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L’insalata caprese: storia della regina della tavola estiva

Posted by on Ago 7, 2020

L’insalata caprese: storia della regina della tavola estiva

Quando si parla di caprese, saltano subito in mente i colori rossi del pomodoro, il dolce sapore di una mozzarella lattosa e quel gusto speciale del basilico, tutto condito dall’immancabile olio fatto con le olive nostrane. Magari con il caldo della sabbia sotto i nostri piedi e in sottofondo il suono delle onde del mare.

Essendo un piatto semplicissimo, non è facile ricostruire la sua storia: ci sono leggende che parlano di un muratore annoiato , alcuni che raccontano di un inaspettato legame con l’Egitto e altre che, invece, raccontano di un “inno al futurismo” nascosto fra pomodori e mozzarelle, che erano i cibi preferiti da Filippo Tommaso Marinetti. Come dargli torto?

Non è da escludere, ed è la tesi più credibile, che la caprese possa essere figlia di influenze comuni di tutte le cucine mediterranee, notando anche la somiglianza del piatto campano con la più ricca e famosa insalata greca.

La caprese del muratore

In un tempo non precisato del dopoguerra, secondo una delle leggende metropolitane più note, un muratore dell’isola di Capri era particolarmente annoiato e desiderava creare un piatto speciale. Accadde quindi che, durante una pausa pranzo, volle rendere omaggio alla sua patria e decise di realizzare un piatto rapido e fresco con gli ingredienti che aveva sotto mano, con una combinazione di colori assemblati in modo tale da ricordare la bandiera

Un po’ come il leggendario Mastro Nicola che fu il “padre” della pizza napoletana, di cui non conosciamo la reale identità, questo sconosciuto muratore potrebbe essere l’inventore dell’insalata caprese.

Sui colori patriottici del cibo napoletano, d’altronde, è stata imbastita anche un’altra storia nota: quella della Pizza Margherita nata, secondo un’altra leggenda, per ricordare i colori della bandiera d’Italia.

La caprese futurista

Filippo Tommaso Marinetti, il padre del movimento futurista, odiava la pasta. La considerava un piatto eccessivamente pesante, lento da cucinare e poco moderno. Allo stesso modo, però, amava profondamente i panorami di Capri e della costiera campana, come d’altronde accadde a tantissimi uomini illustri prima di lui: Lenin, ad esempio, visse per molto tempo a Capri.

Anche se dire di odiare la pasta a Napoli equivale a bestemmiare, considerando anche la storica tradizione di pastifici campani, l’hotel in cui soggiornava il poeta decise di soddisfare i gusti dell’intellettuale e gli propose un pranzo leggero con ingredienti locali: olio, pomodori e mozzarella, con un pizzico di sale e una foglia di basilico per insaporire. Marinetti ne rimase estasiato.

Un anonimo chef dell’Hotel Quisisana di Capri, verso gli anni ’20 del XX secolo, sarebbe quindi il padre della

Una Capri egiziana

Napoli ha suscitato sempre un particolare fascino nei confronti degli egizi, sin dai tempi dei Faraoni. Nell’800 venne in visita Isma’il Pascià, il khedivè d’Egitto e, più di recente, il re Farouk d’Egitto soggiornò sull’isola nel 1951.
Rimase talmente estasiato dal pranzo leggero e saporito dell’Isola di Capri che ne parlò per mesi alla sua corte e, secondo dicerie poco credibili, la fece replicare negli hotel di tutto il mediterraneo, ovunque soggiornasse durante i suoi viaggi diplomatici.

La caprese mediterranea

Una delle teorie più plausibili legherebbe la genesi della Caprese alla cultura mediterranea. In Grecia, ad esempio, la famosa “insalata greca” è solitamente attribuita alle abitudini della popolazione povera, che poteva realizzare pasti con i pochi ortaggi che si ritrovava fra le mani, aromatizzandoli con basilico e origano.

Non è quindi difficile immaginare che ricette così semplici e simili si siano tramandate fra le terre di cultura greca e mediorientale e Napoli, sostituendo ingredienti come la feta con la più familiare mozzarella. D’altronde, anche lo scienziato americano Ancel Keys, il papà della Dieta Mediterranea, raccontava nei suoi studi l’utilizzo di pomodori e mozzarella nei pasti della popolazione cilentana, che di certo era ben lontana da Capri.

Sulla paternità caprese dell’insalata, invece, è probabile che la storia di Marinetti sia plausibile e davvero gli alberghi capresi abbiano cominciato ad inserire nei menù un piatto già conosciuto dal popolo, ma che non aveva mai ricevuto la “dignità nobiliare” di un ristorante.

Ricetta dell’Insalata Caprese

Per preparare la Caprese non c’è bisogno di alcuna preparazione tecnica o di strumenti particolari. Per qualche consiglio, rimandiamo al sito della Cucina Italiana.

Federico Quagliuolo

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