Alta Terra di Lavoro

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E ALLORA MO’ BASTA (stizzosa replica al “ne quid nimis” di Fiorentino Bevilacqua)

Posted by on Mar 21, 2020

E ALLORA MO’ BASTA (stizzosa replica al  “ne quid nimis” di  Fiorentino Bevilacqua)

Quando l’altro giorno ho letto il mira­bile scritto di Fiorentino Bevilacqua che, con estrema competenza e signori­lità, ha riassunto assai pacatamente i termini della “querelle” tra il prof. M. Galli ed il dott. P. Ascierto, mi stavo quasi acquietando anche io.

Tuttavia allo stato di profondo generale disagio che, come tutti, anch’io sto vi­vendo si sono aggiunte alcune goccioline nel web che hanno fatto traboccare il (famoso) vaso.

Ed allora mi sono messo qui a scrivere, anche su indicazione del mio presi­dentissimo Claudio, per condividere con voi le mie riflessioni, sempre che ab­biate voglia di leggermi!

Devo procedere con ordine.

Innanzitutto mi presento:

sono:

discendente di uno zappaterra di origini siciliane (il mio trisnonno paterno, Antonio),

Notaio della Repubblica Italiana,

brigante ed a, tempo perso, artista di strada;

non sono:

meridionale di nessuno.

Accummenzamme.

A) “ne quid nimis”; è frase che, secondo la tradizione, si trovava scolpita, scritta in greco, sul tempio di Apollo a Delfi, nell’antica Grecia appunto; giunge a noi nella suddetta accezione latina grazie ad Orazio e le sue “Odi”; contiene regola comportamentale, in virtù della quale “niente di troppo” e/o “(mai) nulla di eccessivo”.

Ho letto il magistrale scritto di Fio­rentino, avendo negli occhi il filmato televisivo (virale nel web) in cui il dott. (napulitano!) Paolo Ascierto re­stava in silenzio (sicuramente apprezza­tissimo da IPPOCRATE) mentre il prof. (milanese!) Massimo Galli gli sbraitava contro (non so cosa ne abbia pensato IP­POCRATE; son pressocchè convinto che viceversa FEDERICOSTUPORMUNDI giammai gli avrebbe dato accesso alla sua scuola salernitana, nata, secondo la leggenda, dall’intenzione di un cristiano, un ebreo, un arabo ed un indiano di condi­videre le proprie conoscenze medico­scientifiche, cosa che poi avvenne grazie alla generosità e lungimiranza dello Svevo).

Evidentemente ho ben compreso a chi dei due Fiorentino assai signorilmente ri­volgesse quel suo “ne quid nimis”.

Jamme annanze.

B) – Se non che è poi arrivato il mondo della comunicazione, in particolare il web, dove ho acchiappato (mannaggia a me!) queste cose:

b0) non parlo di Gerry Scotti o di Barbara Palombelli e chi sono?

“non ti curar di lor ma guarda e passa”!

b1) pare che i più indisciplinati a non restar a casa siano i milanesi che, po­verini, non possono rinunciare alla loro corsetta (mi raccomando la “r” è moscia e la “e” si pronuncia molto aperta!);

b2) il prof. Vito Marco Ranieri primario di un ospedale emiliano ha escogitato un sistema per utilizzare il respiratore artificiale per più ammalati; eccone (per fortuna!) un altro che non usa la testa solo per dividere le orecchie!

b3) reiterati inviti alla pacatezza ed a sopire antiche polemiche perché qui per questa pandemia stiamo tutti combattendo con la morte, che(come noi ben sappiamo da connazionali di Antonio Angelo Clemente; sono le sue originarie generalità all’anagrafe: lo conoscete, lo conoscete!) “è na livella”;

b4) VIVA I MEDICI ITALIANI (E qua la pressione mi è schizzata alle stelle).

E Fernimmela sta putecarella.

E ALLORA MO’ BASTA

e mi spiego perché grazie ai vari Bossi, Calderoli, Salvini & co. – e assai prima di loro a quegli antichi cartelli della serie “non si affitta ai meridionali”-, cui comunque sono molto grato (!), da un po’ di tempo ho scoperto di ESSERE:

– DI RAZZA UMANA;

– DI NAZIONALITA’ DUOSICILIANA;

– DI ETNIA NAPULITANA.

Quindi con queste fondamentali consapevolezze concludo.

Il dott. Paolo Ascierto (napoletano!) ed il prof. Vito Marco Ranieri (pugliese!) non sono medici italiani ma . . . .sono medici (faccio contento il presidentissimo Claudio!) del Regno (duosiciliano!)

Sarà medico italiano il prof. Massimo Galli e tenitavillo!

brigante Martummè

P.S. dedico, cu tutt’ ‘o core, questi miei arruffati pensieri ai famosissimi:

1) prof. milanese della Luiss,

2) governatore altoatesino.

1 Comment

  1. mo’ basta!…non prendetevela tanto…pensate che in Venezia, ai tempi della Serenissima centro del mondo dinamico, ci sono sette chiese costruite a seguito di pestilenze, ultima dedicata alla Madonna della Salute…e Tiziano cadorino vi morì di peste oltre i novanta mentre sessant’anni prima di peste perdette un figlio.. e pensiamo alle recenti del novecento, pellagra e spagnola…forse il caldo e l’aria di mare sono i nemici veri dei virus, e se così fosse voi rispetto ai noddici sarete avvantaggiati, scienziati a parte.. ma speriamo come si dice, che “Dio ce la mandi buona”….. Secondo me il fatto che da tanto tempo per fortuna non ci sono nel nostro emisfero settentrionale guerre, ci pensa la natura a decimare la gente e a riportare equilibrio dei viventi…il che è triste per noi che pensiamo di essere i soli a determinarne la quantità selezionando a nostro favore… non so cosa pensino gli scienziati, ma a me viene da fare questa riflessione…caterina ossi

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