Posted by altaterradilavoro on Dic 17, 2025
Antonio Petacca
Il sole di agosto picchiava implacabile sulla terra fertile della Campania, ma l’aria a Pontelandolfo era pesante. Non era solo il caldo, ma un’angoscia che stringeva la gola, un presentimento che ogni respiro fosse un lusso fragile. Giuseppe, un giovane contadino con le mani callose e gli occhi scuri e vivaci, si era sposato da poco con Lucia. Il loro amore era nato tra i campi di grano e i profumi di fieno, e ora cresceva nella piccola casa di pietra che avevano costruito con i loro sogni e la loro fatica.
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Posted by altaterradilavoro on Nov 16, 2025
11 agosto 1861 – Distruzione di Casalduni e Pontelandolfo
TRATTO DAL LIBRO “IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE ” cronaca inedita dell’unità d’Italia a cura di Aldo De Jaco-roma-1979 (Da pag.161 A 193)
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Posted by altaterradilavoro on Nov 11, 2025
Per ricostruire la storia dell’Unità d’Italia si è lavorato più fuori dalle università, che dentro. Nessuno pensò di dovere delle spiegazioni, quando l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 2011, dopo 150 anni, inviò un messaggio per chiedere scusa a nome dell’Italia, a Pontelandolfo, paese di quasi seimila abitanti, nel 1861, distrutto dai bersaglieri, che sterminarono la popolazione, per rappresaglia. «Un massacro relegato ai margini dei libri di storia» scrisse il presidente: un’accusa che in un Paese serio, avrebbe generato un processo culturale agli storici. Da noi, il nulla. E si tratta di uno dei massacri più documentati di sempre.
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Posted by altaterradilavoro on Set 10, 2025
Ricerca e elaborazione testi del Prof.Renato Rinaldi Da: “Venticinque anni di Roma Capitale (1815-1895) ” do Antonmaria Bonetti Roma 1895
PAG.251-256
Il signor Giuseppe Buttà. nel suo libro – “Un viaggio da Boccadifalco A Gaeta” – così narra l’ingresso dei piemontesi nella piazza di Civitella del Tronto :
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Posted by altaterradilavoro on Ago 29, 2025
Tra il massiccio del Taburno e quello del Matese, una natura rigogliosa e indomita era lo scenario delle gesta di uomini pieni di amore per la propria terra e libertà.
Negli anni in cui avveniva l’unità d’Italia, l’area compresa tra la pagliaia di contrada Colli, Fontana Greca e il bosco Ferrarise era luogo di sosta e di riposo per i briganti della zona.
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