Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

TRADUZIONE ITALIANA FEDELE (GAETA 1356)

Posted by on Feb 17, 2026

TRADUZIONE ITALIANA FEDELE (GAETA 1356)

“Nell’anno del Signore 1355, nel giorno 4 di maggio, ottava indizione, fu iniziata questa chiesa del beato Giacomo apostolo.

Nell’anno del Signore 1356, nel giorno 20 di agosto, decima indizione, fu questa chiesa consacrata per mezzo del signore Ruggero, vescovo gaetano (di Gaeta).

Queste sono le indulgenze di questa chiesa, le quali (sono) per tutti i veramente penitenti e confessati, i quali alla detta chiesa, per causa di devozione, di orazione e di peregrinazione, sarà venuto / saranno venuti, nelle festività sottoscritte (qui sotto scritte), cioè:

(la festa del) Natale del Signore; (della) Circoncisione; (della) (prob.) Epifania; (della) Risurrezione; (dell’)Ascensione; (di) Pentecoste; (della) Trinità; (del) Corpo di Cristo; (dell’)Invenzione e (dell’)Esaltazione della Santa Croce; in tutte le feste della beata Maria vergine; (dei) santi Giovanni Battista ed Evangelista; (dei) beati Pietro e Paolo; (di) tutti gli Apostoli e (di) tutti gli Evangelisti; (dei) santi Stefano, Lorenzo, Vincenzo, Antonio, Nicola, Leonardo, Martino; e (delle) sante Maria Maddalena, Caterina, Margherita, Cecilia, Lucia; nella commemorazione di tutti i santi e delle anime dei fedeli; e per le ottave delle dette festività, (le) ottave aventi (ottave “che si osservano”); in ciascuno dei giorni domenicali e festivi.

Oppure (se) coloro che a messe, predicazioni, mattutini, vespri o altri uffici divini in quello stesso luogo siano intervenuti; oppure (se) coloro che il Corpo di Cristo o l’olio santo con gli infermi portante (cioè: “che lo porta agli infermi”) abbiano seguito; oppure (se) coloro che, alla pulsazione / pulsazione (rintocco) serale della campana della chiesa, devotamente con le ginocchia piegate, tre Ave Maria abbiano detto; e inoltre (se) coloro che alla fabbrica (costruzione), alle luminarie, agli ornamenti […] per testamenti; oppure oltre oro/argento (cioè: “oltre a oro o argento”), vesti, libri, calici, oppure qualche altra cosa, sussidio caritativo, alla detta chiesa abbiano donato; abbiano lasciato in legato oppure abbiano procurato; e (se) mani che ai vetrai abbiano teso (porgendo aiuto ai vetrai); oppure (se) coloro che per lo stato salutare e per la salvezza […] ⟨Angelo de Albito⟩ del fondatore della detta chiesa e dei parenti suoi, Dio devotamente abbiano pregato.

Tutte le volte e chiunque e dovunque, delle cose premesse o di qualcuna delle cose premesse abbiano fatto, come è detto, e faranno secondo quanto in questo presente epitaffio è contenuto, in ciascuno dei giorni oppure delle volte/occasioni, dalla misericordia di Dio onnipotente e dei beati Pietro e Paolo, apostoli suoi, due anni, due mesi e dieci giorni […] di penitenze a loro misericordiosamente sono rimessi, secondo quanto […] nel privilegio della detta chiesa.”

  • La data (1357): È l’unica data possibile che armonizza la X Indizione con il regno di Ruggero Frezza (1348-1372).
  • Il Corpus Domini: La menzione del Corpus XPI conferma inoppugnabilmente che siamo dopo il 1264 (anno di istituzione della festa), rendendo la reggenza di Ruggero nel XIV secolo l’unico contesto valido.

fonte

Gaeta in bianco e nero.

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XLI)

Posted by on Feb 17, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XLI)
19. Governare incerto.

Sul finir dell’anno il giovine re era assediato da richiedenti. Tumulti e usurpazioni in Italia, cupe minacce al regno, Svizzeri mancati, poca soldatesca indigena, né tutta buona, Napoli spaurita da vociferazioni insidiose, e una setta latente attorno al trono susurrava: «Concedete, date.» Francia e Inghilterra combattenti co’ consigli; il Filangieri in altalena, svogliato, proponente concessioni parche, e gli uomini suoi messi su, vi facevano il ritornello, o che vicini erano i guai. Francesco, benché nuovo, diceva a taluno: «Se scendo a concedere, diventiamo tutti liberali, ed anche io, ma conceduto, conceduto, debbo fermarmi a un punto, e allora…. il finimondo.»

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La catastrofe nell’epicentro della prima scossa del Grande Flagello del 1783

Posted by on Feb 16, 2026

La catastrofe nell’epicentro della prima scossa del Grande Flagello del 1783

Giuseppe Gangemi

Il facente funzione di Protopapa, di cognome Molluso, uno dei pochi religiosi sopravvissuti, a Santa Cristina, alla prima scossa di terremoto, si sente in obbligo di scrivere una relazione per descrivere lo stato delle anime, quindi cosa è successo alla popolazione più che alle campagne e agli edifici. Nella relazione, ritrovata in occasione del secondo centenario, e pubblicata nel 1985, si trova il numero dei morti (860 su 1.385 per la prima scossa) e l’elenco delle vittime, per nome e cognome. Così garantisce la Rivista Storica Calabrese che pubblica la sua relazione, ma non ritiene importante pubblicare l’elenco dei morti. L’esistenza di questo elenco rassicura circa il fatto che la cifra dei morti non è esagerata.

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