Alta Terra di Lavoro

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COMPRA SUD VS LE REGIONI AUTONOMISTE DEL NORD. di PATRIZIA STABILE per il ROMA

Posted by on Gen 7, 2020

COMPRA SUD VS LE REGIONI AUTONOMISTE DEL NORD. di PATRIZIA STABILE per il ROMA

“Cosa succede quando al Sud si rivendicano le proprie origini, la propria territorialità e la difesa di una moderna e sana autarchia, prerogative ben racchiuse nella oramai sdoganata locuzione “Compra Sud”?

Accade che l’opulento e pretenzioso Nord o gran parte di esso, la macroregione che rivendica, perentoriamente, autonomia e residui fiscali, insorge per lesa maestà imputando puntualmente ai suoi “coloni”, fautori di questa battaglia “protezionistica”, accuse di campagna pubblicitaria denigratoria e razzista nei confronti dei loro prodotti, e ,nello specifico natalizio, di panettoni, pandori e prosecchino DOCG . La loro politica d’attacco è interessante da un punto sociologico: se un Napoletano esprime critiche su prodotti a noi avulsi o imposti da uno stato di colonizzazione imperante, è considerato politicamente scorretto e poco importa se le relative invettive, strali ed offese arrivano da chi, normalmente, con acronomi disgustosi ci definisce TDM ,terroni di merda. Gli stessi terroni che, ricordiamo, con il mercato interno, contribuiscono al PIL delle regioni del Nord nella misura del 14 %
Ben lontano da meri cori da stadio e rivalità tra Nord e Sud, l’invito che puntualmente rivolgiamo ai consumatori consapevoli meridionali è atto a sensibilizzare e a prediligere semplicemente i prodotti della nostra Terra e a maggior ragione quando vengono trasformati da Aziende locali con sede al Sud e non venduti sottocosto ai “grandi imprenditori del Nord” che, trasformandoli, li rivendono al Sud tramite la Grande Distribuzione Organizzata, con guadagni enormi e spropositati . Una GDO che ricordiamo decisa ad abbandonare tout court il mercato del Sud per l’avvenuta crisi dopo che ha disperso il tessuto vitale facendo fallire tante botteghe e negozi applicando politiche di acquisto e vendita aggressive e soffocanti.
Per una serie innumerevole di motivazioni importantissime, il perché del “Compra Sud” viene riassunto, per semplicità, in due soli sintesi: consentire di incrementare il fatturato di aziende del nostro territorio che non solo arricchiranno la nostra Terra ma saranno altresì incentivate ad assumere personale che non dovrà quindi più emigrare se non per desiderio di nuove mete e contribuire a mantenere inalterate le nostre tradizioni che a Natale tra struffoli, cartellate, susamielli, roccocò, mostaccioli e raffiuoli non hanno uguali nel mondo. A differenza della campagna pubblicitaria della Motta, la quale induce il consumatore a pensare, erroneamente, che prima del panettone non si festeggiasse il Natale, vorremmo poter rispondere loro che, al di là delle nostre sublimi arti gastronomiche, gli stessi loro prodotti, o presunti tali visto che il panettone fu inventato da un lucano a servizio presso gli Sforza, da noi abilmente rifatti e riproposti, fanno incetta di premi e riconoscimenti a livello nazionale e mondiale e a corollario di questo, aggiungiamo che l’inventiva di casari e pizzaioli di riprodurre, quest’anno pizza e mozzarella di bufala a forma di pandori è diventata virale in rete, subendo impennate di prenotazioni. Alle aziende del Nord, invece, per soccorrere l’emorragia dovuta al calo dei loro profitti al Sud, non resta che inventarsi nomi delle nostre specialità, così come l’immagine ben riproduce, per gettare fumo negli occhi e confondere, con prezzi bassissimi, una parte di consumatori meridionali che per svariati motivi, tra i quali il costo notevolmente al di sotto di mercato, continuano ad acquistarli.
Il Compra sud non è quello descritto ingenerosamente da alcuni risentiti abitanti del Nord. E’ un genuino e mero atto d’amore. Nella Germania dell’Est, questo viene chiamato “ostalgia”, quel sentimento nostalgico per la scomparsa della DDR diventato un fenomeno di consumo con l’introduzione di cibo e oggetti in uso prima dell’abbattimento del muro di Berlino. Da noi semplicemente lo chiamiamo: amore per la Terra nostra.

Patrizia Stabile

1 Comment

  1. Apprendo dall’articolo che esiste ancora il panettone Motta che cinquant’anni fa illuminava a Milano piazza duomo con la sua pubblicità… Ora da pensionata che vive nel suo Veneto ho gustato a Natale in ogni tavola panettoni artigianali che i panifici più attrezzati propongono come proprie specialità… credo sia finito il tempo dei prodotti di massa che richiamano periodi posbellici, anche se oggi di poveri in giro ce ne sono ancora tanti, anzi…vengono da tutte le parti!…ma i locali sanno scegliere al nord come al sud, se ha ancora senso questa distinzione… che però rimane in testa forse come “pregiudizio” e sempre da combattere, specie in tutte le nostre zone che hanno eccellenti tradizioni e tutte da valorizzare! cordialità! caterina ossi

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