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FENESTRELLE 2017 – l’infinita congiura accademica del negazionismo sullo sterminio dei meridionali dopo l’unità d’Italia

Posted by on Feb 22, 2018

FENESTRELLE 2017 – l’infinita congiura accademica del negazionismo sullo sterminio dei meridionali dopo l’unità d’Italia
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 Intorno la storia delle grandezza di Borbone e del conseguente brigantaggio post-unitario, oggi III millennio, c’è ancora in atto una congiura negazionista da parte del mondo accademico (…) così come pure per ciò che riguarda le poco conosciute e nefaste vicende che avvennero l’indomani la sconfitta del Regno delle Due Sicilie, con l’unità d’Italia stabilita dal nuovo regno savoiardo, nel “primo campo di sterminio” di Fenestrelle sulle montagne piemontesi. Infatti avete mai visto a scuola libri sui Borbone, sul brigantaggio o su Fenestrelle? Tranne qualche coraggioso docente, per il resto da oltre 150 anni i testi delle scuole italiane ripetono la solita favoletta del Sud piagnone che doveva “risorgere”! (chissà da cosa); che doveva essere liberato dai quei cattivoni dei Borbone e che finalmente giunsero dal piemonte Mr savoia e quell’altro brav’uomo di Mr garibaldi che con i suoi mille prodi … si immolarono … per noi.
E la televisione di Stato italiana, perfettamente allineata ai principi del silenzio a prescindere, continua tutt’ora a preferire il solito negazionismo storico, quello da sempre perseguito dalla storiografia ufficiale.
Infatti, mentre storici e ricercatori avveduti e coscienziosi, hanno già determinato che Fenestrelle è stato il primo vero lager (campo di sterminio) della storia italiana ed europea, la Rai invece a fine 2017 riesce persino ad elargire le sue consuete e fantasiose pillole di storia risorgimentale, però ancora una volta falsandone la realtà storica, ma anche banalizzando e sminuendo fatti, numeri, date. E’ quanto accaduto il 18 dicembre 2017 in Rai Due con la trasmissione “Voyager”, nella puntata dedicata alla fortezza di Fenestrelle  (in prima serata). Secondo il programma (condotto da Roberto Giacobbo) Fenestrelle era addirittura “un “luogo fantastico” dove i soldati borbonici venivano “rifocillati e mangiavano pure bene”.
Invero dice Angelo Forgionel’archvio di Stato di Torino contiene documenti che parlano di tutt’altro, come ad esempio quello dell’11 novembre 1860 con cui il Comando del 5° Dipartimento Militare di Fenestrelle comunicava al Ministero della Guerra la presa in consegna di più di mille “prigionieri napoletani”, catturati al Volturno. Quindi, secondo Voyager, non erano prigionieri ma cadetti. Strano però che, nonostante il buon cibo, nell’agosto del 1861 si registrò un tentativo di evasione di massa. Stranissimo pure che i napoletani, sempre secondo le carte dell’ospedale militare della Fortezza, morivano prevalentemente per una ragione: tisi polmonare. Cioè, morivano per il grande freddo“.
La sola verità che si vuol celare è che in quella fortezza (che noi consideriamo : “la prima fossa comune del mondo europeo”), entrando, su un muro è ancora visibile l’iscrizione: “OGNUNO VALE NON IN QUANTO E’ MA IN QUANTO PRODUCE”. Questo “motto” anticipava di 80 anni quello dei lager nazisti: “ARBEIT MACHT FREI”. Comunque mentre Voyager vorrebbe paragonare Fenestrelle ad un posto di vacanza per meridionali assonnati, la realtà è che appena fu fatta l’unità d’Italia, nella fortezza di Fenestrelle furono deportati con la forza, le fonti -quelle vere- parlano di un numero che oscilla fra i 30.000  e i 50.000 soldati napoletani; e da allora quel posto tetro e diabolico, divenne la tomba di oltre 35.000 Soldati del Regno delle Due Sicilie.

Tutti loro furono deportati al Nord per essere rieducati e inquadrati (volenti o no) nell’esercito del nuovo stato unitario e quindi sottoposti ai lavori forzati in condizioni misere e disumane. Nessuno poteva uscire da quei campi di concentramento (che erano i primi in Europa) e dove la durata minima di vita era di circa un mese. Migliaia di meridionali quindi furono strappati dalla loro terra natìa in piena estate, e li sulla montagna piemontese di Fenestrele a quasi duemila metri di altezza, morirono soffrendo in modo atroce fame e freddo. Si sa che molti dei loro corpi sono stati sciolti nell’acido o nella calce viva; comunque a nessuno di loro fu ridonata la libertà. I nostri meridionali furono estirpati a decine di migliaia; erano contadini, medici, soldati, avvocati, insegnanti, artigiani … tutti fedeli ai re Borbonici; una volta arrivavati a Genova da li venivano poi condotti “a piedi” fino a Fenestrelle. Molti di quei soldati del Sud erano poco piú che ragazzi: il piú giovane aveva 22 anni, il piú anziano 32. Se non fossero finiti a Fenestrelle probabilmente sarebbero divenuti “briganti” e, forse, anche per questo motivo, furono relegati a Fenestrelle. La quale non era l’unica fortezza del Settentrione destinata alla deportazione dei prigionieri meridionali; c’era quella di Milano, quella di San Maurizio Canavese a Torino, quella di Alessandria, nel forte di San Benigno in Genova, a Bergamo, Forte di Priamar presso Savona, a Parma, Modena, Bologna, Ascoli Piceno ed in altre località del Nord. Da Pino Aprile sappiamo che il generale Fanti chiese a Cavour di noleggiare navi all’estero, per imbarcarne 30.000. Poi rinchiusi, a Fenestrelle, sulle Alpi, scrisse Civiltà Cattolica : «appena coperti da cenci di tela, rifiniti di fame perché tenuti a mezza razione con cattivo pane ed acqua ed una sozza broda». Per non parlare poi di quella poco conosciuta vicenda in base alla quale lo stato italiano nel 1861-1862 voleva acquisire delle isole in sud America per deportare il numero esorbitante di carcerati duo-siciliani che Fenestrelle e gli altri campi di concentramento non riuscivano più a contenere. Cosa che non gli fu concesso dagli inglesi. Ma è sempre stata negata la conoscenza di tutto ciò (che strana ovvietà nel bel paese!). Dopo le menzogne sulle quali la storiografia ufficiale italiana ha imbastito decenni di -falsi- documentari televisivi (escogitati apposta per continuare a confondere le carte, mistificare la realtà, per far dimenticare la memoria e per addomesticare le masse), figuratevi se quel pachiderma ultra faraoinico e ultra politicizzato della televisione di stato (…) tutto ad un tratto possa smascherare se stessa?! Ma quando mai! La vera vergogna è che mentre i lager nazisti, russi e le foibe sono riconosciuti internazionalmente e descritti dai libri di storia, al contempo la storiografia nazionale italiana ancora oggi tace completamente su tutto ciò che riguarda lo sterminio dei meridionali avvenuto durante e dopo il risorgimento. Il solito negazionismo storico italiota. E siamo nel III millennio? No, siamo già tornati nel più buio medioevo!

Giovanni Greco

 

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