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IL CONTRABBANDO NEL REGNO DI NAPOLI SECONDO LA DOTTRINA DEL XVII SECOLO di DI PAOLO MELCHIORRE (VIII)

Posted by on Ago 5, 2021

IL CONTRABBANDO NEL REGNO DI NAPOLI SECONDO LA DOTTRINA DEL XVII SECOLO di DI PAOLO MELCHIORRE (VIII)

5. Da una lettera pubblicata dal viceré’ duca di Medina il 27 giugno 1643 al commissario dei contrabbandi delle province di Basiicata e Calabria, Simone Vaaz in seguito ai frequenti contrabbandi perpretati in quelle terre dagli ecclesiastici.[1]

“”Spettabile e Magnifico Uomo, fedele al Regio diletto, ci è stato presentato memoriale del seguente tenore:

“Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, i Governatori dell’arrendamento delle sete della Calabria e Basilicata espongono a V. E. come n queste Province è aumentata una innumerevole quantità di Chierici ed Ecclesiastici che continuamente frodano i diritti del detto arrendamento e fanno contrabbandi, anche in comitiva ed armati, non denunciando le sete che sono in loro potere, né pesandole sulle bilance Regie né dandone alcun conto, ed inoltre imbarcandole essi stessi; dimodoché hanno ridotto l’arrendamento in evidente pericolo di perdersi, avendo nella passata raccolta frodato diritti per più di centocinquantamila ducati.

E quel che è peggio dette frodi vengono protette dai prelati di queste province, i quali hanno pubblicato e pubblicano scritti contro gli ufficiali dell’arrendamento, no considerando che dai diritti spettanti all’arrendamento non è fatta franca alcuna persona, nemmeno gli Ecclesiastici. Peer questo si dia opportuno rimedio per la preservazione delle entrate feudali ed il mantenimento del detto arrendamento, e quindi supplicano V. E.  di voler commettere al conte Mola, Commissario dei Contrabbandi, gli ordii necessari in questa materia, e l’avranno in grazia”.

Per cui ritrovandosi la vostra persona nelle dette Province di Basilicata e Calabria, da noi inviata per rimediare e porre in on stato le cose dell’arrendamento, e dovendo in questo particolare dare gli ordini necessari, anche in esecuzione di altre disposizioni, fatte per la medesima causa, perché si evitino simili frodi in danno notevolissimo dell’arrendamento, Real Patrimonio di S. M., il quale lo spende così largamente per la custodia e la difesa del Regno, e della nostra Santa Fede Cattolica, ci è parso farci la presente, con la quale vi diciamo e commettiamo che verificando le cose proposte nel memoriale, ossia che dagli Ecclesiastici viene fatta frode all’arrendamento nel modo esposto, dovrete ricevere e informazioni necessarie, ed intercettate le sete dei quelli che saranno colti i contrabbando, procederete alla cattura di quei Clerici e Preti che praticheranno simili delitti, e carcerateli immediatamente, li inviereti in questa città di Napoli per consegnarli al Rev. Nuntio di S. S., che qui risiede, per ricevere il castigo che merita simili eccessi.

Inoltre darete tutti gli ordini legittimi che giudicherete necessari perché gli Ecclesiastici si astengano dal compiere tali frodi; eseguendo il tutto con quella puntualità che ricerca l servizio di S.M.””.

6 – dalle raccolte di giornali di Napoli pubblicate da Antonio Bulifon e Domenico Confuorto.[2]

“”Il 20 dicembre (1677) fu impiccato nella strada dell “Annunziata Sciavetta” un soldato a cavallo per avere ammazzato uno sbirro che voleva impedirgli di fare contrabbado””.

“”Il 25 aprile (1679) fu arrestato nella casa Andrea Bracato, ricchissimo mercante, insieme con il figlio Domenico e con alcuni suoi scrivani. Essi furono portati nel Castello Nuovo dove furono posti in carcerei separate per ordine di S. M., essendo accusati di avere mandato vascelli di grano a Messina nel tempo in cui questa città era ribelle, servendosi di navi inglesi.

Per la qual cosa sono state sequestrate tutte le loro robe e beni, in qualsivoglia luogo situati, e prese tutte le scritture trovate nella casa.

Questo Andrea Bracato aveva acquistato grandissima facoltà e ricchezze non tanto con il commercio, quanto per avere appaltato varie gabelle ed arrendamenti, particolarmente quello del tabacco, tenuto da lui per molti anni a bassissimo prezzo, per cui ne aveva ricavato grandissimi guadagni””.

