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IL PULCINELLA DI SCHIAVI D’ABRUZZO ACCOGLIE IL COMITATO “PRO PULCINELLA”

Posted by on Mar 27, 2020

IL PULCINELLA DI SCHIAVI D’ABRUZZO ACCOGLIE IL COMITATO “PRO PULCINELLA”

L’ultima tappa del viaggio intrapreso  dal Comitato “Pro Pulcinella” per render visita alle comunità e alle associazioni che hanno aderito al progetto per far diventare la Maschera di Pulcinella patrimonio immateriale dell’umanità ci ha portato sabato 22 febbraio 2020 a Schiavi d’Abruzzo uno degli ultimi paesi della regione e a pochi Km dal Molise.

Giornata primaverile che ha fatto da cornice alla festa Carnevalesca organizzata dall’Associazione “Schiavi della Musica”, anch’essa ha aderito al comitato “Pro Pulcinella”,  di concerto con una comunità locale che nonostante ha subito una notevole decimazione a causa della massiccia emigrazione avvenuta dagli anni 50 fino ad oggi, non vuole assolutamente mollare la propria identità, la propria tradizione e il proprio Pulcinella o Mazzarone che, come abbiamo visto in altri luoghi del Regno, è l’assoluto protagonista.

Anche qui la caratteristica principale del Pulcinella è il “Cimiero”, il cappello posto sul capo  pieno di colori e proiettato in l’alto verso il trascendente, accompagnato da i simboli fallici messi in mostra, come in tutte le altre maschere, che simboleggiano riproduzione ed abbondanza, ricordiamo che un tempo la ricchezza era rappresentata dalla fertilità dei terreni, dei boschi, dagli animali che si possedevano e dalle famiglie numerose.

Anche a Schiavi d’Abruzzo abbiamo visto come il fenomeno della globalizzazione ha radici che affondano nella notte dei tempi che rispetto a quella che stiamo assistendo nel terzo millennio basata sulle merci e sugli affari, i protagonisti erano gli uomini che vivevano l’universalità senza mai sconfinare nel provincialismo ed ogni comunità creava la proprio cultura attraverso lo scambio di informazioni con realtà anche lontane da loro.

Ogni comunita s’è collocata nel ventre caldo della tradizione ma ognuna con la propria identità infatti nei diversi Carnevali che abbiamo visitato tutti hanno i Pulcinella che pur avendo in comune il cappello proiettato verso il cielo e il tratto di fallocentricità sono diversi tra loro ogni comunità ha la propria cucina, ha la propria musica e il proprio ballo come  a Schiavi d’Abruzzo dove esiste una cucina tipica ma soprattutto una Tarantella che accompagna un ballo molto particolare chiamata la “Spallata di Schiavi d’Abruzzo”.

A Schiavi il corteo dei Pulcinella girava di casa in casa toccando tutte le frazioni del comune, per esibirsi nella Spallata, dopo che un bambino autorizzava l’ingresso e i componenti venivano ricompensati alla fine dell’esibizione con abbondanti ristori. Si nota anche qui un forte senso aristocratico del Carnevale infatti la calorosa accoglienza segue sempre una richiesta di permesso da parte dei Pulcinella che è l’espressione di un mondo antico, piramidale che il 68 ci ha fatto credere arretrato e anacronistico che ci privava delle libertà individuali mentre forse, alla luce di quanto vediamo oggi, era il miglior modo per evitare anarchia e caos ma anche  il miglior modo per difendere le proprie individualità e libertà.

A Schiavi, come a Pescorocchiano, è stata applicata una damnatio memoriae in maniera scientifica che ha dato i suoi frutti soltanto dopo molti anni nonostante sia stato un territorio che nel 1799 e nel 1860 si è ribellato con forza all’invasioni prima dei Francesi e dopo Piemontesi esprimendo un movimento Insorgente Napolitano molto agguerrito e fedele alla causa Borbonica.

Di quel periodo e della napoletanità, durata quasi 8 secoli, non si trova traccia nella mente degli abitanti di Schiavi d’Abruzzo se non nei ritmi della Tarantella e nella figura di Pulcinella e anche qui si nota che la vera protagonista di questa trasformazione antropologica è stata la grande guerra dove nasce il fenomeno del “soldato italiano”

Alla fine di questo viaggio nel Regno alla scoperta di alcuni Pulcinella, purtroppo ne abbiamo visti pochi, che ci ha visto impegnati per tutto il mese di Febbraio, possiamo per fortuna affermare che come cantava Pino Daniela, più di 40 anni fa, Pulcinella è vivo ancora, la tradizione continua ad andare avanti nel sacro percorso della storia e che, cosa più importante, si nota ovunque una forte presenza di giovani e bambini che ci da gioia ed energia nuova.

Nell’invitarvi a vedere tutti i video della giornata di Schiavi d’Abruzzo di seguito riportati, mi coglie l’obbligo, dopo aver più volte ricordato l’opera e il lavoro del Prof. emerito Domenico Scafoglio, ricordare e ringraziare una sua illustre collega la Sig.ra Adriana Gandolfi che grazie alla sua opera di ricercatrice e studiosa sono state recuperate e valorizzate alcune Maschere di Pulcinella di alcune regioni dell’Italia Peninsulare evitando che molti carnevali potessero sparire.      

Claudio Saltarelli

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