Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

LA MADONNA DELLA CIVITA A ITRI

Posted by on Lug 22, 2022

LA MADONNA DELLA CIVITA A ITRI

Le ORIGINI del Santuario, collocato sul Monte Civi­ta (o Monte Fusco – a 673 m s.l.m.) al quale fanno da corona e sfondo i MontiAurunci ed Ausoni, e dal quale si può godere di un panorama mozzafiato, che va dal Circeo fino all’isola d’Ischia; sono avvolte da un alone di MISTERO.

LA LEGGENDA e i racconti della tradizione popolare narrano che durante la persecuzione Iconoclasta ordita dall’imperatore Leone Isaurico a

Costantinopoli, nel VIII secolo, due monaci basiliani furono sorpresi con un dipinto su legno raffigurante la Madonna.

I soldati, per punizione, chiusero i due monaci in una grande cassa in legno e, insieme al quadro, furono gettati in mare: “Se veramente è così miracolosa, vi salverà!“, dissero.

All’interno di quella cassa trascorsero ben 54 giorni in balia delle onde e, dopo aver toccato la sponde di Messina. Grande fu lo stupore della popolazione locale quando, aperta la cassa, videro i due monaci sani e salvi con l’immagine tra le loro braccia. Per loro, da come raccontavano, erano passate solo poche ore da quando erano stati gettati in mare, invece risultò che si trovavano in mare, appunto, da ben 54 giorni! Il quadro venne posto nella cattedrale di Messina e divenne oggetto di venerazione, fino a che, un giorno esso sparì senza motivo apparente. Venne ritrovato sul Monte Civi­ta, presso Itri, da un pastore sordo e muto che vagava alla ricerca di una sua bestia smar­rita.

Il pastore alla vista dell’icona, adagiata su un albero di leccio, riacquistò l’udito e la parola e potè così correre in paese (a Itri) per dare a tutti la notizia del ritrovamento del quadro miracoloso. Il quadro fu poi lasciato ai monaci benedettini del Monastero di San Giovanni in Figline, a circa 3 km dalla cima suddetta, sulla strada mulattiera che va verso Fondi.

L’ ICONA SACRA, in stile bizantino, raffigurante la Madonna della Civita è di fattura certamente orientale (attribuita addirittura a san Luca per la presenza di tre lettere, ormai sbiadite, poste alla base del quadro: L.M.P. a significare “Lucas Me Pinxit”).era molto probabilmente conservata nella Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli (oggi Istanbul).

Rappresenta la Vergine Incoronata con le mani aperte in segno di benedizione. Anche il Bambino, che tiene in grembo, apre le mani nella stessa posa.

La pelle delle mani e del volto della Madonna appaiono scure;

Le Madonne Nere sono tra le immagini più sacre della Chiesa Cattolica e si trovano nei più riveriti santuari e cattedrali d’Europa. Tutta via la maggior parte delle volte questa immagine rappresenta un significato ben più profondo e precedente al culto mariano ed alla stessa religione cristiana.

All’origine il Cristianesimo, per potersi imporre, cercò delle assonanze con i culti già esistenti, come quello della Grande Madre che risale al Neolitico, se non addirittura al Paleolitico : venerata in luoghi in cui si concentrano la forza e l’energia della terra. Questi riferimenti alle energie telluriche, sono sempre presenti anche nei luoghi ove si venerano immagini di Madonne Nere.

IL SANTUARIO : le prime notizie risalgono al 1147, in un documento conservato a Montecassino,; nel 1491 iniziò ad avere l’attuale connotazione, quando Vescovo di Gaeta inaugurò il nuovo santuario, più ampio e funzionale, intitolandolo all’Immacolata. Il flusso di pellegrini aumentò costantemente, così come il numero di grazie e di miracoli concessi: il più illustre avvenne nel 21luglio del 1527, quando un’epidemia di peste che aveva colpito tutti i paesi circostanti venne debellata. Da allora,

LA FESTA liturgica della Madonna della Civita è stata fissata al 21 luglio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il quadro non fu distrutto grazie al coraggio di un parroco, don Lidio Borgese rettore del santuario in quel periodo, che riuscì a nascondere l’immagine sotto il suo mantello. Così, senza farsi scoprire dai tedeschi, viaggiò tra i monti Lepini,tra Sonnino, Priverno e Cisterna di Latina, riuscendo, successivamente, a far tornare il quadro a Itri.

Dal 1985 il santuario è affidato ai padri Passionisti.

LA DEVOZIONE per la Madonna della Civita è molto forte : ogni anno è meta di quasi mezzo milione di pellegrini (non solo dai paesi vicini, ma anche da Campania, Abruzzo e dalla provincia di Frosinone; vi giungono a piedi da Pontecorvo, da Fondi, da Lenola, Campodimele, da Pastena e addirittura da Cellole, che dista ben 42 km dal santuario.

*Ma anche da Messina per diversi secoli si fece un pellegrinaggio annuale: i pellegrini arrivavano a Gaeta via mare per poi proseguire a piedi fino al Santuario ( grazie al sig. Salvatore Antetomaso per il contributo).

Ma il pellegrinaggio più noto è quello che parte dall’abitato di Itri, ogni mattina di sette sabati antecedenti la celebrazione della Madonna della Civita (il 21 luglio).

Grazie agli innumerevoli miracoli ad ella attribuiti, numerosissimi sono gli ex voto custoditi all’interno del Santuario.

fonte

https://www.facebook.com/daniela.cambio.3/posts/pfbid02ignWb6kFxvsDeuArzYNwgCQBbwXYCNRexjULnatG8iLyywiTEHfAyYiRKhYtud4yl?from_close_friend=1&notif_id=1658431570897073&notif_t=close_friend_activity&ref=notif

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