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IL MAESTOSO RE GUERRIERO DI CAPESTRANO DEL VI SECOLO A. C., L’EQUIVALENTE ITALICO DEI BRONZI DI RIACE, SI CHIAMAVA NEVIO POMPULEDIO

Posted by on Dic 11, 2020

IL MAESTOSO RE GUERRIERO DI CAPESTRANO DEL VI SECOLO A. C., L’EQUIVALENTE ITALICO DEI BRONZI DI RIACE, SI CHIAMAVA NEVIO POMPULEDIO

La sua scoperta insieme ad altri stupendi reperti (s. v. foto) ha sovvertito consolidate concezioni storiche secondo le quali l’antico popolo italico, che abitava questa regione interna dell’Abruzzo, fosse popolata di rozzi pastori.

La statua, posta sopra la tomba del defunto, è ricavata da un unico blocco di pietra calcarea locale ed è alta 2 mt oltre al basamento di quasi 1,5 mt di altezza. L’ampiezza delle spalle è di quasi 135 cm.

La ricca panoplia, i raffinati ornamenti e il corredo hanno fatto subito pensare ad un personaggio di rango elevato, sicuramente un principe o un re italico. Sui due pilastrini che inquadrano la scultura, sono incise iscrizioni in lingua italica arcaica, probabilmente osca sud-picena, lungamente esaminate e studiate.

Fra le iscrizioni, si legge MA KUPRI KORAM OPSUT ANI..S RAKI NEVI PO…M. II. Il soprintendente archeologico di Roma, Adriano La Regina, ha tentato una traduzione che, caso unico per quei tempi, rivelerebbe anche il nome dello scultore: ME BELLA IMMAGINE FECE ANINIS PER IL RE NEVIO POMPULEDIO. Anche se altre traduzioni sono state avanzate, rimane il nome del re Nevio Pompuledio, che, secondo il National Geographic potrebbe anche essere Numa Pompilio; un’idea non rigettata dal prof. Adriano La Regina, il quale osserva che Nevio Pompuledio con il secondo re di Roma ha in comune l’epoca, le iniziali, l’assonanza del nome e una certa affinità, anche se le prove mancano del tutto.

Il guerriero fu rinvenuto fortuitamente dal proprietario di una vigna nel 1934 nella piana di Capestrano (AQ), ed è ad oggi il reperto archeologico più importante per la conoscenza delle genti italiche preromane. Accanto alla statua funeraria giaceva la sua compagna di cui fu rinvenuto solo il torso. Così si portò alla luce una necropoli con alcune tombe e corredi funerari risalenti al VII-VI secolo a.C. All’inizio del 2000, poi, furono ritrovati un centinaio di tombe e oltre cinquecento reperti archeologici.

Il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo si trova a Chieti, nella suggestiva Villa Frigerj.

Maria Franchini

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