Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Eugenetica e cavie umane: i vecchi vizi dell’elite filantropa

Posted by on Dic 1, 2021

Eugenetica e cavie umane: i vecchi vizi dell’elite filantropa

Devo dire che non sono per nulla meravigliato dal fatto che la nuova tirannia vaccinale sia stata sostanzialmente concepita, messa in atto e gestita in America dalla santa alleanza tra filantropi, industria del farmaco e industria informatica guidata dalla finanza, ovvero il cuore pulsante  della nuova autocrazia feudale, perché se la storia popolare individua nel nazismo e nella Germania il fulcro del razzismo e dello sterminio pianificato, questa cultura nasce invece essenzialmente oltre Atlantico.

Del resto uno dei maestri di Hitler e  dei suoi seguaci più fanatici è stato Madison Grant, l’uomo che nei primi decenni del secolo scorso predicava l’eugenetica, lo sterminio dei popoli africani con la malattia del sonno e la teoria secondo cui i beni naturali dovessero essere in possesso esclusivo degli uomini bianchi di stirpe nordica. Magari qualcuno pensa che questo Grant fosse un personaggio oscuro e isolato: invece era membro di quella elite giunta per prima sulle coste del nuovo mondo, faceva parte di numerose istituzioni di grande prestigio, era amico fraterno di diversi presidenti degli Stati Uniti, tra cui Theodore Roosevelt e Herbert Hoover, era anche un appassionato ambientalista tanto che gli fu dedicato l’albero più grande del mondo una sequoia che si trovava a Dyerville in California. Benché di lui si cerchi di parlare di parlare il meno possibile, si tratta di un personaggio di grandissima attualità perché  coniugava in maniera peculiare conservazionismo naturale ed eugenetica che rappresentavano un elemento distintivo della cultura progressista americana, praticamente fino alla seconda guerra mondiale in via ufficiale, ma anche dopo se si va a guardare un po’ più sottopelle.

Questa peculiare cultura è anche quella che ha permesso esperimenti medici sugli esseri umani che si sono protratti per un secolo anche se alla cosa non è stata data molta pubblicità:  trascurando gli esempi di voluta diffusione di infezione tra i nativi pellerossa o al fatto che fosse stata autorizzata la sterilizzazione con finalità eugenetiche e che oggi è legalmente possibile scegliersi i cromosomi, pensiamo ad esempio al famigerato esperimento di Tuskegee, nel quale 399 persone sofferenti di sifilide dal 1932 sono state osservate per verificare esattamente il decorso della malattia, senza ricorrere a nessuna cura. Oppure alle migliaia di persone in Guatemala infettate deliberatamente sempre dalla sifilide tra il 1946 e il 1948 per testare su larga scala l’efficacia della penicillina.  Gli esperimenti umani nei campi di concentramento tedeschi sono ben documentati, ma non si dice che  uno dei beneficiari di questi esperimenti fu la Fondazione Rockefeller, che vi aveva investito quattro milioni di dollari, una somma enorme all’epoca. Negli anni dal 1953 al 1954 e dal 1963 al 1965, le forze armate statunitensi hanno spruzzato aree residenziali abitate principalmente da minoranze etniche con pericolosi gas bellici sperimentati in vista di una possibile guerra con l’Unione Sovietica . Ci sono poi i famigerati esperimenti sull’uomo con l’antibiotico ad ampio spettro Trovan a Kano, una regione della Nigeria, nel 1996. A quel tempo, Pfizer testò 100 bambini con Trovan e altri 100 bambini con il farmaco Ceftriaxone, che era già in uso senza l’approvazione del governo o il consenso informato dei genitori: 11  bambini morirono e molti altri diventarono ciechi e sordi o riportarono danni cerebrali. In un primo momento i tribunali statunitensi respinsero le richieste di risarcimento degli africani e solo nel 2009  75 milioni di dollari sono stati trasferiti al governo di Kano. Nel frattempo, Pfizer aveva assunto degli investigatori per ricattare massicciamente il procuratore capo di Kano con rivelazioni su casi di corruzione, una tecnica peraltro ricorrente. In Kenya, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ UNICEF hanno effettuato vaccinazioni antitetaniche nel 2013, solo a donne di età compresa tra 14 e 49 anni. A seguito di queste vaccinazioni sono aumentati i casi di infertilità e di aborto involontario dei feti perché alle dosi di vaccino era stato aggiunto a tradimento  l’ormone dell’infertilità beta-HCG.

Si tratta solo di esempi di una serie che potrebbe continuare all’infinito, ma l’elemento costante in queste operazioni è che erano rivolte solo a una parte della popolazione totale e nel ’90 per cento dei casi a gruppi etnici considerati inferiori cosa che ancora si riverbera nelle società anglosassoni: si pensi ad esempio all’Australia dove si è inaugurato in campo di concentramento – pardon di quarantena – dove si trovano in enorme prevalenza aborigeni. La nuova tendenza generale è comunque di coinvolgere l’intera popolazione in esperimenti medici perché vecchia la cultura grantiana si è in qualche modo fusa con la potenza raggiunta dall’industria farmaceutica nel corso dell’accumulazione e della concentrazione del capitale, che purtroppo non è frenata da nessuna parte pubblica: è essa che ormai gestisce tutta la medicina dalla ricerca, all’editoria, all’università, agli organismi di controllo fino all’ultimo medico di famiglia in vacanza premio. Ed è grazie a questo pervertimento delle finalità che che combattiamo contro le pandemie che esistono solo nella mente degli strateghi farmaceutici i quali si comportano come spacciatori di sostanze stupefacenti: laddove negli individui sono presenti sistemi immunitari intatti, questi vengono eliminati per fare spazio a un “abbonamento vaccinale” per tutta la vita. Secondo le parole dell’ex ricercatore dell’alleanza per la vaccinazione (Gavi) Geert Van den Bossche “le vaccinazioni mRna spengono il “software” del sistema immunitario del corpo e installano “software” che è efficace solo contro l’attuale Sars-Cov-2.

Il corpo umano è quindi aperto come una porta della stalla a tutte le successive mutazioni del virus. Questo spiega perfettamente la necessità di infinite vaccinazioni di richiamo: l’industria farmaceutica rende il vaccinato dipendente dall’ago, così come il pusher che inizialmente “aggancia ” il cliente facendo prezzi bassi: solo che in questo caso l’ apparato ben lubrificato che dalla politica, alla scienza e ai media, tutti settori ormai subalterni ai potentati economici,  spinge inesorabilmente tutti i cittadini delle insaziabili aziende farmaceutiche a diventare futuri drogati di mRna. Il tutto con meccanismi coercitivi che si pensava non potessero più avere spazio nelle cosiddette società democratiche.  Ma tutto questo è stato possibile anche grazie a un substrato culturale delle elite che in sostanza non ha rispetto per la vita umana e che ha trasferito il razzismo da un piano puramente etnico a quello di classe: i poveri, chi non ce l’ha fatta, i perdenti possono anche essere sacrificati per un esperimento e possono essere discriminati se non ci stanno perché così dimostrano di essere dei possibili ribelli rispetto al mondo che il potere immagina. E sono pericolosi per l’ambiente e per un’idea della natura allo stesso tempo ferocemente darwinana o stucchevolmente disneyana, ma ridicola in entrambi i casi.. Qualcosa nella quale si esprime la frustrazione di non essere più in condizioni di fare il bello e il cattivo tempo su tutto il pianeta, di sperimentare altrove le pratiche le pratiche maltusiane ed eugenetiche: quell’altrove sono diventati i propri stessi cittadini

fonte

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.