Alta Terra di Lavoro

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Il massone Andrew Michael Ramsay (1686-1743) e la redenzione del Diavolo e dei dannati

Posted by on Nov 12, 2021

Il massone Andrew Michael Ramsay (1686-1743) e la redenzione del Diavolo e dei dannati

In un precedente articolo ho mostrato che l’eresia dell’apocatastasi, ovvero la teoria della redenzione del Diavolo e dei dannati, è coltivata in ambienti esoterici (vedi qui https://www.corrispondenzaromana.it/ambiguita-dellesoterismo-cristiano-prima-parte/) che almeno su questo tema hanno qualche assonanza con ambienti cattolici di tipo progressista. Desidero approfondire l’argomento in riferimento a una figura importante nella storia della Massoneria degli Alti Gradi di Rito Scozzese: il cavaliere Andrew Michael Ramsay.

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Il Duce e la massoneria

Posted by on Set 29, 2021

Il Duce e la massoneria

[…] Nel 1915, divenuto interventista, affiancato e sostenuto dalla massoneria italiana, Mussolini afferma che “il proletariato ha bisogno di un mare di sangue” e prosegue la sua battaglia contro il nemico di sempre: “Preti e gesuiti sono neutralisti per amore dell’Austria vaticanesca e temporalista”.

Senza tema di cadere nel ridicolo, l’uomo che accorderà via via le sue idee alle circostanze secondo la bisogna, con astuto pragmatismo, afferma: “La neutralità di Benedetto XV, è deicida, uccide Dio nel cuore degli uomini, Benedetto è l’apostolo dell’ateismo”.

Nel 1916, in un articolo inneggiante a Barabba, invita a prendere a calci Gesù, “il Rabbi dalle chiome rosse, e i suoi rabbini più vili dalle sottane nere”. E prosegue: “Buttiamo le statue dei vecchi santi nei letamai che fumigano e ingrassano la terra… E Cristi si inchiodi ancora sul suo Golgota da palcoscenico”.

Sono questi gli anni della coincidenza tra l’ideologia di Mussolini e quella della massoneria.

Non si tratta solo di riferimenti ideali comuni (Mazzini e Garibaldi sono nel Pantheon dell’uomo di Predappio, così come in quello della massoneria italiana): la massoneria lavora per l’entrata in guerra dell’Italia, per il compimento del Risorgimento, per la distruzione dell’Impero cattolico austro-ungarico, in nome di una palingenesi universale.

Mussolini – che piace a molti “confratelli” anche perché identificato come possibile alternativa alla altrimenti imminente affermazione delle masse socialiste e cattoliche, tramite i due partiti in ascesa, il PSI e il PPI – concorda con tutto ciò, al punto che una volta abbandonato il quotidiano socialista l’Avanti, il suo nuovo giornale, il Popolo d’Italia può nascere anche grazie al finanziamento delle logge massoniche, che forniranno al primo fascismo, di per sé elettoralmente molto debole, uomini decisivi nella scalata al potere: dai quadrumviri della marcia su Roma (Michele Bianchi, Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi), all’onorevole Giacomo Acerbo; dal segretario del PNF Roberto Farinacci sino al presidente dell’IRI Alberto Beneduce e all’intramontabile maresciallo Pietro Badoglio…

[…]

Tratto dahttps://www.lafeltrinelli.it/libri/benito-mussolini/dio-non-esiste/9788864097404

Francesco Agnoli

fonte

Il Duce e la massoneria

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RISORGIMENTO ITALIANO E MODERNISMO CATTOLICO: UN’ORIGINE COMUNE, UNA STESSA MATRICE di Catholicus

Posted by on Ago 14, 2021

RISORGIMENTO ITALIANO E MODERNISMO CATTOLICO: UN’ORIGINE COMUNE, UNA STESSA MATRICE di Catholicus

Il Risorgimento italiano trova la sua origine nella massoneria inglese e nel protestantesimo, in particolare in quello anglicano, nemico acerrimo del papato; l’Inghilterra, inoltre, desiderava cancellare dalla faccia della terra il Regno delle due Sicilie, poiché era invidiosa dell’efficienza della sua forza navale. A ciò va aggiunto l’Illuminismo, il giacobinismo di certe élite intellettuali e massoniche italiane e le idee della Rivoluzione Francese, importate con la forza in Italia da Napoleone nel 1796.

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Il futuro dell’«uomo nuovo»: ateismo, Illuminati, governo dell’«Uno-dio»…

Posted by on Lug 9, 2021

Il futuro dell’«uomo nuovo»: ateismo, Illuminati, governo dell’«Uno-dio»…

Il Prof. Giuliano Di Bernardo, docente di filosofia all’Università di Trento, è stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI) dal 1990 al 1993. Iniziato nel 1961 nella Loggia bolognese “Risorgimento-8 Agosto” (GOI), nel 1988 (a soli 49 anni di età) viene ammesso nel Supremo Consiglio del 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA). Dopo qualche anno si dimette dal Supremo Consiglio. Poi nel 1993 lascia il GOI e fonda la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI) ottenendo il prestigioso riconoscimento della Massoneria di Londra (United Grand Lodge of England – UGLE) e di altre Grandi Logge del circuito filo-inglese.

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