Alta Terra di Lavoro

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CAVOUR, GARIBALDI E QUALCOSA SULLO SBARCO IN SICILIA

Posted by on Nov 6, 2020

CAVOUR, GARIBALDI E QUALCOSA SULLO SBARCO IN SICILIA

Per capire chi fossero questi Mille, sentiamo che cosa ne scrive Garibaldi. Egli dice, parlando dei suoi: «Tutti generalmente di origine pessima e per di più ladra e tranne poche eccezioni, con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto». Questi sono i Mille descritti dal loro capitano dal loro Generale.

Uomini presi dal letamaio della violenza e del delitto… D’altronde è abbastanza credibile che siano cos’ le cose, perché si trattava di andare a fare saccheggi, rapine! Si trattava di andare a turbare la convivenza civile di popolazioni indifese. Pertanto chi ci poteva andare se non questi, che, come dice Garibaldi, avevano tali radici genealogiche?

Nel maggio del 1860 Cavour per smentire nel modo più fermo la partecipazione del Piemonte, del Regno di Sardegna, a questa impresa garibaldina fa scrivere nella Gazzetta Ufficiale del Regno: «Alcuni giornali stranieri a cui fanno eco quei fogli del paese che avversano il Governo del Re e le Istituzioni Nazionali, hanno accusato il Ministero di connivenza nell’impresa del Generale Garibaldi». Beh, qualcuno aveva parlato di come erano andate le cose… Vediamo come risponde Cavour: «La dignità del Governo ci vieta di raccogliere ad una ad una queste accuse e di confutarle .

L’Europa sa che il governo del Re, mentre non nasconde la sua sollecitudine per la Patria comune, conosce e rispetta i principi del diritto delle genti e sente il debito di farli rispettare nello Stato, della sicurezza del quale ha la responsabilità». rigetta con sdegno queste ipotesi e ricorda come Vittorio Emanuele rispetti il diritto pubblico… Pensate che Vittorio Emanuele era anche cugino di Francesco II Re delle due Sicilie. Un cugino che aveva sempre assicurato a Francesco Secondo, nelle sue lettere, che lui certamente era dalla sua parte. Nel frattempo Vittorio Emanuele organizzava e dava soldi personalmente a Garibaldi perché questa impresa riuscisse.

La Farina – che ha organizzato tutto – scende in Sicilia , Cavour in tutta la sua vita non scendera’ mai al sud, nenache dopo l’unita’ d’Italia, ma ci potra’ rimanere solo poco tempo in quanto Garibaldi gli impone di tornarsene immediatamente da dove era venuto, a Torino.
Però, prima di tornare a Torino, La Farina racconta cosa ha visto, nei dispacci quotidiano che spedisce a Cavour. Vediamo cosa scrive: «Io non debbo celare a Lei (sta parlando a Cavour), che nell’interno dell’isola gli ammazzamenti seguono in proporzioni spaventose.

L’altro giorno si discuteva sul serio di ardere la biblioteca pubblica perché cosa dei Gesuiti. Si assoldano a Palermo più di 2mila bambini, dagli 8 ai 15 anni, e si dà loro tre tarì al giorno…E La Farina Continua: «Si manda al tesoro pubblico a pigliare migliaia di ducati senza neanco indicare la destinazione. Si lascia tutta la Sicilia senza tribunali, né civili, né penali, né commerciali, essendo stata congedata in massa tutta la magistratura. Si creano commissioni militari per giudicare di tutto e di tutti. I bricconi più svergognati, gli usciti di galera per furti e ammazzamenti, compensati con impieghi e con gradi militari.

La sventurata Sicilia è caduta in mano di una banda di Vandali». Avete sentito quest’ultimo particolare. A chi danno gradi militari:ai galeotti! Quelli che stavano in galera per furto ed omicidio. Questi diventano i capi dell’esercito e della polizia. Non c’è male come ordine! E Garibaldi??Don Peppino diventa il dittatore assoluto , circondato anche da alcuni Mazziniani come Bertani e Crispi quindi repubblicani che lo lusingvano invogliandolo a procedere fini a Roma .
Garibaldi fa quello che vuole infischiandosene di quelli che, apparentemente sono ministri e presidenti del consiglio .
Ecco cosa scrive Pier Carlo Boggio, giornalista e professore di diritto costituzionale, noche’ deputato e patriota :
«Il principe di Torre Arsda legge nel foglio ufficiale la propria nomina a presidente del Consiglio dei Ministri, della quale è affatto inconsapevole». Questo principe – ripeto – è un personaggio noto, non sa di essere presidente del Consiglio dei ministri. Legge questa sua nomina sul giornale ufficiale… Attende l’annuncio diretto del Capo dello Stato, cioè, di Garibaldi… Passa un giorno, passano due: «Nulla riceve. E intanto escono sulla gazzetta governativa decreti e provvisioni che appaiono da lui emanate». Cioè, lui non solo non sa niente di questa cosa, ma lui firma, risulta firmare dei provvedimenti di cui lui è assolutamente inconsapevole. Non ne sa nulla! «Si presenta tre volte al dittatore per chiedere una spiegazione. Gli dicono che non ha tempo di riceverlo…

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