Posted by altaterradilavoro on Mar 12, 2026
Andrea Ianniello
Su questo – complesso – tema, prima occorre far prima un breve discorso introduttivo, rimandando al seguente testo per ulteriori approfondimenti: A. A. Ianniello, Pietre che cantano. Suoni e sculture nelle nostre chiese, Giuseppe Vozza editore, Caserta-Casolla s.d. – in realtà del 2007. Quest’ultimo testo è dedicato, in modo particolare, alla cattedrale di S. Michele in Caserta vecchia, ma non solo ad essa. Qui di seguito si coglie, invece, l’occasione per “schizzar” dei punti di base, necessari. Dette questo, veniamo direttamente a tali punti.
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Posted by altaterradilavoro on Feb 24, 2026
Andrea A. Ianniello
Le teste apotropaiche sono una tradizione antichissima, legata, direttamente, al significato simbolico della testa. Qui vorrei dir qualcosa sulle “teste apotropaiche” di Castel Morrione, in particolare rimandando ad un link sul tema, pur essendo davvero pochissime rimastene ormai! E, chiaramente, Castel Morrone non è certo l’unico posto dove qualche “vestigia” di detta tradizione sia rimasta; per esempio, spesse volte le teste venivano trasformate nei mascheroni, che si pongono alle porte: qualcosa n’è rimasto a Cerreto Sannita, dove, comunque, ne sono rimaste pochissime, mentre, un tempo, fino al terremoto degli anni Ottanta del secolo scorso, era il paese dei mascheroni.
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Posted by altaterradilavoro on Gen 2, 2026
Andrea Ianniello
Al “secolo di ferro” – il XVII secolo – successe il – presunto – secolo d’oro, cioè il XVIII secolo, nelle intenzioni di una parte rilevante della minoranza colta che visse in quel periodo. Sappiamo che si trattò, in gran parte, di una percezione falsa ed alterata, tant’è che quel secolo terminò con il “botto” della Rivoluzione francese, con tutte le sue conseguenze; tuttavia, conteneva una parte di verità, seppur tutto fu mal percepito e distorto da pesanti lenti. Il secolo dei residui “arcadici” e dello stucco, del barocco che trascolorava nel neoclassico, è anche il secolo nel quale l’utopismo tende a passare dalle sue reali radici – religiose – all’utopia “pratica” del secolo successivo, sotto la duplice costellazione dell’ “industrialismo più democrazia” o, per dir meglio, del liberalismo.
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Posted by altaterradilavoro on Apr 16, 2017
L’Europa del Medioevo e del Rinascimento vedeva l’assenza di molti cibi che noi siamo abituati a considerare “europei”, a volte “mediterranei”, sbagliando in ambedue i casi. Era una cucina piuttosto differente da quelle attuali europee, nonostante ne sia l’antesignana. La cucina di Dante, di Boccaccio, di Petrarca, dei Papi del Rinascimento, Giulio II della Rovere, Sisto V, ecc., dei Re di Francia, di Francesco I, di Caterina de’ Medici, di Leonardo e Michelangelo, di Rabelais era differente dalla nostra cucina. Una curiosità: Francesco I salì al trono nel 1515, e chiamò Leonardo che vi portò volontariamente con sé “La Gioconda”: Leonardo morì ad Amboise, castello di Francesco I, nel 1519.
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Posted by altaterradilavoro on Mar 16, 2017
“I giorni del futuro stanno davanti a noi
Come una fila di candele accese”
(Kavafis)[1].
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Posted by altaterradilavoro on Mar 9, 2017
Leonardo Santoro (Caserta: 1475-1569), La spedizione di Lautrec, a cura di Tommaso Pedio, Congedo Ed., Galatina (LE) 1972. Sacco di Roma 6.05.1527.
Premessa. Odetto de Foix, visconte di Lautrec – per Santoro: “Lotrech” – p. 285, cenni biografici. La sua famiglia francese, era stato insignito del titolo di maresciallo di Francia. Ottiene il comando della spedizione francese in Italia; impone il suo piano di azione che prevede l’assedio di Napoli, assedio che attua anche contro i consiglieri, che non lo approvano. Il 10.02.28 varca i confini del Regno di Napoli; eccetera. Colpito dalla peste, muore ad agosto tra il 15 e 16 agosto 1528. Conseguenza, l’armata francese abbandona Napoli.
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