Alta Terra di Lavoro

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Follia e metodo di Feltri (per non dire di altri) contro il Sud

Posted by on Apr 23, 2020

Follia e metodo di Feltri (per non dire di altri) contro il Sud

 Non contento di quanto aveva scritto in un infelicissimo editoriale a proposito del Nord che presto o tardi “se ne va”, Feltri rincara la dose. Ospite ieri sera di Mario Giordano (“Fuori dal coro”), ha affermato testualmente: ““Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che evidentemente ha un senso di invidia, di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di senso di inferiorità.

Ma io non credo ai sensi di inferiorità: credo che i meridionali in molti casi siano inferiori“. Un’affermazione di una gravità estrema, che richiama momenti terribili per la storia d’Italia, allorquando anche un qualunque zotico settentrionale si sentiva portatore del lombrosiano diritto di ritenersi portatore di civiltà rispetto a chi viveva nella terra di Parmenide, Tommaso d’Aquino, Vico. Auspico che senza traccheggiare tutti gli esponenti del centro-destra (Salvini lo faccia per primo) condannino con durezza ed isolino del tutto questo giornalista irresponsabile, che sta distruggendo un patrimonio politico di credibilità. Non so se l’Ordine abbia già provveduto mentre scrivo queste note, ma spero che adotti una sanzione rigorosissima, come quando ci si permette semplicemente di scrivere con qualche enfasi che dobbiamo “proteggere” il territorio italiano dall’immigrazione economica irregolare. Per tornare a Feltri, il primo moto interpretativo è sospettare che non abbia più la necessaria lucidità per partecipare ad incontri televisivi. E’ sobrio quando dice certe cose o dobbiamo ancora una volta essere indulgenti verso qualche non proprio piccolo piacere? Riflettendo attentamente, credo purtroppo che sia più che sobrio. O magari la sua è follia, ma se lo è, come spesso

accade, v’è del metodo in essa. Feltri è persona troppo accorta per non sapere che l’eccellente sistema lombardo (dalla ricerca alla sanità, dalla finanza alla scuola), si regge in larga parte su persone che non hanno cognomi come Brambilla o Confalonieri e, mi spiace per lui, rimane ancora da provare che il loro passaggio di categoria (da inferiore a superiore) dipenda dall’ammorbata aria padana. Feltri sa troppo troppo bene che la secessione del Nord sarebbe economicamente dannosa innanzitutto per il Nord. Feltri lo sa, come sa di tante altre cose (assenza di LEP etc.), che garantiscono al Nord una rendita di posizione. Ma insiste nelle sue amenità. Perché? Azzardo un’opinione. Nella partita della ricostruzione post-coronavirus, il Nord, che ha dimostrato di essere vulnerabile come tutti quando l’attacco è massivo, deve massimizzare il risultato. Ci sta riuscendo. Non da solo, ma ci sta riuscendo. In questo gioco Feltri si è ritagliato il ruolo dell’estremista alla Peter Pan per consentire ai moderati (quelli che ti strangolano senza urlare, appunto “con moderazione”) di condurre meglio le trattative. Sembrava che si potesse tornare a parlare della questione meridionale, mentre ora non si sta parlando d’altro che di far ripartire la Lombardia. E il Sud che vive un coronavirus storico ormai cronicizzato? che perde due milioni di abitanti in quindici anni? Questo Sud, erede di antiche e nobili civiltà, tenga gli occhi bene aperti, perché l’attacco è concentrico. Si va dall’attuale notabilato meridionale (Conte, Di Maio) ai partiti nazionali, in primis il PD, (ha un programma decente per il Sud?), ma anche Forza Italia. E la Meloni, che urla tanto e giustamente? Urli anche questa volta! Mi fermo qui. Per favore, non mi fate ricordare, al di là dei partiti, personaggi come Saviano, che del Sud sono i primi nemici.

Fernando di Mieri

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