Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

IL CARD. RUFFO E I SANFEDISTI TORNANO IN CALABRIA

Posted by on Giu 10, 2019

IL CARD. RUFFO E I SANFEDISTI TORNANO IN CALABRIA

Fine settimana importante in Calabria dove l’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro, grazie all’impegno della Brigantessa Luisa Matera presenterà il testo in copia anastatica del Petromasi sull’epopea dell’esercito dell’Armata Reale e Cristiana guidata dal Card. Fabbrizio Ruffo vissuta nel primo semestre del 1799. Anche in quei tragici giorni il popolo Calabrese diede il meglio di se nel ricacciare l’esercito invasore Francese con grande valore e grande lealtà e che più volte ha dimostrato di avere nella sua millenaria storia. Il 14 di giugno si presenterà il testo a Vibo Valentia, già Monteleone, mentre il 15 verrà presentato a Tropea.

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Aleksandr Dugin al Centro Studi Pietro Golia

Posted by on Giu 9, 2019

Aleksandr Dugin al Centro Studi Pietro Golia

Giovedì 13 giugno 2019, alle ore 18, il filosofo e politologo russo Aleksandr Dugin sarà nel Centro Studi Pietro Golia, in via Renovella 11 a Napoli, per parlare di futuro dell’Europa.

A seguire, in suo onore, ci sarà il concerto della pianista Ilaria Barnes. La serata si concluderà con una degustazione di prodotti e vini del Sud.

Contributo di partecipazione 10 euro.

È necessario prenotarsi inviando una mail a centrostudipietrogolia@gmail.com o telefonando al numero 081 3798055.

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“L’UNITA’ D’ITALIA TRA BRIGANTI E LEGITTIMISTI AL CASTELLO DI BAIA”

Posted by on Giu 5, 2019

“L’UNITA’ D’ITALIA TRA BRIGANTI E LEGITTIMISTI AL CASTELLO DI BAIA”

Domenica 9 giugno al Castello Aragonese di Baia a Bacoli si terrà un importante convegno organizzato dall’ Ass. Id. Alta Terra di Lavoro sulla figura e sulle operazioni di guerra dei Briganti Insorgenti e Legittimisti post unitari a difesa del Regno delle Due Sicilie che stava esalando gli ultimi istanti della sua secolare vita.
Il titolo del convegno “L’UNITA’ D’ITALIA TRA BRIGANTI E LEGITTIMISTI AL CASTELLO DI BAIA” poteva tranquillamente intitolarsi “Come voler perdere a tutti i costi un Regno” perché verranno esposte le operazioni degli insorgenti che hanno operato soprattutto in alta Terra di Lavoro e negli abruzzi, e che ogni qual volta si era vicini al ribaltamento delle sorti della guerra e rigettare fuori dai confini l’esercito invasore sabaudo, c’era qualche episodio che lo impediva.
Interverranno Claudio Saltarelli Pres. Ass. Id. Alta Terra di Lavoro e lo storico saggista laborino Fernando Riccardi.
Seguira dibattito

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L’UT PIA REALE A SAN LEUCIO CON ISTITUTO RICERCA STORICA DUE SICILIE

Posted by on Mag 29, 2019

L’UT PIA REALE A SAN LEUCIO CON ISTITUTO RICERCA STORICA DUE SICILIE

COMUNICATO STAMPA

Caserta – “Nessun uomo, nessuna famiglia, nessuna città, nessuno Regno può sussistere, e prosperare senza il timor santo di Dio. Dunque la principal cosa, che Io impongo a voi, è l’esatta osservanza della sua santissima Legge.”

Con queste parole comincia lo Statuto che il Re  di Napoli Ferdinando IV volle dare alla Real Colonia di San Leucio: un utopia, un sogno, una città modello, Ferdinandopoli, che il Sovrano tramutò in realtà. Una siffatta città ideale, divenuta sito per la lavorazione su scala industriale della seta, necessitava di un codice di leggi contenente i principi fondamentali che avrebbero dovuto guidare la comunità e favorirne il florido sviluppo. Fu così che nel 1789 nacque lo Statuto di San Leucio o Codice Leuciano, un chiaro esempio di norme ispirate ad ideali di uguaglianza sociale e di solidarietà.

