Alta Terra di Lavoro

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Pino Aprile: ’’I peggiori libri contro il Sud li hanno pubblicati le case editrici meridionali’

Posted by on Dic 28, 2020

Pino Aprile: ’’I peggiori libri contro il Sud li hanno pubblicati le case editrici meridionali’

Appuntamento culturale di notevole livello all’Itcg Manlio Capitolo di Tursi, dove c’è stato un incontro pubblico con Pino Aprile.Tanti gli studenti frequentanti gli ultimi due anni di corso che hanno riempito l’aula magna “N. Marrese” per ascoltare l’autore di Terroni e Il Sud Puzza. Accanto a lui c’erano il prof. Giovanni Lasalandra, in rappresentanza dell’associazione Non Solo 58 che ha organizzato l’evento, e il dirigente scolastico Lucia Lombardi.

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CHE DI PONTELANDOLFO E CASALDUNI NON RESTI PIETRA SU PIETRA. DOPO LA STRAGE, SI CONTARONO PIÙ DI DUEMILA PERSONE IN MENO/ da “Carnefici” di Pino Aprile

Posted by on Set 10, 2020

CHE DI PONTELANDOLFO E CASALDUNI NON RESTI PIETRA SU PIETRA. DOPO LA STRAGE, SI CONTARONO PIÙ DI DUEMILA PERSONE IN MENO/ da “Carnefici” di Pino Aprile

Per ricostruire la storia dell’Unità d’Italia si è lavorato più fuori dalle università, che dentro. Nessuno pensò di dovere delle spiegazioni, quando l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 2011, dopo 150 anni, inviò un messaggio per chiedere scusa a nome dell’Italia, a Pontelandolfo, paese di quasi seimila abitanti, nel 1861, distrutto dai bersaglieri, che sterminarono la popolazione, per rappresaglia. «Un massacro relegato ai margini dei libri di storia» scrisse il presidente: un’accusa che in un Paese serio, avrebbe generato un processo culturale agli storici. Da noi, il nulla. E si tratta di uno dei massacri più documentati di sempre.

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SIAMO BRIGANTI DI PINO APRILE

Posted by on Dic 26, 2019

SIAMO BRIGANTI DI PINO APRILE

Al Sud c’erano i briganti; i piemontesi li eliminarono (grazie, nè?). È quello che avevo sempre creduto e mi era stato insegnato, ma quasi di sfuggita e malavoglia, pure a scuola, come non fosse il caso di rinnovare un’antica vergogna. E non mi dispiaceva: avevo visto le foto seppiate dei cadaveri di malandrini e delle loro donne, nudi come selvaggi (ma denudati dai civilizzatori); le teste mozzate da inviare a lombrosiani ricercatori di caratteri e fisionomia del perfetto delinquente (meridionale, ovvio, per natura). Nel film ci era toccata la parte del cattivo.

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Pino Aprile alla Grancia visto da Emilio Caserta

Posted by on Ago 25, 2019

Pino Aprile alla Grancia visto da Emilio Caserta

Oltre 300 persone al parco della Grancía, stamattina ad ascoltare Pino Aprile (e gli altri 299), avviando un chiaro progetto politico meridionalista, al fine del raggiungimento dell’equità da Nord a Sud o della Secessione (che saranno loro al Nord ad averla voluta, e non noi). Interventi di tutti i tipi…
Oggi forse più che il lancio di un partito, avrebbe potuto sembrare una seduta del Parlamento delle due Sicilie (un insieme di associazioni culturali e politiche che osservano e agiscono di conseguenza, per altro una struttura già esistente), di cui faccio orgogliosamente parte; ma questa è un’altra storia. Serviva che parlassero tutti? Forse si, forse No. Ma se Pino ha ritenuto che fosse necessario, allora appoggio anche io questa scelta, è un inizio, un modo per conoscerci, specialmente con le tantissime facce nuove. Certamente sfido qualsiasi partito, movimento o associazione, a trovarsi 300 presenze, avendo organizzato e lanciato un evento pochi giorni prima, ritrovandosi inoltre in un posto bellissimo ma non di facile raggiungibilità della Lucania, al Parco della Grancìa, ambientazione unica della nostra storia, che racconta anche momenti difficili che i nostri nonni hanno vissuto, COMBATTENDO (perché contrari) l’invasore straniero che veniva ad “unire l’Italia”; altro che fedeli, lì oggi eravamo tutti Fratelli…
C’era qualcuno che si lamentava che non ci fossero giovani, perché il futuro. In primis penso che debba essere il presente a doversi compattare oggi e non il futuro che seguirà a ruota; ma come potevano i giovani raggiungerci senza soldi da chissà dove, in un posto sperduto, per giunta nel pieno delle partenze giovanili per le vacanze? Quanto vi dico è il frutto di messaggi che molti giovani Borbonici e non mi hanno mandato dispiaciuti per questa serie di motivi. Come può, per giunta, un giovane che deve sbarcare il lunario, pensare in primis alla rivoluzione culturale prima della realizzazione personale? Sono i grandi a dover combattere per garantirgli diritti che solo i grandi possono garantirgli oggi. Sembra quasi una scusa pigra quando si dice “servono giovani”.
il Movimento Neoborbonico…
il Movimento Neoborbonico era e resta un’associazione culturale apartitica (e lo rimarrà sempre); c’era però l’effetto della storia pluriventennale del Movimento Neoborbonico.
C’erano i trecento che, senza il lavoro di recupero della verità storica del Movimento Neoborbonico, dei Comitati due Sicilie, delle associazioni meridionaliste, di Pino e di tanti altri, non ci sarebbero stati e c’erano Andrea, Pietro, Ferdinando, Marco, Enzo, Pino, Giuseppe, Annamaria, Salvatore, Luca, Maria, Giovanni, Antonio, e tanti altri Neoborbonici, c’ero io (un giovane pazzo); e soprattutto c’erano Gennaro, Salvatore e Alessandro, pur non essendo presenti…
Anche oggi c’erano Riccardo Pazzaglia, A. Manna, P. Squitieri, R.M.Selvaggi, N. Zitara, e i Neoborbonici che non ci sono più. C’erano anche Carmine Crocco, Ninco Nanco, Michelina de Cesare, ma soprattutto Giuseppe Villella, anche se fisicamente si trova ancora a 1000 km da casa, nel Museo Lombroso dell’inferiorità meridionale, a Torino.
Una sola cosa dico, “Andiamo avanti”, i Neoborbonici, i Terroni, Il Popolo delle formiche, i comitati, i Borbonici, i meridionalisti di destra e di sinistra, ma soprattutto i Meridionalisti per il Sud, uniti tutti sotto un’unica bandiera, un’unica identità, un’unica battaglia.
Emilio Caserta

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