“”(22 maggio 1680) In questi giorni si è veduta la notizia a Napoli della carcerazione in Roma di don -Giovanni Sances, marchese di Cagliari, che si era rifugiato in quella città essendo fuorgiudicato a causa dei delitti commessi, poiché al tempo in cui i francesi stavano dentro la città ribelle di Messina, inviava ordinariamente vettovaglie dalla sua terra posta in Calabria, dentro Messina ricavandone grossi guadagni””.

“”Il 17 settembre (1681) è stato ucciso da uno sbirro al Ponte della Maddalena, con un colpo di archibugio, un tedesco della guardia di S. E. che voleva introdurre della farina senza pagare la gabella.

Questi non solo non aveva voluto dare ascolto alle intimazioni degli sbirri di tornare indietro a pagare, ma aveva colpito con l’asta dell’alabarda uno di essi: per ci un altro gli tirò un’archibugiata e l’ammazzo.””

“”Il 31 ottobre (1686) è stato arrestato e condotto nel carcere della Vicaria, dal capitano di giustizia Masillo Vassallo per ordine della Gran Corte della Vicaria, il clerico Salvatore Frezza, cursore della Nunziatura e figlio del capo cursore di quella, per l’esportazione di archibugetti ed altre armi proibite.

E la gran Corte della Vicaria fattasi giudice di questo carcerato, gli ha concesso due giorni di termine per le proprie difese””.

“”(1 ottobre 1687) Gli affari di Prospero Barisciano vanno molto male, essendo stato accusato di molti delitti di contrabbando di merci e di monete, di avere frodato la regia Corte, e di avere aperto le lettere che venivano dalla Spagna al viceré per conoscerne i segreti.

Per cui è stato tolto dall’incarico di corriere maggiore ed è stato rimosso dal Palazzo di Gravina dove abitava, e posto di nuovo fronte alla Fontana di Medina al Lago del Castello.””

“”(20 febbraio 1689) Sina dal principio di questo mese è mancata di fatto la carne di maiale, che prima ce ne era in abbondanza; per cui si dice pubblicamente che se ne sia fatta una buona estrazione furi del Regno, con grosso guadagni di chi governa e danno del pubblico.””

“” (8 giugno 1869) Si è scoperto che si è fatta e sa fa estraziobe fuori di questo Regno della nuova moneta coniata, partico­larmente in Roma dove gli orefici che la fondono è pagata con una sottrazioe solo di diciotto ducati per ogni cento. Per cui l’esportazione è procurata facilmente, poiché essendo i cambi altissimi, cioè al 28 per cento, rende di più a chi ha bisogno della moneta in Roma estrarla illecitamente, pagando il cambio al diciotto anziché al ventotto per cento.

Ed il signor vicerè a questo grave inconveniente ha convcato la Giunta dei Deputati della Moneta.””

“”(26 luglio 1689) Poiché il Governatore della fortezza del Carmine introduceva di notte, frodando il fisco, nel torrione barche di farina, che poi faceva panificare ed estrarre con sua grande utilità, gli arrendatori della gabella, avutane notizia, mandarono i loro sbirri con alcune feluche per intercettare le barche. Questi catturatane una piena di farina, la portarono via. Appena il governatore ebbe saputo ciò, inviò i suoi soldati ad uno dei posti dove stavano gli sbirri e li fece bastonare violentemente. Gli arrendatori, ritenendosi offesi, andarono a protestare al signor viceré, il quale, permettendo giustizia, fece carcerare il governatore nel Castello dell’Oovo.””

“Il 9 gennaio (1691) all’alba è stata pubblicata la prammatica che decreta l’aumento del valore della moneta del venti per cento.

Questo accrescimento è stato reso necessario per evitare le estrazioni di monete fuori del Regno, poiché per l’alterazione dei cambi esse erano mandate illecitamente fuori e fuse, con guadagno del dodici per cento per chi le esportava.””

“”(Gennaio 1619) questo aumento del valore della moneta sancito per porre rimedio all’estrazione di essa fuori del Regno non è servito a nulla. Infatti, subito dopo la pubblicazione della prammatica il cambio di Roma è salito al cinquantacinque per cento, con l’estrarre la moneta di nascosto, si verificava il medesimo avanzo; per cui per ogni cento ducati che si portano lì di questa moneta se ne hanno sempre novanta di quella.””

