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I parlamentari del Sud e della Sicilia ascari del 1860? Uguali a quelli di oggi: precisi!

Posted by on Ott 15, 2020

I parlamentari del Sud e della Sicilia ascari del 1860? Uguali a quelli di oggi: precisi!

Sud Italia e Sicilia che vai, parlamentari ascari che trovi. Dal 1860 ad oggi il ‘Dna’ non è cambiato. Ieri erano manovrati come ‘marionette’ dai Poteri Forti del Nord Italia; oggi sono manovrati come ‘marionette’ dai poteri forti del Nord Italia. Passano i decenni, ma gli ascari rimangono tali e quali

Avete presente certi parlamentari nazionali eletti nel Sud Italia e in Sicilia che, invece di difendere gli interessi dei cittadini meridionali e siciliani, fanno gli interessi del Nord Italia?

Avete presente certi parlamentari nazionali eletti nel Sud Italia e in Sicilia manovrati dai Poteri Forti del Nord Italia che hanno consentito al Nord Italia, dal 2000 al 2017, di scippare alle Regioni del Sud 840 miliardi di euro (dato ufficiale diffuso dall’EURISPES)?

Avete presente certi parlamentari nazionali eletti nel Sud Italia e in Sicilia manovrati marionette per applicare l’Autonomia differenziata, ovvero per scippare alle Regioni del Sud Italia e alla Sicilia altri 60 miliardi di euro all’anno, Autonomia differenziata non applicata solo perché il Governo nazionale i è dovuto fermare causa emergenza Coronavirus?

Ebbene, sappiate che questi ascari a 24 carati non sono mai cambiati dagli anni subito successivi alla ‘presunta’ unità d’Italia fino ad oggi.

Leggete cosa scrive Antonio Grano nel saggio “A sinistra della questione meridionale-Nordesud Edizioni”, brano che noi prendiamo da Regno delle Due Sicilie.eu:

“Quanto ai deputati del Sud (borghesi e piccolo borghesi) ignoranti peggio dei macigni… i più non hanno mai imparato o hanno disimparato a lo scrivere”.

Oggi sono un po’ più raffinati: sanno anche scrivere e, alcuni, sono anche laureati. Però, al fondo, sono rimasti uguali ai loro predecessori di oltre 150 anni fa.

Sono quelli che vogliono il Ponte sullo Stretto di Messina invece di far aggiustare le strade e le ferrovie di oggi.

Sono quelli che hanno regalato allo Stato quasi 600 milioni di euro all’anno di fondi scippati alla sanità siciliana.

Sono quelli che, nel 2015, hanno fatto sparire dal Bilancio della Regione siciliana 10 mila miliardi di euro di crediti che la regione vantava vero lo Stato e verso altri soggetti.

Sono quelli che hanno stravolto l’articolo 36 dello Statuto regalando allo Stato entrate IRPEF e IVA che sono di pertinenza della Regione siciliana.

Sono quelli che hanno non hanno applicato una sentenza della Corte Costituzionale favorevole alla Regione siciliana, regalando a Roma circa 5 miliardi di euro.

Sono sempre loro: ascari del presente, del passato che ritorna, ascari eterni.

Gaetano Salvemini, grande meridionalista, li aveva ‘pittati’ nei primi anni del ‘900:

“Vera e propria piaga per le popolazioni ‘rappresentate’ nel Parlamento nazionale – annota il Salvemini – con una presaga nota di dolente attualità, quei deputati ‘…facevano consistere il loro ufficio nel fare raccomandazioni e procurar favori agli elettori, e per essi una croce di cavaliere aveva più importanza che un trattato di commercio o un progetto di legge per le pensioni…”.

Cominciate a individuare le similitudini tra passato e presente?

Andiamo avanti:

“Erano, quei deputati di ieri, ignoranti un po’ meno di quelli di oggi; come quelli di oggi emanazione di una ‘piccola borghesia frustrata’, ma pur sempre, ieri come oggi, al servizio dei sempiterno Poteri Forti che li usavano e li usano come semplici marionette al loro servizio. In quel tempo era la grande proprietà terriera che se ne serviva per potere controllare le elezioni, mantenendo sempre intatti i suoi poteri ed i suoi privilegi e impedendo la nascita di una borghesia moderna”.

Oggi i voti spuntano in un modo o nell’altro: là facendo girare i galoppini per i quartieri delle città grandi e piccole, qua presentandosi con il volto di “impresentabili” comunque sempre eletti, una volta con una parte politica, la volta successiva con la parte opposta:

Franza o Spagna purché se magna…

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