Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Al Nord ricchezza, al Sud Monnezza!

Posted by on Mag 12, 2020

Al Nord ricchezza, al Sud Monnezza!

La perfida morale nello slogan coniato di fresco dopo i fatti di Scanzano.

Dejà vu! Nord Cassiera Sud Pattumiera. Ma chi produce in assoluto più “monnezza”, ve lo siete chiesti? …Guarda caso, proprio il Nord delle industrie, della sovrappopolazione per km quadrato di fabbriche e fabbrichette con annessi e connessi; il Nord della “ciminiera selvaggia”, dei rifiuti tossici, del maggior numero di ospedali sul territorio italiano… degli “inquinatori” di fiumi… Il Nord appestato di scorie da smaltire…

Il Nord “civile”, ch’è al primo posto nella raccolta differenziata di pattume casereccio quotidiano, per la gioia delle tasche delle nuove figure professionali di “imprenditori della monnezza”… quel Nord dello smog e dei veleni nell’aria, eternamente seduto in cattedra e che “divide et impera” sui somari seduti negli ultimi banchi della “classe italiana” : i meridionali!

I siti nazionali per l’ “occultamento” delle scorie nucleari – secondo programma governativo – sarebbero stabiliti in numero di 21 sul territorio ma ancora non se n’è intesa la “geografia” delle allocazioni. Si può solo capire, dai fatti di Scanzano, che quel Sud bacino depresso d’Italia ed Africa Nera d’Europa dovrà ancora una volta sacrificare gli unici beni vitali che gli restano : l’agricoltura ed il turismo, per nettare il fondello del Signor Nord!

Buonsenso vorrebbe – così come per la tassa sulla spazzatura/privati cittadini, prevista da ogni Comune sull’italico suolo – che in misura direttamente proporzionale alla quantità di fetenzia prodotta ne scatti pari sacrificio economico per lo smaltimento, ragion per cui – CIVILMENTE – ogni regione d’Italia dovrebbe allocare sul proprio territorio, proporzionalmente, tanti siti di “occultamento” scorie in ragione della quantità di tossico prodotta!….. O , no?

Ma la ragionevolezza fa a cazzotti con la “dura questio” degli appalti… Provate a spostare l’attenzione dalla questione “Pattumiera” al dramma insoluto del “Ponte sullo Stretto” e non vi vedrete differenze di sorta. Qualcuno ha reminescenze circa l’annoso conflitto Lucania/ENI per la sporca questione del petrolio, tuttora irrisolta e comunque imposta ai lucani?… Qualcuno rammenta di quando il vicerè Bassolino confezionò tutta la monnezza di Napoli in pacchi-dono per la Germania, pagando pure un tot a balla per la spedizione e lo stoccaggio… di quella nostrana ricchezza, quel nostro piccolo Kuwait che se smaltito da opportuni impianti ancora oggi inesistenti, avrebbe prodotto pura energia per casa nostra? Pagammo, per accendere tutte le luci di casa dei tedeschi, per un anno intero! L’allora ministro Bianco (un altro “meridionale”) insorse contro gli sporcaccioni napoletani, rispolverando i soliti luoghi comuni della menzogna post-risorgimentale, difettando dal pensare che i fondi inviati al Sud per la realizzazione di inceneritori e di impianti di stoccaggio del pattume gli stessi politici del Sud non li avevano opportunamente indirizzati e che questi s’erano involati verso l’alto dei cieli ben prima delle colonne di fumo e di gas della nostra monnezza!!!

A pochi anni di distanza da quella vergogna, Napoli è stranamente diventata capitale europea di convegni e conclave di pregio internazionale, come ai tempi del Grand Tour di goethiana memoria, di quando era Capitale del Mezzogiorno; nelle sale-stampa dei summit non si parla più della nostra “monnezza e mandolino” ma della squisitezza dei nostri babà e della nostra bufala “gentilmente offerti dalla direzione”…. con il solito piglio del paraculo italico… ma al di fuori dei momentanei ghetti sfarzosi d’Europa ritagliati nel tufo partenopeo e nella campania felix del Mezzogiorno, continuano a fare cancrena sulle nostre carni e sulla nostra terra la monnezza nostrana e le scorie nucleari del tronfio Nord padrone!… Politici grandi e piccoli vanno e vengono dall’Europa , da Milano e da Roma a Napoli… Ci portano un po’ di pattume internazionale, una pacca sulla spalla, in cambio di un babà e di una mozzarellina, fidando sul nostro atavico “tirammo ‘a campà!”….. se ne tornano a casa satolli e allegrotti, con infilati nella “ministeriale”, insieme ai loro prolissi regolamenti e diktat, coloratissimi e saporitissimi brandelli del nostro folklore!

Marina Salvadore

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