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Ancora una belva sanguinaria del Risorgimento, Maggiore Fumel

Posted by on Set 23, 2018

Ancora una belva sanguinaria del Risorgimento, Maggiore Fumel

Maggiore Fumel decorato da Vittorio Emanuele II con medaglia d’argento al valor militare

tratto da. Hercule de Sauclieres

Gli intrighi, le menzogne ed il brigantaggio piemontese in Italia 1863

Questo Fumel è una specie d’avventuriero mandato dal Piemonte nelle Calabrie per organizzarvi la guardia nazionale, che poi non ha organizzata. Egli s’è vendicato della sua sconfitta abbandonando il paese che attraversava al saccheggio, al fuoco, alle fucilazioni, ed alla rovina.

Avviso del maggior Fumel in data di Ciro 12 febbraio 1862:

“II sottoscritto incaricato della distruzione del brigantaggio dichiara che tutti quelli che daranno asilo ai briganti, provvederanno alla loro sussistenza, loro presteranno aiuto e soccorso, li vedranno, o conosceranno solamente il loro rifugio senza avvertirne immediatamente l’autorità civile e militare saranno fucilati senza dilazione.

Per la custodia delle mandrie i pastori sono invitati a formare parecchi centri con una forza armata sufficiente perché in caso d’attacco la scusa di forza maggiore non sarà ammessa.

Nello spazio di tre giorni tutte le capanne devono essere scoperte e le loro finestre murate. Passato questo tempo, saranno incendiate, e gli animali che non saranno custoditi da una forza sufficiente saranno distrutti.

È formalmente proibito il portare pane o viveri di qualunque natura fuori del proprio comune. I contravventori a quest’ordine saranno considerati come complici dei briganti.

Provvisoriamente, per la circostanza, i sindaci sono autorizzati ad accordare il permesso di portar le armi ai contadini sotto la responsabilità dei proprietarii che ne avranno fatta la domanda.

L’esercizio della caccia è provvisoriamente proibito, e non si potrà far fuoco che per avvertire l’autorità militare della presenza o della fuga dei briganti”.

“Ogni guardia nazionale è responsabile del territorio del proprio comune.

Qualche proprietario di Longo-Becco ha promesso una ricompensa di 600 ducati per la distruzione della banda di Palma.
Il sottoscritto non intende vedere in questa circostanza, che due partiti: briganti ed i contro briganti; dichiara anche che gli indifferenti saranno posti nella prima categoria, e che contro di essi saranno prese le misure più energiche, perché quando l’interesse generale domanda il loro concorso è un delitto il ricusarlo”.

Avviso del medesimo maggior Fumel in data di Celico 1° marzo 1862:

“Il sottoscritto incaricato della distruzione del brigantaggio promette una somma di 100 franchi per ogni brigante che gli sarà condotto morto o vivo.

Un premio eguale sarà accordato a qualunque brigante ucciderà uno de’ suoi compagni, di più avrà salva la vita.

I soldati sbandati che non si presenteranno nello spazio di quattro giorni saranno considerati come briganti”.

Questo Fumel è una specie d’avventuriero mandato dal Piemonte nelle Calabrie per organizzarvi la guardia nazionale, che poi non ha organizzata. Egli s’è vendicato della sua sconfitta abbandonando il paese che attraversava al saccheggio, al fuoco, alle fucilazioni, ed alla rovina.

 segnalato da Gianni Ciunfrini

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