Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Con l’arrivo dei piemontesi nel Sud e in Sicilia la fucilazione dei meridionali diventa un ‘bisogno’ del nuovo Stato!

Posted by on Ott 4, 2020

Con l’arrivo dei piemontesi nel Sud e in Sicilia la fucilazione dei meridionali diventa un ‘bisogno’ del nuovo Stato!

Oggi proponiamo ai nostri lettori la riflessione amara di un laborino che, ventenne, aveva partecipato ai moti liberali del 1848 e che, nel 1860, vivrà sulla propria pelle la cattiveria, il razzismo e le ruberie dei piemontesi lanciati alla conquista del Regno delle Due Sicilie con l’appoggio degli inglesi

“Il progresso e la civiltà, nei tempi correnti, vengono interpretati diversamente da quello che si intendevano innanzi. Oggi, progresso e civiltà all’uso piemontese vuol dire: abbassamento della suprema autorità, della civiltà, della morale. Secondo la loro moda: la proprietà è furto; il diritto è tirannide; la religione è inceppamento; la pietà è delitto; il fucilare è bisogno; lo spoglio dei popoli è necessità. Chi è dunque cieco anche nella mente, da non vedere in questo civiltà ed in questo progresso l’abbruttimento della società?”.

Teodoro Salzillo 1868

(L’autore di questa riflessione è un molisano di Pozzilli. Era nato nel 1826. Il personaggio merita perché ha provato sulla propria pelle la conquista regno delle Due Sicilie da parte dei piemontesi. Di formazione liberale, nel 1848, poco più che ventenne, partecipa ai moti rivoluzionari. Dodici anni dopo, quando i piemontesi, con l’appoggio degli inglesi, cominciano a conquistare il Regno delle Due Sicilie, capisce che c’è qualcosa che non va. E non esita a schierarsi con Francesco II a difesa del regno che pure, da liberale, nel 1848, aveva combattuto.

Salzillo è testimone di eccidi e ingiustizie perpetrate ai danni delle genti del Sud Italia. E lo scrive, perché oltre ad essere un valente soldato era anche un valente scrittore. Combatte con tutte le sua forze l’invasione piemontese e partecipa alla difesa di Gaeta.

La testimonianza di Salzillo è importante, perché vivrà fino al 1904 e avrà modo di vedere il declino di un Regno che era uno dei più ricchi d’Europa, ridotto a colonia in un’Italia nata sbagliata e cresciuta in peggio.

fonte

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.