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L’istruzione pubblica nelle Due Sicilie

Posted by on Set 7, 2022

L’istruzione pubblica nelle Due Sicilie

La prima istruzione scolastica aperta a tutte le classi sociali d’Italia fu organizzata nel Regno delle Due Sicilie

Lucera tra curiosità e verità storiche da il giornale di Lucera “Il Frizzo”
L’istruzione scolastica? Fu organizzata già nel Regno delle Due Sicilie da Ferdinando IV di Borbone. Un documento del 1778, conservato tra le deliberazioni dell’Università di Lucera, rivela l’obbligo, per gli enti ecclesiastici della città, di dar vita a scuole pubbliche per l’insegnamento gratuito.

Lucera, 06.03.2007 – Tra le deliberazioni dell’Università di Lucera, conservate presso la locale biblioteca, vi è quella inerente la copia di un dispaccio, non privo di interesse, emanato da Ferdinando IV di Borbone e relativo alla organizzazione scolastica da attuare nell’intero Regno. Il dispaccio in questione prevedeva, per Lucera, l’ordine di istituire, da parte dei religiosi, pubbliche scuole dove «…coloro che vorranno concorrervidi qualsiasi ceto, senza distinzione alcuna, e specialmente quelli della più infima plebe, siano gratuitamenteistruiti nel leggere, scrivere e far di aritmetica, nei primi erudimenti della grammatica, e nel catechismo…».
E pensare che l’atto di nascita della legislazione scolastica risalente al costituendo Stato italiano conla L. 13 novembre 1859 sottolineava la «…gratuità scolastica» quasi come un fatto nuovo ed esclusivo.
Nel censimento del 1871, poi, si accerta che dopo 10 anni di scuola obbligatoria, l’analfabetismo, invece di diminuire, era notevolmente aumentato. Nel 1907 F.S. Nitti, in un discorso pronunciato in Parlamento, dichiara: «In Italia la popolazione scolastica è così scarsa dopo 50 anni di unità e dopo 30 anni di istruzione obbligatoria, che si può dire che lo scopo della legge del 1877 non fu mai realizzato. Vi sono almeno 4 milioni e mezzo di bambini che avrebbero l’obbligo di seguire le scuole, ma sono appena 2 milioni e settecento mila che la frequentano…». Se si pensa ancora che la stessa legge Orlando del 1904 imponeva ai comuni di istituire scuole fino alla 4ª classe, nonché di assistere gli alunni più poveri, allora sì che c’è da riflettere.
Ma ecco come recita, in originale, l’intero documento conservato presso la biblioteca di Lucera.