“”Il cinque aprile (1691) arrivò a Napoli una compagnia di fanti spagnoli. Questi per strada si divisero ed alcuni di essi che portavano cose di contrabbando presero ls strada di Capodimonte per più facilmente gabbare la dogana. Sorpresi però dai guardiani puntarono loro le armi contro e per tale azione sono stati carcerati””.

“”Giovedì 1° novembre (1691) verso le ore 23 alla baracca fuori Porta Capuana si scontrarono alcuni sbirri, che estraevano roba di contrabbando e non volendo essere controllati da quelli della baracca; uno ferito è morto.””

“”(1 dicembre 1691) Nei giorni scorsi fu fermata alla “scesa di Capodichino” dagli sbirri della gabella la carrozza della signora Caracciolo, figlia di Antonio primario Tavolari del Sacro Consiglio, e moglie di Don Antonio Carmignano, per vedere se dentro di essa fossero condotte cose di contrabbando.

Poiché nella carrozza fu trovata una certa quantità di formaggio, pane, ed alcune provole nascoste dal cocchiere all’insaputa dei padroni, gli sbirri, nonostante le proteste della dama per l’abuso fattole, sequestrarono la carrozza e carcerarono il cocchiere.””

“”(15 settembre 1692) È stata eseguita nel Mercato l’impiccagione di Giacomo Valenza, palermitano, giustiziato per l’esportazione di armi proibite e per avere commesso molti altri delitti.””

7. Varie sentenze del regio tribunale dei contrabbandi riportate da Francesco Rocco.[3]

Sentenza emanata dalla Regia Giunta dei Contrabbandi nei confronti di Giovanni Marchione di San Giorgio e Polistina, condannato in contumacia per contrabbando di seta.

“”In causa Regij fisci cum Ill. Don Ioanne Milano Marchione S. Georgij, & Polistinae insquisito de fraudibus, & Contrabannis serici, & Aliarum Rerum ut actis.

Die decimo quinto mensis Martij 1656, Neapoli, facta relatione in Regia Iuncta Controbannorum per Dominun Consiliarum Iotannem Baptistam Amendola Praesidentem Ragiae Camerae, & causae Commissarium. Per Regiam Iunctam delelgatam per sua Excell. Visa instantia Regij fisci, ac contumacia contracta, fuit prouisum, & decretem, quod condamentur dictus Ill. D. Ioannesa Milano Marchio S. Georgij & Poistinae ad soluendum ad beneficium Regiae Curiae Ducatos sepricentam octuagina, quatormille sexcentum viginti sex tar. Ad rationem ducatorum decem pro qualibet libra serici, e carolenorum tresdecim similiter pro qualibet libra pro pretio ispsius liquidado pro libris sexaginta novem

mille quator-centum triginta sex, servata forma Regiarum Pragmaticarum, & proinde sequestretur iurisdictio Terrarum S. Georgij & Polistinae per personam eligendam per S. E nihilominus fiata sequestrum omnium bonorum dicti illustris Marchionis tam feudalium, quam burgensaticorum, hoc suum & c. D. Gaspar de Sobremonte, Ioannesa Baptista Amendola, Anellus Portius, Iacintus Barracanus, Herrera, Andreas Staracius act.””

Sentenza pronunciata dalla regia Giunt nei confronti di Paolo Pepe per l’estrazione illecita di grano dal porto di Bari fuori dal Regno.

“”In causa Regij fisci cum Paulo Pepi Florentino inquisito & carcerato de contrabanno tumulorum tritici septem mille & quinquaginta sex a maritima Baruli per extra Regnum, & falsitte, ut in actis. Die 15 mensis Decembris 1657 neap. FActa relatione in Regia Iuncta per Dominum REgium Conciliarum Franciscum RoccoCommissarium. Per Regiam Iunctam esiusque Spectabilem, & Dominos Iudices per S.E. delegatos, provisum & decretum est, quod supradictus Paulus Pepi, ut supra inquisitus & carceratus pro causis praedictis relegetur in Insulam[1], declarandam per S.E. per decennium, & condamnetur ad solvendum ad beneficium Regiae Curiae poenam dupli pretii frumenti extracti, ad dirictum tractae ipsius & ad mediatanem impositionis ducatorum quinque pro centenario, hoc suum & c. Ulloa Re. Anellus Portius, Franciscus Roccus, D. Ioannes Vallenilla de Isla, Vidit Ascanius Raetanus fiscus, Prosper de Laurentijs Act. » »

Decreto della Regia Camera emesso nella causa contro Angelo Migliaccio inquisito per l’estrazione di vino fuori del regno, con cui veniva ordinata la vendita del vino intercettato e della nave su cui esso era stato caricato, con incorporazione del ricavato da parte della Regia Curia.