A questo esempio più unico che raro di Utopia “Reale”(nella duplice accezione “del Re” ed “effettiva”), a duecentotrenta anni dalla sua firma, è dedicato il convegno che l’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie terrà proprio nel Belvedere di San Leucio  sabato 1 giugno p.v. alle ore 17,00.

A fianco dell’Istituto prestigiose istituzioni: in primis la Pro Loco Real Sito di San Leucio con il suo presidente Domenico Villano, l’Associazione Corteo Storico con il suo presidente Donato Scialla, ma anche la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro il cui presidente Avv. Alberto Zaza d’Aulisio sarà uno dei relatori, l’Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniano ed il suo presidente il Marchese Avv. Giuliano Buccino Grimaldi, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria C.V. con il suo presidente avv. Adolfo Russo.

Riconoscendo l’importanza dell’evento, la Regione Campania, il Comune di Caserta, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, l’Associazioni Due Sicilie e l’Associazione Culturale Prometeo hanno volentieri concesso il loro patrocinio ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha concesso tre crediti formativi agli iscritti che parteciperanno.

Oltre all’avvocato Zaza, gli altri due importanti relatori saranno il dr. Fernando Riccardi, presidente dell’Istituto ed il dr. Giuliano Capecelatro di Morrone, storico del diritto.

Siamo certi che anche quest’ultimo evento organizzato dall’Istituto si aggiungerà  ai  successi passati tra cui ricordiamo la presentazione sul libro dedicato al Principe Alfonso di Borbone, Conte di Caserta (2014) presso l’allora Jolly Hotel, il convegno su la Regina Maria Sofia a Napoli (2015), la celebrazione Eucaristica (2016) alla Vaccheria in onore della Beata Regina consorte del Regno delle Due Sicilie Maria Cristina di Savoia officiata da S.A.R. il M. Rev. Don Alessandro di Borbone delle Due Sicilie, i convegni sul cardinale Riario Sforza (2017) a Roma nel Palazzo della Cancelleria Apostolica ed a Napoli in Castel Capuano.

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PREFETTURA DELLA PROVINCIA DI ABRUZZO CITERIORE

Posted by on Mag 28, 2019

PREFETTURA DELLA PROVINCIA DI ABRUZZO CITERIORE

a tutti i Prefetti Sotto-Prefetti delle Provincie Napolitane
ed al Ministro dell’Interno Torino

ITALIANI delle Provincie Napoletane, uomini sovversivi, associatisi ad una setta fatale all’Italia, violando lo Statuto fondamentale del Regno, sprezzando gli ordini del RE e i voti del Parlamento, sotto pretesto di affrettare il compimento della Patria unità hanno riuscito ad accendere la guerra civile nella vicina Sicilia — Garibaldi, loro duce, dopo aver innalzato lo Stendardo della rivolta, compromesso una patriottica, ricca e popolosa Città, abbandonati i giovani inesperti ed illusi che seco aveva tratti, si è gettato sul continente e minaccia travolgere nell’Anarchia anche queste Province.


Il Governo ha il sacrosanto dovere di salvare il paese da simile sciagura, di mantenere incolumi i diritti della Corona ed impedire che siano compromessi i principii consacrati dallo Statuto e dai Plebisciti. Il Governo ha quindi il dritto di valersi di mezzi eccezionali per soffocare la rivolta ovunque si manifesti. In virtù pertanto dei pieni poteri statimi conferiti con Reale Decreto del 20 corrente dichiaro:


Il territorio delle sedici Provincie Napolitane ed isole dipendenti è posto IN ISTATO D’ASSEDIO.

I GENERALI COMANDANTI LE DIVISIONI IN ZONE MILITARI RIUNIRANNO nei limiti delle rispettive circoscrizioni territoriali i poteri politici e militari.

Qualunque banda armata, qualunque attruppamento fazioso, o riunione tumultuante, saranno sciolte colla forza.


Tanto l’asportazione quanto la detenzione non autorizzata d’armi d’ogni specie, sono vietate sotto pena d’arresto ed i detentori dovranno perciò farne la consegna entro tre giorni dalla pubblicazione di quest’Ordinanza al rispettivo od al prossimo Comando Militare.


