CLAUDIO SALTARELLI AI PIEDI DI FRA DIAVOLO AD OGNI 8 SETTEMBRE

Claudio Saltarelli
8 settembre data che evoca ricordi ancora vivi e dibattiti che nascono solo per dare un indirizzo ideologico a seconda di chi li mette in campo ma alla fine gli eventi in quel giorno, armistizio firmato da Badoglio e cambio di alleato a guerra in corso con relativa fuga a Brindisi dei Savoia, accadono da quando è nata la nazione chiamata Italia.
Gli opportunismi e i tradimenti sono il tratto dominante di questo paese fin dalla sua genesi a cominciare dalle famose guerre di Indipendenza dove i Francesi scofiggevano gli Austriaci su i campi di battaglia lasciando decine di migliaia di morti mentre il Piemonte, che partecipava come super visore, aumentava i propri territori. Si continua con la presa di Roma a Porta Pia dove la giovane Italia approfittava della batosta che i Francesi (erano i difensori dello Stato Pontificio) ebbero a Sedan dai Prussiani per terminare il processo unitario. Si continua con la Prima Guerra Mondiale dove butta nel cestino l’alleanza con Germania ed Austria per diventare alleata di Francia ed Inghilterra alla vigilia della grande guerra ed entrarci dopo un viaggio notturno in Inghilterra in barba all’opinione pubblica e al parlamento, per arrivare alla vigilia della Seconda Guerra quando, all’improvviso, tenta di invadere la vicina Francia nottetempo. Insomma il trasformismo e il relativismo è la guida ispiratrice della classe dirigente di questo paese nata nel decennio francese ( la famigliaCavourne è l’esempio più fulgido) che grazie alle teorie politiche diMachiavelliviene esaltata come l’arte nobile della politica. Per una strana coincidenza o forse voluta da chi comanda e che risiede ai piani superiori, l’otto settembre ’19 ad Itri è accaduto qualcosa di inedito e per la prima volta in Italia, come l’inaugurazione di un busto dedicato ad un personaggio che l’undici novembre 1806 decise di affrontare la morte rifiutando un allettante offerta da parte di chi lo aveva catturato, i giacobini francesi invasori, nonostante avesse moglie e figli a carico, parliamo diMichele Arcangelo PezzaDuca diCassanoaliasFra Diavolo. Un uomo considerato un volgare delinquente per gli storici salariati italiani mentre per chi lo ha combattuto, i suddetti giacobini Francesi, è un vero Eroe meritevole di rispetto ed ammirazione, se fosse stato francese gli avrebbero messo una statua ad ogni angolo di strada. Fra Diavolo ha inventato la guerriglia moderna che gli ha permesso con il suo piccolo esercito di mettere in seria difficoltà, e più volte, l’esercito più attrezzato dell’epoca quello Napoleonico. Era un uomo audace, molto intelligente, astuto, geniale, leale, fedele alla sua famiglia, alla sua Terra, alla sua Religione, quella Cattolica, al suo Re e amato dai suoi soldati come accadeva adAnnibale, adAlessandro, aGiulio Cesaree alGran Capitano. Famosissimi i suoi travestimenti con cui ingannava i suoi nemici come famosa la sua indole di cavaliere medievale che rispettava i prigionieri, le donne rimandava a casa, e non veniva mai meno agli impegni economici presi anticipando di tasca di propria gli emolumenti alla sua truppa senza perdere la fede per il suo Sovrano, Ferdinando IV di Borbone, anche quando questi venne meno alle sue promesse. La cosa più grande comunque rimane quando si rifiutò di passare all’esercito francese che gli promise di conservare il proprio grado di Colonnello decidendo di farsi impiccare perché aveva giurato per un soloDio e un solo Re, con questo gesto si può tranquillamente affermare che non parliamo piu di un Eroe ma di un Mito. Se qualche tempo fa poteva dar fastidio sentir chiamareFra Diavolo un Briganteoggi dopo il ripristino di verità storiche sentirlo chiamare con questo aggettivo è un onore e purtroppo, per chi da anni cerca di infangarlo come si fa con gli eroi vandeani e i Briganti Insorgenti postunitari, è diventato un problema e se non lo è più lo dobbiamo anche grazie alla comunità di Itri che finalmente, attraverso il“Comitato Sant’Angelo”e il contributo della Banca del credito cooperativo- Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino e il grande amore per il Mito Itrano diAlfredo Saccocciol’otto settembre ’19 è stato scoperto un bellissimo Busto creato dallo scultoreRaffaele Molloposto in Piazza Fra Diavolo di fronte alla casa dove è nato. L’inaugurazione del busto è stato preceduto da un bellissimo convegno tenutosi nella chiesa di San Michele Arcangelo, dove fu battezzato il Pezza, che ha visto come protagonisti lo storico LaborinoFernando Riccardi, lo storico napoletanoErminio De Biase, il biografo più accreditato diFra DiavoloAlfredo SaccoccioeMichele Pezzaerede diretto del colonello dell’esercito Napoletano.