“”Die 4 Iunij 1658

In causa Regij fisci cum Angelo Migliaccio, & alijs, inquisitis de tentata extractione doleorum vini 35 à maritima Lacchi pertinentiarum Ischia per extra Regnum, cepto itinere, nulla extraendi licentia obtenta, absque debitis expeditionibus, citatis dictis inquisitis & carceratais ad dicendum causam, quare non debeant dicta dolia vini, & tartana, super qua onerta erant, declarari intercepta; sic instante -regio fisco, & absque aliae causae cognitione procedi debert ad venditionem dictae tartanae & vini, prout in cactis, & c.

Facta relatione & c. fuit per Regiam Cameram consensu prouisum, quod procedatur ad venditione vini, & tartanae, & pretium incorporetur ad benficium  Regiae Curiae, & Partitarij iuxta capitulationem; & nihilominus inquisiti & carcerati reducantur in rovisione, & angelus Migliaccius citetur ad informandum, & capiatur.””

Decreto emesso dalla Regia giunta nei confronti di Andrea Melarbi inquisito e contumace per l’estrazione in contrabbando di una piccola quantità di seta.””

“”In causa Regij fisci cum Andrea Melarbi inquisito & contumace de extratione, nonnullarum quantitatum serici in Contrabannum in mense Februarij 1663 ac alijs, ut ex unformatione capta de ordine Magnifici Iudicis M.C.V. in Criminalibus D. Aloysij Sixto de Britto olim Praesidis Provinciae Calabriae ultra.

Die 18 mensis Martij 1665 facta relatione inRegia Iuncta per Dominum Regium Consiliarum Franciscum Rocco Commissarium, Per Regium Iunctum Contobbannorum, eiusque Spectabile, & Dominos Iudices per S. E. delegata, provisum &  decretus est, quod depositum ducatorum tercentum quinquaginta, factum posse Iulij Mirabello Civitatis Catanzarij in mense Decembris 1663 ordinatione dicti Magnifici Iudicis D. Aloysij Sixto Debritto ex causa transactionis, oblatae per dictum Andream melarbi transmittatur Neap & committatur exequutio Spectabili Praesidi dictas Provinciae, nec non condanmnetur dictus Andreas ad soluendam poenam in Regijs <Pragmaticis contentam pro extratione sericorum per eum facta in Controbannum, & expediatur provisiones necessariae, etiam pro pena contumaciae, & Actuarius faciat relationem dirictus, & poenae, hoc suum & c. D. Antonio Iuan de Centellas, Franciscus Roccus, D. Didacus de Ulloa, D. Pedro Valero, Prosper de Laaurentijs Act.””

Sentenza emanata dalla Regia Giunta nei confronti di Bartolo Bonica e dei suoi marinai Domenico e Didaco Restuccio ed Antono Payano inquisiti e carcerati per estrazione illecita di seta.

“”In causa Regij fisci cum Patrono Bartolo Bonica, Didaco & Dominico Restuccio, & Antonio, alias Antonino Payano eius nautis de Lipari, inquisitis & carceratis de extractione ballarum viginti septem sericorum, quaelibet, librarum biscentum quinquaginta in circa a maritima Fuscaldi per extra Regnum in contrabannum, & truffa, seu furto, quator ex dictis ballis sericorum ad summam librarum mille in circa, respectu dicti Bartoli, ut ex actis penes subscriptum Actuariu.