Nessuna stampa, pubblicazione o distribuzione di giornali, fogli volanti o simili può aver luogo senza una speciale autorizzazione dell’Autorità Politica locale la quale avrà inoltre la facoltà di sequestrare, sospendere o sopprimere qualsiasi pubblicazione.

La presente Ordinanza sarà immediatamente pubblicata nei luoghi e modi soliti per tutte le predette Province.


CITTADINI! Questi temporanei eccezionali provvedimenti non isvieranno il corso regolare della giustizia, né incaglieranno menomamente l’andamento della cosa pubblica e dei privati interessi, ma colpiranno soltanto i cospiratori e perturbatori che troppo fin qui abusarono delle nostre franchigie.


Non dubito che le G. Nazionali tutte, penetrandosi dell’alta loro missione, più ardua e più importante, quanto più sono gravi le condizioni del paese sapranno compierla con quella devozione ed abnegazione di cui diedero già sì numerose pruove.


Confido finalmente che tutti saranno meco persuasi essere questo nella presente dolorosa situazione il solo mezzo di sortire dai pericoli che ci circondano, e di giungere più prontamente alla meta cui tutti aspiriamo.


Napoli, 25 Agosto 1862 Il Commissario Straordinario per le Province Napolitane


ALFONSO LAMARMORA

fonte https://www.eleaml.org/sud/den_spada/lamarmora1862.html

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Convegno. Un ricordo di Ferdinando Secondo, re delle Due Sicilie

Posted by on Mag 28, 2019

Convegno. Un ricordo di Ferdinando Secondo, re delle Due Sicilie

Intorno alle iniziative del governo sull’autonomia si è sviluppato un dibattito che si nutre però di molte omissioni e di non poche strumentalità. Nel Sud Italia si respira una atmosfera che legge il discorso dell’autonomia come un segno antimeridionalista. Questo, si dice, si riscontra anche nella assenza di informazione su quello che, qualunque sia il giudizio che si voglia dare, si realizza nel Sud del Paese da un punto di vista storico, politico, culturale, strategico. Riporta il Servizio studi della Camera dei Deputati:

“Il tema del riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si è imposto al centro del dibattito a seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017. Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari con il Governo a febbraio 2018, su richiesta delle tre regioni, il negoziato è proseguito ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto. Nella seduta del 14 febbraio 2019, il Ministro per gli Affari regionali ha illustrato in Consiglio dei ministri i contenuti delle intese da sottoporre alla firma. Nel frattempo altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia”.

Quello che segue è la cronaca di un appuntamento che il Movimento Sud e Civiltà ha tenuto a Napoli il 25 maggio scorso. Un ricordo di Ferdinando Secondo, Re delle Due Sicilia dal 1830 al 1859, nel quale sono emerse posizioni che, al di la delle condivisioni o meno (per molti di coloro che si oppongono la storia andava da una parte e i Borboni dall’altra…ndr), meritano di essere descritte. E questo in assenza di informazioni dalla stampa e dalla televisione nazionale pubblica e privata.

Sud e Civiltà. Un ricordo di Ferdinando Secondo, re delle Due Sicilie

A Napoli c’è stato un convegno “diverso”. Stranamente diverso. Incominciando dall’inizio: una Santa Messa nella Chiesa di Santa Chiara. Nel luogo che testimonia, con i monumenti angioini, la nascita, nel Duecento, di Napoli Capitale di un Regno e, con la cappella dedicata ai Borbone, la fine di questo Regno sei secoli dopo. È stato sabato scorso, nella sonnacchiosa, piovosa vigilia delle elezioni europee. Tanta gente era accorsa, nonostante il maltempo.

C’era dell’entusiasmo e la sensazione che stava accadendo qualcosa di nuovo, quando ci si è spostati nella maestosa Sala Maria Cristina, nella cittadella monastica di Santa Chiara. C’erano già stati tanti convegni tradizionalisti a Napoli, a Gaeta, a Civitella, nelle Calabrie, in Sicilia, dappertutto nelle terre dell’antico Regno (anche nel Basso Lazio, che ne faceva parte, come testimonia l’indefessa attività di Claudio Saltarelli).

