che il nipote Ferdinando II capirono che il Regno delle Due Sicilie stando in una posizione geografica privilegiata perchè al centro del Mediterraneo, poteva ambire ad avere un ruolo importante nello scacchiere internazionale soltanto avendo lo status di media potenza e conservando la neutralità che gli permetteva di commerciare e andare d’accordi con tutti. Non è il momento di approfondire quali sono state le cause che hanno fatto fallire questo progetto che piaceva anche a Giolitti a ridosso della Grande Guerra e che era lo stesso della popolazione italiana che si ritrovò in trincea dopo un viaggio notturno dei Savoia in Inghilterra che permise a Salandra di ignorare le scelte parlamentari di non intervento.
L’Italia si trova ancora una volta in una situazione simile a quelle descritte con una popolazione che è fortemente contraria alla guerra diversamente della classe politica a cui piace farsi accarezzare dai “venti di guerra” e che rischiano di far ripetere all’Italia i drammi e le tragedie già vissute. Oggi, come accadde alla vigilia della prima guerra mondiale, gli italiani non vogliono rischiare di andare in guerra perché la trovano incomprensibile ed inutile ma se all’inizio del 900 non avevano strumenti per manifestare il proprio dissenso e non avevano la possibilità di far sentire la propria voce, oggi possono farlo e questo grazie alla tecnologia e all’informatica che permette ad ognuno di noi di poterlo fare. Oggi se vogliamo si può, aderendo alla raccolta delle firme proposta da VISIONE TV che ha lo scopo di chiedere al parlamento di mettere in atto una proposta di legge per far scrivere nella costituzione che l’Italia deve essere un paese neutrale ribadendo la propria contrarietà alla guerra. Non so se si riuscirà ad ottenere dei risultati concreti ma dobbiamo provarci perché ci sono dei momenti nella vita, quelli importanti sono pochi, in cui bisogna fare delle azioni concrete, al di là delle ideologie e dalle appertenenze politiche, perché lo dobbiamo per noi stessi, per il prossimo e per le future generazioni. Chi sente propri gli ideali di pace e di libertà dando loro una legittimazione reale e non astratta, deve cliccare di seguito e firmare.
Read More
Posted by altaterradilavoro on Apr 18, 2026
Antonino Russo
La maggior parte dei giovani e delle famiglie napolitane abbandonano il Sud per partire in Padania o in altri Stati alla ricerca di un lavoro. Per loro è normalissimo che emigrare è l’unica soluzione per evitare la povertà e di non avere di fronte una serie di problemi che il popolo napolitano sta REALMENTE impegnando a contrastarli grazie sia all’operato del volontariato sia al sacrificio degli onesti cittadini lavoratori e lavoratrici.
Read More
Posted by altaterradilavoro on Mar 3, 2026
Angelo Forgione
Come non parlare di storia di Napoli nella Giornata nazionale del Paesaggio? È la città delle gouaches, in un’epoca in cui la fotografia non c’era e il desiderio dei viaggiatori del Grand Tour settecentesco di serbare l’inimmaginabile emozione visiva del Golfo di Napoli fu appagata commissionando ai pittori che si incontravano sul posto dei dipinti di facile trasporto. A quel tempo, Goethe scrisse che Roma, a confronto della grande apertura di cielo di Napoli, appariva come un vecchio convento in posizione sfavorevole.
Read More
Posted by altaterradilavoro on Feb 10, 2026
(Lettera Napoletana) Sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione del Certamen Historicum Neapolitanum, intitolato a Francesco II di Borbone, organizzato dalla Fondazione Il Giglio.
Read More