Alta Terra di Lavoro

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LA SICILIA BORBONICA NEL 1848

Posted byon Set 9, 2026

LA SICILIA BORBONICA NEL 1848

Davide Cristaldi

Se l’esercito borbonico avesse eseguito alla lettera le azioni militari nella ricostruzione agiografica dei fatti accaduti a Messina durante la rivoluzione del 1848, avrebbe perso la guerra anche con 100.000 soldati a disposizione.

Premessa: Quelli che storicamente vengono definiti rivoluzionari “messinesi” erano in realtà, per la maggior parte, mercenari e volontari stranieri con una solida esperienza nell’uso di armi e artiglieria. Basta consultare le cronache dell’epoca e i registri dei caduti e degli ufficiali (la stessa guida dell’esercito rivoluzionario siciliano fu affidata a generali stranieri, come il polacco Ludwik Mierosławski).

Durante lo sbarco delle truppe reali a Contesse, i rivoluzionari non andarono incontro all’esercito regio in campo aperto, ma si asserragliarono all’interno di abitazioni private, monasteri, chiese e campanili trasformati in veri e propri fortini. I soldati borbonici furono costretti ad appiccare il fuoco agli edifici proprio per costringerli a uscire.

Il fuoco d’artiglieria delle forze borboniche, proveniente dalla Cittadella e dalle navi della marina reale, non fu diretto in modo indiscriminato contro il centro abitato. Non si comprende infatti quale vantaggio militare avrebbero tratto i borbonici nel colpire le abitazioni (peraltro ormai prive di popolazione ormai evacuata da tempo) anziché i punti strategici da cui subivano gli attacchi, come i forti Castellaccio e Gonzaga situati sulle alture. Senza quel fuoco di copertura mirato, le truppe da sbarco sarebbero state annientate. Al contrario, l’agiografia sorvola del tutto sui danni e sulla distruzione provocati dal bombardamento dell’artiglieria rivoluzionaria contro i soldati reali in città, come se le loro palle di cannone avessero la facoltà di schivare magicamente le case.

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IL 1848 E L’AVVERSIONE SICILIANA ALL'”EPIDEMIA ITALIANA”

Posted byon Apr 10, 2026

IL 1848 E L’AVVERSIONE SICILIANA ALL'”EPIDEMIA ITALIANA”

Nelle pieghe della storiografia risorgimentale si nasconde una verità che i cronisti siciliani del tempo urlarono con forza: la rivoluzione di Palermo del 1848 non fu il primo vagito dell’Unità d’Italia, ma l’orgogliosa restaurazione di una sovranità millenaria. Per le menti più lucide dell’Isola, l’affacciarsi dell’ideologia unitaria — la cosiddetta “fusione” con il continente — non fu un ideale di progresso, ma venne descritta con il linguaggio del contagio e della degenerazione.

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LA RIVOLUZIONE DEL 1848 A CATANIA

Posted byon Feb 1, 2026

LA RIVOLUZIONE DEL 1848 A CATANIA

Il 12 Gennaio del 1848 la Città di Palermo insorgeva contro il dominio borbonico: era iniziata la Primavera dei Popoli.

Le antiche rivalità municipali tra le città siciliane furono messe da parte e i Siciliani si ritrovarono compatti e uniti contro l’occupante napoletano.

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I moti rivoluzionari del 1848 solo contro i Borboni

Posted byon Ott 31, 2025

I moti rivoluzionari del 1848 solo contro i Borboni

Abbiamo avuto occasione di mettere in evidenza parte delle eccellenze, che in tutti i campi produttivi, il Regno delle due Sicilie vantava emergendo e, progressivamente, migliorando la sua posizione economica e sociale, ma mai abbiamo riscontrato che i moti rivoluzionari del 1848, fossero una rivolta solo contro i Borboni.

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1848 Nasce “Sputtanapoli”

Posted byon Lug 1, 2025

1848 Nasce “Sputtanapoli”

Agli esuli liberali napoletani e siciliani, emigrati e ambientatisi a Torino dopo il fallimento del Quarantotto costituzionale di Napoli e Palermo, spetta una rilevante parte di responsabilità nell’aver fatto circolare l’idea di uno Stato meridionale corrotto, abitato da individui imbelli e oziosi, che richiedesse una profilassi militare per modernizzarsi.

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