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Barcellona. Sugli altari 109 martiri claretiani della guerra civile spagnola

Posted by on Ott 22, 2017

Barcellona. Sugli altari 109 martiri claretiani della guerra civile spagnola

Ieri il rito nella Basilica della Sagrada Familia presieduto dal cardinale Amato. Oltre 1.700 i cattolici di cui è stata riconosciuta l’uccisione «in odium fidei» tra il ’39 e il ’39.

Mai l’Europa moderna ha visto un numero di martiri, dichiarati ufficialmente tali e quindi beatificati, come durante gli anni della persecuzione religiosa in Spagna, a partire dal 1931 e soprattutto durante la Guerra Civile tra il 1936 e il 1939. Secondo il computo del sito spagnolo Infovaticana, i cattolici uccisi in odium fidei nel corso di quegli sconvolgimenti e saliti all’onore degli altari erano 1.725 allo scorso marzo. Domani se ne aggiungeranno altri 109: tutti appartenenti alla Congregazione dei missionari figli del Cuore immacolato di Maria, i Claretiani, fondati dal catalano sant’Antonio Maria Claret (1807-1870) e quasi tutti assassinati in Catalogna nel ’36. Sacerdoti, fratelli, laici, giovani in formazione, professori.

Appartenevano alle comunità di Cervera-Mas Claret e Solsona (60), Barcellona (8), Sabadell (8), Lérida (11), Vic e Sallent (15), Castro Urdiales (3), Valencia (4). A capeggiare la lista dei martiri sono i nomi di padre Mateu Casals, dello studente Teófilo Casajús e e di fratel Ferran Saperas, a simboleggiare il tributo di sangue di tutte le “anime” della famiglia claretiana.

Il rito di beatificazione avverrà in un luogo oltre modo suggestivo, la Basilica della Sagrada Familia, presieduto dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, e insieme a lui a concelebrare ci saranno l’arcivescovo di Barcellona, il cardinale Juan José Omella, il superiore generale dei Claretiani, padre Mathew Vattamattam, il nunzio apostolico in Spagna, l’arcivescovo Renzo Fratini, più numerosi altri vescovi e 300 sacerdoti. Circa mille i discendenti delle famiglie dei martiri attesi alla celebrazione, provenienti da Nigeria, Guinea Equatoriale, Messico, Honduras, Panama, Colombia, Venezuela, Bolivia, Argentina, Cile, Perù, Stati Uniti, Canada, Corea e Indonesia.

Sulla vicenda di altri martiri claretiani, i 51 religiosi seviziati e uccisi a Barbastro nel 1936 da miliziani anarchici fedeli al governo repubblicano, è stato girato un film nel 2013, Un Dios prohibido, del regista Pablo Moreno.

 

fonte

avvenire.it

 

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