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Festa della Traslazione delle reliquie di San Gennaro vescovo e martire

Posted by on Mag 17, 2016

Festa della Traslazione delle reliquie di San Gennaro vescovo e martire

il nostro amico libraio Laborino Enzo De Maio ci fa pubblicare un bel lavoro che ha fatto su San Gennaro di seguito un documentario del 1948 sul miracolo.

Festa della Traslazione delle reliquie di San Gennaro vescovo e martire

Come da consolidata tradizione lo scorso 30 aprile 2016, il sabato precedente la prima domenica del mese di maggio, si è svolta a Napoli la tradizionale Festa della Traslazione delle reliquie di San Gennaro vescovo e martire, in ricordo dello storico trasferimento dei suoi resti mortali dal cimitero sito nell’Agro Marciano, presso il cratere di Agnano, alle Catacombe di Capodimonte, perciò denominate in seguito “Catacombe di San Gennaro”. Nel primo luogo di sepoltura le spoglie del santo vescovo di Benevento furono deposte in seguito al martirio da lui subito con la decapitazione, il 19 settembre 305 d.C., sotto l’imperatore Diocleziano, a Pozzuoli, presso la Solfatara, dove si era recato per far visita al suo amico San Sossio, rimasto prigioniero per la sua fede cristiana e poi martirizzato. La traslazione del corpo di San Gennaro nelle suddette catacombe napoletane avvenne nell’anno 420 d. C. per volere dell’allora vescovo di Napoli Giovanni I.

Nel primo pomeriggio la festa, molto sentita ed attesa dai napoletani e dai devoti del santo in generale, è entrata nel vivo allorquando il Cardinale Sepe, arcivescovo metropolita partenopeo, si è recato verso le ore 17 nella seicentesca ed imponente Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo, per procedere (insieme all’Abate Prelato, mons. Vincenzo De Gregorio, ed ad alcuni componenti della Deputazione del Tesoro di San Gennaro) all’apertura della cassaforte retrostante all’altare maggiore ed a prelevare la celeberrima teca contenente le due ampolle, una maggiore ed una minore, contenenti il sangue del santo.

Nel frattempo la stessa piazza, gremita di gente, era stata poco prima occupata, sul lato di fronte al Duomo, da numerosissimi labari, appartenenti a diversi sodalizi, e da ben 17 busti reliquiari in argento, tra cui due statue a corpo intero, dei Santi compatroni di Napoli, preziose opere d’arte di epoche ed artisti diversi. Dopo un breve momento di preghiera guidato dall’arcivescovo, ha inizio la attesissima e spettacolare processione rievocante la traslazione delle spoglie di San Gennaro sopra descritta. Tale processione è anche detta «degli infrascati», perché in passato il clero partecipante era solito proteggersi dal sole utilizzando delle corone di fiori a copertura della testa. Ciò è testimoniato dalla corona floreale in argento che sovrasta il tronetto su cui è stata per l’occasione posta la teca con le ampolle contenenti il Sangue del Santo e che la attornia, insieme alla raggiera d’oro recante in alto ed al centro un grande smeraldo centroamericano, donato dalla Città di Napoli al suo Patrono principale.

Nel corteo processionale in testa a tutti hanno sfilato le insegne del Comune di Napoli e dell’omonima Città Metropolitana. A tutti costoro hanno fatto seguito, condotti a spalla, i 17 busti reliquiari d’argento di alcuni Santi compatroni di Napoli nel seguente ordine: Santa Giovanna Antida Thouret, Santa Gertrude, Santa Lucia, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (statua a corpo intero), Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Giovan Giuseppe della Croce, San Luigi Gonzaga, Sant’Antonio Abate, Santa Chiara, San Nicola di Bari, San Filippo Neri, Santa Teresa d’Avila, San Gaetano da Thiene, Santa Patrizia, Sant’Andrea Avellino, San Severo vescovo, Immacolata (statua a corpo intero). Dopo i busti hanno sfilato i componenti del Comitato San Gennaro, le rappresentanze degli ordini cavallereschi e i membri della Deputazione del Tesoro di San Gennaro, l’arcivescovo di Napoli con il clero, il trecentesco tronetto con le ampolle del Sangue di San Gennaro, ed il busto reliquiario trecentesco contenente le ossa del suo cranio, capolavoro di oreficeria fatto realizzare da Carlo II d’Angiò nel 1305, oltre al resto dei fedeli. Il corteo è stato accompagnato musicalmente dalla Fanfara dei Carabinieri.

L’itinerario della processione ha interessato dapprima un breve tratto di Via Duomo, un tratto di Via dei Tribunali verso est, Piazzetta Sedil Capuano e via delle Zite. Dopodichè la processione ha continuato il suo cammino su “Spaccanapoli”, (via Vicaria Vecchia, Via San Biagio dei librai, Piazza San Domenico Maggiore, Via Benedetto Croce) tra la folla in festa, fino a raggiungere la Basilica di Santa Chiara, intorno alle ore 18:30. In questa basilica l’arcivescovo Card. Crescenzio Sepe ha presieduto la concelebrazione eucaristica di ringraziamento a San Gennaro da parte della città partenopea. Dopodichè il tronetto con la teca delle ampolle del Sangue di San Gennaro ed il rispettivo busto reliquiario, contenente le ossa del cranio, hanno fatto ritorno al Duomo dove resteranno esposti per tutta la settimana successiva al giorno della processione.

FONTE: www.notizie.comuni-italiani.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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