Per i libriMichele Arcangelo PezzaaliasFra Diavoloha raggiunto il mondo dei giusti l’11 novembre 1806 ma per chi sente un Insorgente, Laborino, Italico e Napolitano il mito Itrano è ancora vivo e se nonostante l’iconoclastasia storico culturale, che come un virus ha contagiato questo paese da piu di 150 anni, siamo sempre qui e sempre più forti a tenere in vita il suo ricordo, vuol dire che un pezzettino di lui e anche dentro di noi e paradossalmente anche un pezzettino di noi e dentro di lui nonostante si trovi lassù. L’otto settembre ’19 è l’inizio di una nuova era e se molti ancora perderanno tempo per inventarsi delle spiegazioni più o meno intellettuali per giustificare gli avvenimenti dell’otto settembre 1943 per noi Napolitani sarà un giorno speciale perché ricorderemo con gioia il nuovo battesimo diFra Diavoloe non avremo bisogno di inventarci nulla per giustificare i festeggiamenti perché saremo sempre protetti dalla nostra storia sperando che prima o poi vedremo la statua diFra Diavoloa posto di quella diGaribaldiche si trova a Napoli alla “Ferrovia”.
articolo già pubblicato sul’Inchiestadi Cassino






nessuno come michele arcangelo pezza colonnello dell’esercito napoletano e duca di cassano divenuto mito anche grazie ai suoi acerrimi nemici, giacobini francesi, che se fosse stato un loro connazionale metterebbero una statua ad ogni angolo di strada. per capire chi era garibaldi può leggere la nostra corposa pagina a lui dedicata oppure programma registrato con erminio de biasio che ha scritto qualcosa su di luihttps://www.altaterradilavoro.com/incontro-con-erminio-de-biase-per-parlare-di-garibaldi-ma-quale-eroe/
Paragonare Fra Diavolo,capo a massa,ai grandi della storia,perfino a Garibaldi,eroe dei due mondi,mi sembra del tutto fuori luogo.Del personaggio controverso,divenuto brigante,dopo aver compiuto due delitti ad Itri,andrebbero meglio delineati la biografia e il contesto storico.Che c’entra Machiavelli,teorico della politica,attivo nel Cinquecento con le vicende di Michele Pezza,vissuto tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento.Il Risorgimento con tutti i suoi limiti,crimini e contraddizioni è stato l’atto fondativo della nostra unità nazionale.La nuova classe dirigente sabauda-liberale non ha capito che il fenomeno del brigantaggio era un grave problema sociale:l’epicentro della questione meridionale.( Con la controriforma dell’autonomia regionale dell’attuale governo si farà ancora più drammatica).Non siamo più alla storia per personaggi,ma alla storia totale,come insegna la scuola delle Annales…..
Complimenti vivissimi! Viva Fra Diavolo! Sono felice per voi… era ora che il vostro eroe avesse l’onore di una statua, misconosciuto come e’ stato per troppo tempo dai nostrani detrattori, o servile stupidita’. caterina ossi