Die 13 mensis Maij 1665 Neapoli, facta relatione in Regia Iuncta per Dominun Regium Consiliarum Franciscum Rocco Commussarium. Per Regiam Iunctam Contrabannorum esiusque Spectabilem, & Dominos Iudices per S.E. Delegatam, provisum & decretum est, quod supradictus Patronus Bartolus Bonica pro causis Praedictis remiget, & remigando personaliter serviat inRegija Triremibus per annos decem continuos, & supradicti Dominicus & Didacus Restuccio, & Antonius Payanus nautae similiteer remigent in Regiij Triremibus per annos quinque continuos, hoc suum & c. D. Antonio Iuan de Centellas, D. Blas. De Boliaga, Franciscus Roccus, D. Didacus de Ulloa, D. Pedro Valero, Prosper de Laurentijs Act. “”

Sentenza della Regia Giunta contro Domenico Fontana, Vincenzo Campobasso ed altri, inquisiti e carcerati per l’esportazione di vino dalla Calabria Citeriore fuori del Regno, senza avere assolto i debiti di spedizione.

“”In causa Regij fisci cum Dominico Fontana, Negotiante in Civitate Messanae, Patrono Vincentio Campobasso, & aliis inquisistis & carceratis de incepto cuisdam tartanae cum oneratione vini a maritima Nuceriae provinciae Calabriae ùCitra per extra Regnum absque debitis expeditionibus, ut in actis. Die mensis Septembris 1665 Neap. Facta relatione in Regia Iuncta per Dominum REgiu Consiliarum Franciscum Rocco Commissarium. Per Regiam Iunctam Contrabbanorum eiusque Spectabilen, & Dominos Iudices per S.E. Delegatam visa informatione capta, & instantia REgij fisci, provisum & decretum est, quod declarentur intercepta vinum, tratana, & omnia bona inventariat, & procedatur ad illorum venditionem; & pretium applicatur Regio fisco, hoc suum & c.D. Antonio Iuan de Centellas, D. Blas, de Boliaga, Franciscus Roccus, D. Pedro de Valero, Vidit Fiscus, D. Ioseph Filiu, Prosper de Laurentijs Act.””

Decreto emesso dalla Regia Giunta in seguito all’intercettazione nel mare di Paola di cinque imbarcazioni, appartenenti a diversi prorpietari, carcate con seta da esportarsi in contrabbando fuori del Regno.

“”Super intercepto librarum duodecim mille quatuorcentu spetuaginta octo sericorum circiter, oneratorum in maritima Paulae super quinque cymbis Patronorum Iosephi de Amico, Antonini de Palermo, & Dominici Moneta Civitatis Messanae, Petri Pisano, & Bazzini Civitatis Paulae per extra Regnum in contrabannu, prout ex actis, & C.

Die 12 mensis Novembris 1665 Neap. Facta relatione in -regia Iuncta per Dominum Regium Consiliarum Fraciscum Rocco Commissarium. Per Regiam Iunctam Contrabannorum fuit provisum, quod declarentur seria, & alia bona inventariata intercepta, & proinde procedtura ad illorum venditionem, & pretium applicetur Regio fisco, solutis dirictibus Arrendamento serici Calabriae, & fiat appretium, hoc suu & c. D. Antonio Iuan de Centellas, Franciscus Roccus, D. Ioseph Filiu, D. Pedro Valero, Vidit Fiscus, Prosper de Laurentijs Act.””

Decreto emanato dalla Regia Giunta in conseguenza del sequestro, nel mare di Trani, di una nave appartenente a Pasquale De Simone, carica di frumento e di altre merci di contrabbando.

“”Super intercepto cuisdam navis, seu Pedotinae Patron Paschalis de Simone civitatis Ragusij, perventae in maritima Trani in mens Martij 1666 cum onerations tritici, & aliarum rerum in contrabannum, ut in actis, & C.

Die 2 mensis Iunij 1666 Neap. Facto verbo in Regia Iuncta per Dominum Regium Consiliarum Franiscum Rocco Commissarium. Per Regiam Iunctam Contrabannorum fuit provisum, quod supradicta navis, seu Pedotina, cum eius armamentis, & mercibus in ea oneratis declarentur intercepta, & proinde procedatur ad ipsarum  venditionem, praecedente appretio, & legitimis su

subhastationibus, praecedentibus, & pretium applicetur REgiae Curiae, & committatur Magnifico fisci Patrono Pompeo Cuzzolino, ho suum & c. D. antonio Iuan Centellas, Marchio Crispani, Franciscus Roccus, D. Thomas Caravita, D. Pedro Valero, D. Iosph Filiu, Vidit fiscus, Prosper de Laurentijs Act.””

Sentenza pronunciata dalla Regia giuta nei confronti di Giovanni Maria Gambarino, Giovanni Antonio Cargano, Francesco Bistosi, ed altri, inquisiti e carcerati per il delitto di contrabbando di seta fuori del Regno.