Ma stavolta c’era la consapevolezza di qualcosa che non sarebbe potuto essere tenuto nascosto, cancellato dalla Stampa e dalla TV locale e nazionale. C’era la testimonianza del diffondersi di una consapevolezza che raccoglieva, in una sorta di summa, l’azione di tanti che si sono dedicati a ricordare il passato di una grande civiltà calpestata, svilita, calunniata, con la speranza di farla risorgere.

Dall’azione precorritrice di Silvio Vitale negli anni Sessanta, alla costituzione, nel Novantatrè, con Riccardo Pazzaglia, in una riunione in un ristorante sotto Castel dell’Ovo, del Movimento Neoborbonico. Tanti, da allora, quelli che si sono dedicati allo studio sulle carte degli archivi finalmente aperti, tanti i libri nuovi e la ristampa di quelli che riportano il diario dei giorni della fine. Merito anche del coraggio di Case Editrici, come, tra le altre, “Controcorrente” (a Napoli, in via Carlo De Cesare), fondata dal compianto Pietro Golia, e la napoletana “ Il Giglio” (a via Crispi 36).

I nomi delle strade annullano la storia della città. Come il corso Vittorio Emanuele II, (ma primo Re d’Italia), una strada rispettosa della natura, che segue le linee morbide delle colline. Si chiamava corso Maria Teresa, dal nome della Regina, ed era stata costruita per volontà del Re Ferdinando II di Borbone, al quale, appunto, è dedicato questo convegno.

Un Re, si scrive nell’invito, “Difensore del popolo contro sfruttatori e usurai. Si batté per la prosperità e l’indipendenza della Patria. Calunniato per 158 anni dai nemici del Sud, i popoli delle Due Sicilie gli rendono un commosso omaggio. E promettono di riprendere con determinazione la sua battaglia per la grandezza e la dignità del Sud”. 

Ecco, in questo convegno, più che in altri, non c’è stata solo una rievocazione storica, che si è avvalsa anche dell’intervento di valenti musicisti, l’insegnamento missionario, la manifestazione di coreografici figuranti (quali le guardie borboniche di Marco Mauriello). C’è stata la determinazione di non sopportare più in silenzio la propaganda contro il Sud, che si attua proditoriamente anche da parte di quelle strutture che dovrebbero promuoverlo. Moderatore del Convegno è stato lo scrittore Gianni Turco, che è riuscito a mantenere i discorsi di tutti i relatori nel limite dei quindici minuti.

“Vita e opere di un grande Re” è stato l’argomento trattato dal direttore scolastico Vincenzo Giannone, che è riuscito a dare il nome del nostro Re ad una scuola. Lo scrittore Vincenzo Gulì  ha parlato de “L’età d’oro dell’industria del Sud”, il presidente onorario del movimento Sud e Civiltà Guido Belmonte del “1848: un Re nella tempesta”, lo scrittore Maurizio di Giovine de “Le opere militari”, lo scrittore Gaetano Marabello de “La difesa dell’indipendenza della Patria”. Ha concluso il convegno il suo organizzatore, il presidente di Sud e Civiltà Edoardo Vitale, il magistrato illustratore, editore e direttore de “L’Alfiere”, una rivista storica cartacea ben scritta ed elegantemente  impaginata.

Vitale ha parlato di Ferdinando II come “Il difensore del popolo”. Unitevi a noi. – ha detto -. “Siamo lanciatissimi ed ora nuovi eventi, nuove avventure, nuove battaglie … vogliamo la rinascita del Sud. Unitevi a noi. Insieme apriremo un’esaltante pagina di storia”.

C’è stata anche una raccolta di firme: una petizione pubblica al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris perché conceda la cittadinanza onoraria di Napoli all’attuale direttore della Reggia – Museo e del Real Bosco di Capodimonte (di fondazione borbonica) Sylvain Bellenger, per avere svolto il suo compito con grande competenza, intelligenza ed amore per Napoli: un napoletano esemplare.

Moltissimi hanno firmato, molti altri avrebbero voluto firmare ma la raccolta era riservata ai soli residenti napoletani. Questi altri potranno rivolgersi all’architetto Paola Pozzi, che raccoglie firme con change.org

di Adriana Dragoni

fonte http://www.agenziaradicale.com/index.php/cultura-e-spettacoli/eventi/5837-un-ricordo-di-ferdinando-secondo-re-delle-due-sicilie

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