«Ferdiando IV, Dei grace Rex utriusque Sicilie, et Hyerusalem, Infan Hispaniaru, DuxParme, Placentie, Castri, ac Magnu, Princeps Hereditariu Hetrurie.
D. Stefano Antonelli Brigadiere nei Reali Eserciti, Preside, Governatore delle armi, e Commissario Generaledella campagna in queste due Provincie di Capitanata, e Contado di Molise.
Mag.ci Governatori e Luogotenenti delle Corti, tanto Reggie, quanto Baronali, e mag.ci amministratori delle Università di questa Provincia di Capitanata vi significhiamo come colla posta di questa settimanaè pervenuto il seguente R.Dispaccio… Se bene il Re colla sua paterna cura abbia disposto, enella Capitale, e nel Regno, che vi siano dei Convitti, e delle scuole per la pubblica educazione, nommeno della nobiltà, che degli altri ceti, e anche della più povera gente; considerando nondimeno, che non potrà mai corrispondere all’eccessiva popolazione qualunque stabilimento; ha perciò risoluto e vuole, che concorrano ad un’oggetto si vantaggioso al ben pubblico, e necessario allo stato ,anche i Regolari, i quali, essendo parte della società civile, devono rendersi alla medesima; non solo colla preghiera, e coll’opera spirituale, ma in qualunque altra maniera ancora, che per essi si possa, insegnando egualmente la pietà, che le lettere. Vuole dunque Sua Maestà, che si ordini con dispaccio circolare, che non solamente nella Capitale, ma anche in tutti gli altri luoghi del Regno Demaniali, o Baronali, ed anche nei luoghi di campagna ove siano Conventi di frati delle religioni mendicandi, si obblighino, colla comminazione ancora di pene, tutti i superiori di tali Conventi ad introdurre nei rispettivi chiostri le Pubbliche Scuole, dove coloro che vorranno concorrervi di qualche ceto senza distinzione alcuna, e specialmente quelli della più infime Plebe, siano gratuitamente istruiti nel leggere, scrivere ed aritmetica, nei primi erudimenti della grammatica, e nel Catechismo, destinando a tal uopo i Religiosi più abili; ben’inteso, che riguardo al Catechismo debbano di quello, di cui si servono gli ordinari nelle rispettive Diocesi.
Nel Regal nome partecipo pertanto a sv. Illustrissima questa Real Risoluzione percomunicarla ai superiori Regolari della sua Provincia per l’adempimento. Napoli 5 dicembre 1778, Carlo Demarco, Sig. Preside di Lucera. In pronto esecuzione dunque del preinserto Real Dispaccio a voi su.di mag.ci Governatori così Reggi, come Baronali dicemo, ed ordinamo, che in ricevere il presente immediatamente per mezzo dei rispettivi Mastrodatti delle vostre Corti in presenza del prossimo Governatore dell’Università, e di due testi letterati dovessivo comunicare tal Sovrana deliberazione di S.M. a superiori Regolari di tutti i Conventi esistenti nella vostra giurisdizione, imponendoli nel Real nome e prontamente eseguirla sotto pena di docati trecento per controveniente in beneficio del Regio Fisco, ed altre ad arbitrio della M.S. ed indi da Mastrodatti ritersi dovessivo in piè del presente ordine far formare un certificato continente la notificazione già detta, il nome del superiore del Convento, del Sindaco, dei testimoni presenti, ed il giorno, in cui è seguito. Finalmente ordiniamo a rispettivi mag.ci cancellieri delle Università di dovere il presente ordine registrare nel solito libro delle Università istesse, perché la corte e le future età esaltino la somma clemenza del Re’ Nostro Signore dichiarando anch’essi Cancellieri in piè del presente ordine di avere così adempito. E li mag.ci del Governo delle sotto Università paghino subito al presente corriere il suo giusto pedatico di accesso, e ricesso de loco ad locum a norma delle ultime Regali disposizioni, atteso si manda per servigio Reggio. E così in Lucera li 8 dicembre 1778. Stefano Antonetti, Vincentiu Villani Secretariu, loco sigilli, ordine circolare come sopra…
Certifico io qui sotto ordinario Mastrodatti della Regia Corte di questa Città di Lucera, come oggi sotto giorno, essendo stati chiamati avanti del Sig. D. Giacopao Monteroli Governatore e giudice di questa Città di Lucera, il D. Paolo Brescia Priore del Venerabile Convento del Carmine, P. Gio. Donato da Cerignola Guardiano del Convento dei PP. Riformati di S. Francesco sotto il titolo del SS. Salvatore, P. Pasquale de Monti Guardiano del Convento del Padri osservanti sotto il titolo della Pietà, P.Giuseppe Ricci dell’ordine Eremitano di S. Agostino in luogo del P. Nicola Rizzi Priore, P. Antonio la Scala Presidente del Convento dei Padri Conventuali di S. Francesco, P. Domenico da Francavilla Guardiano del Convento dei Cappuccini, P. Lettore F. Vincenzo Maria del Pesce in luogo al P. lettore Maestro F. Vincenzo Negri dell’ordine dei Predicatori, tutti residenti nei loro rispettivi Conventi di questa suddetta Città, alle quali è stato letto il retrotto Real Dispaccio parola per parola ad alta, ed intelligibile voce ad ordine di esso Sig. Governatore per me certificante, ed è stata loro ordinata, sotto la pena di docati trecento per ciascun controvente la puntuale, ed esatta osservanza di tutto, e questo si contiene nel sopra del Real Dispaccio. Essendo stato presente all’atto di tal notificante il Sig. D. Giuseppe Scassa primo eletto del ceto dei nobili al magistero di questa Città ce sono stati i seguenti testimoni letterati della medesima città D. Francisco Ciaburri, D. Nunzio Lombardi, e D. Michelangelo de Grazia; onde in fede del vero ne ho formato il presente scritto, e sotto di mia propria mano, Lucera li 3 marzo 1779. Antonio Caiazzo Mastrodatti della Regia Corte di Lucera in fede. Lucera il dì quattro marzo 1779. Fo fede io infra scritto regio Notaio Cancelliere di questa Illustrissima e Fedelissima Città di Lucera S. Maria, che non solo dall’ordinario Giurato della medesima Andrea Gentile si è pubblicato il retrotto bando per i luoghi soliti di questa Città medesima oggi sopradetto giorno; ma ancora da me l’intiero retrotto ordinande si è trascritto, e registrato nel solito libro di questa istessa Città in esecuzione dell’ordinato nell’ordine mesedimo, onde, Notaio Giuseppe de Palma Cancelliere in fede».

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