Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Due Sicilie l’ultimo

Posted by on Gen 15, 2022

Due Sicilie l’ultimo

Facemmo un balzo di circa dieci anni.
La storia si ripeté, pressocché uguale, ma alla fine di questo resoconto volemmo rendere onore a una figura storica, Gioacchino Murat troppo spesso vilipeso.
Lo ammirammo in quanto visse secondo, propria, coscienza.
Non è un’offesa a chi legge ma, nella nostra profonda ignoranza, volemmo donare un piccolo e misero tributo a una figura storica coerente.
Grazie.
La presente vogliate accoglierla come un’affettuosa lettera a tutti i lettori che ringraziammo per averci seguito fin qua.
Le Due sicilie subirono tanto, ma non furono esenti da ignominie.
Cordialità.

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MICHELINA DI CESARE: GUERRIGLIERA E DONNA

Posted by on Gen 15, 2022

MICHELINA DI CESARE: GUERRIGLIERA E DONNA

Fu tanto impavida quanto bella, con il suo formidabile intuito riuscì più volte a prevenire attacchi ed imboscate dei piemontesi. Il 30 agosto 1868 la banda del Guerra fu massacrata e Michelina ne seguì la stessa sorte. Il suo corpo fu spogliato ed esposto nella piazza del paese suscitando ire, risentimenti e scandalo. Dopo la sconfitta della squadra di cui faceva parte, Michelina De Cesare fu catturata dai piemontesi e sottoposta a tortura. Morta a causa delle atroci sevizie subite, fu spogliata ed esposta nella piazza del paese come monito alle popolazioni “liberate”.  Ma l’effetto sulla gente inorridita dall’efferata vendetta fu opposto a quanto sperato dalle truppe d’occupazione: infatti l’accaduto generò nuovi risentimenti che rivitalizzarono l’affievolita reazione armata antiunitaria

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Me voglio spartere:di Ferdinando russo

Posted by on Gen 15, 2022

Me voglio spartere:di Ferdinando russo

Prufessò, m’aggia spartere! — E perchè?
— Ciccilo me fa tanta nfamità…
— E che ti fa, sentiamo, che ti fa?
— Nu muorzo ‘e rrobba nun m’ ‘o fa vedè!

— Ma sta a spasso? — Gniernò, sta a faticà!
È tagliatore ‘e pell’ ‘e guante… — Che?!
E che guadagno fa? — Chello ched’è:
una e cinquanta, una e sissanta, va!

— E tu che fai? — Che faccio, neh signò?
Parola mia nun me ne fido cchiù!
Chillo, ‘o juorno, che ssa’ chello che vo’!

Po’ quann’è ‘a sera, ‘o vino ‘o fa ammalì!
Se retira, se cocca, e « ronfa tu! »
Facite c’aggio tuorto, signurì?!

fonte

Me voglio spartere:di Ferdinando russo – LE POESIE DEGLI ALTRI (forumfree.it)

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L’eccidio delle Tre Torri

Posted by on Gen 14, 2022

L’eccidio delle Tre Torri

Alle sette di mattina del 20 ottobre del 1944, Carlo Fuoco1, un sampietrese allora diciottenne, cantoniere sull’Annunziata Lunga, si mise in cammino per la solita ricognizione giornaliera della strada. Suo compito era quello di controllare lo stato di conservazione del battuto stradale formato da macadàm, ovvero la massicciata formata da breccia bianca detta “quattro-sette” perché formata da pietrisco avente dimensioni comprese tra i quattro e i sette centimetri, mescolate con sabbia.

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Due Sicilie III di Lord Ninni

Posted by on Gen 14, 2022

Due Sicilie III di Lord Ninni

La mattina del 6 una salva di artiglieria da tutti i forti annunziò alla capitale l’arrivo di Sua Maestà. Alle tre Sua Eccellenza il Signor Maresciallo Perignon, tutti i Generali e Uffiziali Superiori della guarnigione si recarono all’ingresso della Strada Foria ove, col Corpo della Città, coll’Intendente di Napoli e col Commissario di Polizia attesero Sua Maestà.
Giunto il Re ivi alle cinque, e smontato dalla sua carrozza di viaggio, dal Signor Maresciallo Perignon, che facea corpo insieme con i membri della Municipalità, ricevè le chiavi della Città, che da Sua Maestà furono restituite a Sua Eccellenza perché ritornassero in mano de’ rappresentanti della sua buona e fedele Città di Napoli.

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