“”In causa Regij fisci cum Patrono Ioanne Maria Gambarino, Ioanne Antonio Cargano, Francisco Bistosi, Lazaro Macciarello, Augustino Morfeo, & Thoma Garibis Ianuensibus inquisitis, & carceratis de intercepto nonnullaruna quantitatun serici, onera­tarum in maritima Scillae, per etra Regnum in contrabannum, ut ex actis in Regia Iuncta, penas subscriptum Actuarium.

Die 18 mensis Augustis 1666 Neapoli, facto verbo in Regia Iuncta per Dominum Regium Consiliarum Franciscum Roccocommissarium.

Per Regiam Iunctam Contrabannorum per S. E. delegatam, provisu & decretum est quod supradicti Patroni Ioannes Maria Gambarino, Ioannes Antonius Carcagno, Franciscus Bistosi, Lasarus Macciarello, & Augustinus Morfeo remigent, & remigando personaliter serviant in Regijs Triremibus, dictus Patronus Ioannes Gambarino per annos decem, & supradicti Ioannes Antonius, Franciscus, Lazarus, & Ausustinus per annos quinque per quemlibet, & respectu supradicti Thomas Garibz, suspenso decreto defensiorum ei datarum, excarceretur, & deleatur titulus hoc suum, & c. D. Antonio Iuan de Centellas, Mrchio Crispani, Franciscus Roccus, D. Thomas Caravita, D. Pedro Valero, D. ManuelAluares de la Escalera, Vidit Fiscus, Prosper de Laurentijs Act.””

Sentenza emanata dalla Regia Giunta contro Stefano Fragone, Giovanni Battista Cosaccia, Giovanni Battista Montefinale, ed altri, inquisiti e carcerati per aver caricato la loro nave con un quantitativo maggiore di frumento di quella consentita e con olio, formaggi, fave da esportare illecitamente fuori del Regno.

“”In causa Regij fisci cum Patrono StephanoFragone, Ioanne Baptista Cozaccia, Ioanne Baptista Montefinale, Ioanne Francisco Asti, Angelo Codicciola, Sylvestro Ravenna, Simone Rav enna, Nicolao Ravenna, Ioanne Badalacco, Antonio Begazi, Dominico Cicale, & Augustino Merro Ianuensibus, inquisitis & carceratis in carceribus Civitatis Regij, de interceptu corum Tartanae cum oneratioe facta in eanper extra Regnum in contrabannum tumulorum bis mille quincentum quadriginta trium tritici, olei, casei, fabarum, alioruque bonorum in maritima Bradani Territorii terrae Genosae, sub expeditione tumulorum bis mille biscendum tritici, ut ex actis.

Die 12 mensis Aprilis 1668 Neapoli, facta relatione in Regia Iuncta per -dominum Regium Consiliarum Franciscum Rocco Commissarium.

Per Regia, Juncatam Contrabannorum per S. E. delegata, provisum & decretum est, quod supraditus Patronus Stephanus Fragone, ut supra inquisitus, & carceratus remiget, & remigando personaliter serviat in Regijs Triremibus per annos septem, & supradicti eius nautae liberentur in forma cum iuratoria cautione, hoc suum, & c D. Melchior de Navarra, Marchio Crispani, Franciscus Roccus. D. Thomas Caravita, D. Pedro Valero, D. Manuel Alvarez de la Escalera, Vidit Fiscus, Prosper de Laurentijs Act.””


[1] …la Ysla donde ha da tener execucion la sentencia, que per essa Iunta se ha dado en la causa contra Paulo Pepi, sea Oran…”; così da un biglietto emmesso l’11 gennaio 1658 dal Regente don Felix de Ulloa.


[1] Testo originale in: Francesco Rocco “Tractatus de Officijs”, Napoli 1669, pp. 384 e 385.

[2] Da D. Confuorto, Giornali di Napoli dal 1679 al 1699, a cura di N. Nicolini, Napoli 1930; e A. Bulifon, giornali di Napoli dal 1547 al 1706, a cura d Nino Cortese, Napoli 1932.

[3] In Tractatus de Officiis, Napoli 1669, pp. 267-268, 380 e ss.

Tesi scritta a Napoli nel 1983 da Paolo Melchiorre e lavoro curato da Vincenzo Giannone

segue……

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