Posted by altaterradilavoro on Lug 14, 2026
recitato nel dì 12 novembre 1859 nella Cattedrale di Castellamare da Monsignor D. Francesco Saverio Petagna Vescovo di detta Diocesi e Cavaliere del Real Ordine Francesco i. ecc. nei solenni funerali fatti dal Municipio
a cura di
Gianandrea de Antonellis
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Posted by altaterradilavoro on Giu 14, 2026
La storia dei reggimenti svizzeri che combatterono per il Regno delle Due Sicilie è poco nota. Questo interessante memoriale, scritto da un protagonista degli avvenimenti, contribuisce in maniera efficace a ricostruire l’organizzazione del 13° Battaglione Cacciatori e narra le vicende di quegli Svizzeri che, dopo lo scioglimento dei reggimenti nel 1859 (la Svizzera aveva minacciato di togliere la cittadinanza elvetica a chi combatteva all’estero), decisero di rimanere fedeli alla bandiera napolitana.
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Posted by altaterradilavoro on Mag 28, 2026
Questo non è uno slogan identitario ma una conclusione che emerge da:
• documenti diplomatici britannici,
• rapporti commerciali dell’epoca,
• studi di storici inglesi contemporanei (Acton, Mack Smith, Duggan),
• la stessa propaganda anti borbonica prodotta da Londra.
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Posted by altaterradilavoro on Mag 17, 2026
«Annali civili del Regno delle Due Sicilie» Napoli 1833, vol. I, fasc. II, p. XIII. IL PONTE DI FERRO SUL GARIGLIANO (1833)
II re radunava a Sessa numerose milizie per esercitarle nelle armi. Il dì dieci maggio andava al Garigliano ove voleva sperimentare la saldezza del nuovo ponte su quel fiume sospeso a catene di ferro. Fermatosi nel mezzo, faceva passare sopra di esso a gran trotto due squadre di lancieri e sedici grossi carri di artiglieria. Soddisfatto della riuscita di quella prova, esaminava tutte le parti dell’opera, ne commendava l’artificio, la solidità, il decoro, e lodavane l’ispettore di ponti e strade cavalier Luigi Giura il quale, eletto a dirigere la costruzione del primo ponte che l’Italia abbia sospeso a catene di ferro, con felici trovati migliorava i sistemi altrove finora seguiti.
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Posted by altaterradilavoro on Apr 24, 2026
Esistono documenti che, a prima vista, sembrano usciti da un romanzo d’avventura. Quello che vedete in foto è uno di questi: un “Passaporto per i Corsari Algerini”, rilasciato dal Consolato Generale delle Due Sicilie ad Algeri nel 1822.
Perché un Re dovrebbe concedere un passaporto a un corsaro? Per capire questo “mistero” dobbiamo svelare come funzionava il Mediterraneo due secoli fa: un mondo dove la linea tra guerra, commercio e diplomazia era sottilissima.
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