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CHIESA DI SANTA MARIA IN PENSULIS – CASTELFORTE – località SUIO FORMA

Posted by on Ott 7, 2020

CHIESA DI SANTA MARIA IN PENSULIS – CASTELFORTE – località SUIO FORMA

Sito di interesse archeologico a lato della strada romana che da Minturnae portava alle acque vescine.

La struttura muraria dell’edificio presenta la sovrapposizione di tre stili diversi di costruzione:

1 – la parte inferiore è costituita da mura megalitiche

2 – un muro tipicamente romano appare nella parte media dell’edificio

3 – strutture medioevali completano la parte superiore del fabbricato.

LE MURA MEGALITICHE servivano come basamento dell’edificio da costruire (basis villae) al fine di proteggerlo dalle esondazioni del fiume Garigliano che scorre vicino.

IL MURO ROMANO ingloba una costruzione con volte a botte. Nel III secolo d.C.fu la villa di Zeto, medico originario dell’Arabia, venuto a Roma e stabilitosi, da proprietario, in “agros ad sextum lapidem ante Minturnas” sulla strada che “a Minturnis ad aquas vescinas”. Zeto era, quindi, il proprietario di una

villa con terreni situati alla sesta pietra miliare (circa 9 Km) prima di Minturnae sulla via che da Minturnae portava alle acque vescine (Suio Terme).

In questa villa, avutala in eredità dall’amico Zeto, soggiornò e trascorse gli ultimi anni della sua vita il filosofo neoplatonico Plotino.

Il “divino” Plotino venne qui in un “luogo ameno di una città della Campania (queste terre erano campane) per fissarvi la residenza, dove sempre la tranquilla moderazione della temperatura conserva con la sana vegetazione tutti gli abitanti, dove non v’è la violenza del freddo né l’aumento del sole bruciante, ma la temperatura giusta è regolata da entrambi, dove agli uomini sofferenti di qualche malattia, col calore delle numerose sorgenti e col sollievo salutare delle acque bollenti, si sparge la congiunta salute” (Così si legge in Julius Firmicus Maternus, libro primo sive proenio Matheseos, pag VI – citato in Plotino a Suio di R. Castrichino – Ed. Caramanica – Scauri – 1980). Plotino trasformò la villa in cenobio ricevendo la visita di tanti discepoli. Tutti auspicavano la ricostruzione, ad opera dell’imperatore Gallieno, di una città (Vescia) da chiamare Platonopolis, la città di Platone.

In punto di morte, Plotino al suo amico medico Eustochio che da Pozzuoli accorreva al suo capezzale: “te, inquit, expecto, atque equidem iam annitor, quod in nobis divinum est ad divinum ipsum quod viget in universo redigere” -“Ti aspetto, disse, e già mi sforzo di far risalire ciò che di divino è in noi a ciò che di divinio si trova nell’universo” –

“Spiritumque his verbis emisit” : pronunciate queste parole rese lo spirito.

Così morì Plotino (ce lo descrive il suo discepolo Porfirio) in un giorno imprecisato del 270 d.C. lasciando il suo corpo in questa terra vescina.

E ci piace pensare che il suo corpo, dopo i solenni funerali celebrati alla presenza dei suoi molti discepoli, fu deposto in quel sarcofago che per tanti anni restò all’ombra di un rigoglioso gelso nel terreno circostante la villa ed ora è sistemato nei giardini museali del comprensorio archeologico di Minturnae.

Ma ancor più ci piace supporre che la sua tomba è ancora da scoprire tra i tanti avanzi sepolcrali presenti nella zona.

Venendo alle STRUTTURE MEDIEVALI dell’edificio, esse ci presentano la Chiesa di Santa Maria in Pensulis, cioè costruita in alto.

Di essa si ha notizia dall’anno 1292 in una carta del Codex Diplomaticus Cajetanus ma deve essere stata eretta molto prima perchè davanti alla chiesetta c’è una torretta di difesa risalente all’epoca della Contea di Suio (XI – XII secolo).

E’ da ritenere che la chiesa fu presidio dei Templari sull’antica Via Francigena del Sud.

Secondo alcune fonti, il Pontefice Giovanni X nel 915, dopo la Battaglia del Garigliano, una piccola ma importante “crociata” contro i Saraceni insediati alla foce del fiume, proprio in questo luogo ai piedi della roccaforte di Suio, celebrò una messa di ringraziamento per la vittoria conseguita. A ricordo dell’evento fu costruita la Chiesa di Santa Maria in Pensulis. Eravamo tra la fine del 110O e l’inizio del 1200. La Chiesa raggiunse l’apice della sua importanza alla fine del 1500.

La pianta basilicale è a tre navate con archi a tutto sesto senza abside. Al suo interno comprendeva tre cappelle consacrate a San Lorenzo, San Donato e Santa Maria del Cancello. Sulla facciata, che guarda ad oriente, c’è un rosone centrale tra due lesene laterali. Un’ampia scala in pietra locale porta al piano rialzato dove si trova l’attuale ed unica cappella dedicata a Santa Maria in Pensulis. Sul primo gradino di accesso è scolpita in rilievo la Croce dei Cavalieri di Malta.

CONOSCERE PER AMARE

AMARE PER RISPETTARE

E’ un impegno di tutti noi verso questo nostro territorio

Promuoviamo il recupero di questo sito.

– dal sito del Comune di Castelforte copio e trascrivo: La cappella dedicata a S. Maria in Pensulis nell’omonima contrada, costituiva parte di un complesso monumentale di notevole interesse. L’etimologia della parola “in pensulis” (pensile) riconduce a due possibili interpretazioni: un edificio sospeso o sopraelevato – e la chiesa si trova in alto rispetto al piano di campagna -. oppure: preesistente. Risultato di una sovrapposizione di stili appartenenti a epoche storiche diverse, la chiesa (circa XIII secolo d.C.) poggiava sui resti di una villa rustica romana (si ipotizzava la villa di Zeto, il patrizio romano che ospitò il filosofo Plotino) come testimoniano i sarcofagi (I,II secolo d.C.), rinvenuti nella campagna circostante. Sotto il livello della chiesa sono visibili cinque corridoi paralleli con volte a botte che fungevano, probabilmente, da magazzini. Sul lato ovest dell’edificio sono evidenti le diverse costruzioni in opera poligonale, l’alzato in opera incerta, e l’alto in stile medievale. Su un gradino della scala, che conduce al piano rialzato della cappella è scolpita la croce ottagona dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, segno della presenza intorno alla chiesa di un’area di origine sacra o profana antichissima.

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