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Lucera, Regno delle Due Sicilie: “il trionfo dei Borbone” (seconda parte)

Posted by on Gen 7, 2023

Lucera, Regno delle Due Sicilie: “il trionfo dei Borbone” (seconda parte)

Istituzione dei bagni a vapore e liquidi in Lucera

Il 6.12.1821 il comune concede l’autorizzazione a Giacomo Fabris, esperto di macchine a vapore per filatura, tintoria, bagni ed in genere fornelli a vapore, al quale Ferdinando I – un Re che “fiutava” tutte le invenzioni ed innovazioni, da chiunque e da qualunque parte provenissero purché utili al Regno – aveva concesso il 23.11.1819, con decreto reale, la “privativa per dieci anni”.


«…si è data lettura della seguente domanda del Sig. Fabris munito del Regio Decreto per li stabilimenti col l’uso della macchina a vapore di sua perfezione […] D. Giacomo Fabris nativo di Feltre nel Regno Lombardo Veneto l’espone che come munito di Real Decreto del 23 Nov. 1819 per la privativa a lui accordata pel perfezionamento da esso fatti ai fornelli a vapore da servire per filatori, tintorie, bagni, e in altri casi per la durata di anni dieci a termini del decreto del 2 marzo 1810 provvisoriamente in vigore, domanda a tenore dell’art. 14 della detta legge di stabilire dei bagni a vapore, e liquidi in Lucera, giusta il processo di sua invenzione in un caseggiato che a sua propria spesa fonda nella parte esterna delle mura della città a dritta, e sinistra della così detta Torre del Cannone, avvalendosi della fossata antica della città nell’estrazione che dalla pianta viene allegata. Vi abbisogna perciò la cessione del terreno stesso giusta i termini fissati e stabiliti…». Il Decurionato, visto […] approva.

Questa biblioteca era di proprietà privata. Nel 1817 il sindaco Onofrio Bonghi fa conoscere al Decurionato «…che il Cav. D. Gaetano De Nicastro possessore della libreria del fu Sig. D. Giuseppe Marchese Scassa di questa medesima città a di lui premura si è indotto liberamente donarla al pubblico, affinché tutti i cittadini abbiano il comodo di approfondire nelle scienze e rendersi utile a loro stessi, ed alla patria». Il Decurionato «…interamente penetrato da un tratto […] di gratitudine e beneficenza, reso a gran vantaggio dei cittadini nell’atto che infinitamente ringrazia esso prelodato…, Cavaliere, che vi è più ha immolato il suo nome ha pensato nel tempo stesso alla conservazione di tale monumento pubblico ed affinché diano quei passi giusti, e regolati, che vi convengono onde situarle in uno del locali dei conventi soppressi donati da S.M. (D.G.) a questo comune, e quant’altro fosse necessario per far consolidare sì giovevole stabilimento, si è venuto dal medesimo documento a formare una deputazione permanente che d’accordo col sindaco possa fare quanto conviene».
Il 31 maggio 1820 il comune di Lucera fa sapere di aver stanziato 150 ducati «…destinati nel 1819 per lo traslocamento della Pubblica Biblioteca dal Palazzo del fu Sig. Marchese Scassa nella parte di S. Francesco all’uopo proposta, riforma ed aggiunta di fabbriche e legnami». Successivamente la biblioteca viene trasferita nei locali del palazzo comunale ed accresciuta dalla beneficenza di altre persone. Nel 1837 D. Francesco Caravano viene nominato «…coadiutore e custode della biblioteca. Nel 1842 si chiede conoscere il voto Decurionale a proposta del sindaco sul “Progetto di regolamento” per la “Accademia Letteraria” di questo comune già autorizzata con Sovrano Decreto del 18 febbraio 1832, progetto presentato per la sovrana approvazione dal canonico di questa R. Cattedrale Basilica D. Luigi Nocelli ai termini di S.E. il Ministro degli Affari Interni, del 18 maggio ultimo scorso. Letto l’ufficio del Sig. Intendente del 21 maggio u.s. n. 6784 2° Ufficio col quale dispone interrogare il canonico Nocelli per sapersi in qual modo provvederebbe alle spese necessarie all’accademia da lui proposta, qualora S.M. si degnasse approvarla. Letto l’ufficio del Sig. Nocelli del 4 giugno diretta a questo sindaco di riscontro alla suddetta interrogazione fattagli in osservanza delle anzidette disposizioni del Sig. Intendente col quale il Sig. Nocelli promotore del suindicato stabilimento letterario:
1. Osserva che i soci corrispondenti non debbono esigere gratificazioni;
2. Che la carica di segretario perpetuo dell’accademia debba essere onorifica e quindi gratuita;
3. Che il locale per uso dell’accademia debba essere la Galleria comunale, ed ove si tengono già le pubbliche adunanze, ed offre ducati 30 annui per le piccole spese di scrittoio, e per le pubblicazioni di qualche lavoro letterario, che deve sopportare dette spese finché il Decurionato non avesse fissato sullo stato discusso quinquennale del comune il peso stesso di annui ducati 30 per spese di detto stabilimento. Il Decurionato riflettendo che a tal oggetto […] di non caricare il comune di un nuovo peso nell’attoché loda lo zelo dell’ultimo, ed insigne promotore di un’opera tanto utile al bene pubblico, e di decoro del comune destando emulazione e nella gioventù specialmente per l’amore delle lettere sorgente inesausta della felicità, e benessere della società e dei popoli, rescondati sì grandemente dal nostro Augusto Sovrano il Re N.S. padrone, e sostenitore delle scienze, e delle arti per la floridezza del suo regno, ed agiatezza e ricchezza dei suoi popoli. È di avviso pregarsi il Sig. Nocelli perché addica il suo proprio peculio per li annui ducati 30 per le spese del suindicato stabilimento concorrendo ad un’opera, di cui è il promotore, e che tanto l’onora e distingue e chi intanto si compiaccia far conoscere con distinta specifica le spese, che possono occorrere annualmente pel il mantenimento di detta accademia per l’uso convenevole. Dopo tali adempimenti si riserva di dare il suo definitivo parere». Poco dopo, il Decurionato «…considerando altronde che è necessario provvedere al locale della biblioteca comunale, perché quello nel quale attualmente trovasi è esposto a borea, e i libri soffrono nel deterioramento. Considerato che la stabilimento della detta biblioteca rivesta tutta l’attenzione del collegio per i pregiati monumenti che conserva. Il Decurionato ha deliberato che a vena del sindaco coll’intervento dei deputati delle opere pubbliche conclude venghi elevata una perizia e la spesa necessaria non solo, ma anche per la biblioteca la quale per maggior comodità del pubblico occuperà l’intero quarto del palazzo comunale verso la parte di levante». A seguire il sindaco da’ lettura di un foglio del bibliotecario Sig. D. Luigi Canonico Nocelli del 4 giugno corrente anno: «Sig. Sindaco con suo pregiato ufficio del 6 c.m. n. 506 ho ricevuto la copia della deliberazione Decurionale da cui risulta, che l’offerta della somma di D.30 annui da me fatta con mio foglio del 4 giugno da servire per dotazione dell’Accademia si desidera: 1. Che tale assegnamento fosse perpetuo; 2. Quali siano le spese che possano occorrete per il mantenimento della cennata accademia:
1. Abbenché la mia intenzione era quella di dare provvisoriamente l’indicata somma per la dotazione dell’Accademia in parola, penso spinto da quel zelo, animar debba ogni buon cittadino, onde illustrare sempre più la sua terra natale, e così far prosperare le scienze, ed incoraggiare gli amatori del culto del sapere, non sono alieno, che sia perpetuo il sopraccennato annuo assegnamento di D.30. Nemmeno però che debba ciò aver vigore durante l’esistenza dell’accademia, la’ dove poi questa per qualunque siasi causa cessasse, e non più ci fossero adunanze letterarie giusto li statuti, allora il presente assegnamento ritornar debba a me donante, ed ai miei eredi, redigendosi a tal proposito per durata memoria legale cautela. Spetta ora a questo rispettabile Decurionato fissare nello stato discusso quinquennale una vistosa somma per mantenere decoro del suddetto stabilimento.

2. Le spese che possono occorrere si richiedono a D. 24 circa per la pubblicazione dei lavori letterari dell’Accademia e la restante D. 6 per la stampa dei biglietti d’invito e spesa di scrittoio. Sarà compiacente il S. Sindaco dare sollecita comunicazione al Sig. Intendente della Provincia della presente mia offerta per le disposizioni di risulta».
 
L’Accademia Letteraria, luogo pulsante della cultura di quel tempo, fu oggetto, fin dall’inizio della sua costituzione, di diversi lavori e pubblicazioni come ad esempio “Componimenti in prosa ed in versi recitati nella Gran Sala della Biblioteca della città di Lucera in occasione dell’apertura della pubblica Accademia Letteraria di Capitanata accordata al bibliotecario… D. Luigi Nocelli… per solennizzare il fausto giorno anomastico di S.M. Ferdinando II Re del Regno delle Due Sicilie” (Napoli, Tip. Flantina, 1833). Nel 1855 «…considerando che la Biblioteca Comunale essendo formata di molti e costosi libri si rende perciò necessario fornirle di scaffali, ed armadi ben capienti e chiusi da situarsi in un locale separato, e libero al pubblico, onde dare mezzi alla gioventù poter a di loro bell’agio occuparsi allo studio».
Con i Borbone si assiste alla rinascita culturale e sociale delle Due Sicilie ed al rigoglioso fiorire di studi filosofici, giuridici e scientifici. A Napoli – prima città d’Italia per numero di teatri, conservatori musicali, tipografie e per numero di pubblicazioni di giornali e riviste – furono istituite le prime cattedre universitarie di Economia Politica con Antonio Genovesi nel 1754; nella facoltà di Giurisprudenza nacque l’Istituto della Motivazione delle Sentenze (G. Filangieri, 1774); le case editrici napoletane pubblicarono il 55% di tutti i libri editi in Italia; il Conservatorio di San Pietro a Majella era considerato il più prestigioso al mondo; per le “Belle Arti” ricordiamo la Scuola pittorica di Posillipo (Gigante, Palizzi, Fergola, Vianelli, il lucerino La Volpe, ecc.).Pubblica Istruzione, continua…

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