Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Maradona troppo re, troppo napoletano e troppo amato per l’ordine mondiale.

Posted by on Set 10, 2016

Maradona troppo re, troppo napoletano e troppo amato per l’ordine mondiale.

qualche tempo fa ho pubblicato un articolo su Diego Armando Maradona ultimo Re di Napoli e grazie ad una email che mi ha inviato Raimondo Rotondi ho ancora più rafforzato le mie certezze. Ho sempre pensato che il calcio non lo avesse inventato Dio nostro signore, altrimenti non si spiegherebbe come farebbe una squadra savoiarda, non colorata (come la definisce Carlo Alvino) a vincere sempre ed in tutti i modi senza sparire dalla circolazione,  ma altri esseri non certamente divini. Ogni tanto però quando Nostro Signore decide di buttare un occhio sul mondo del calcio accadono cose strane che nessuno avrebbe pensato accadessero se non per volontà divina ed una di questa è l’arrivo a Napoli del calciatore sceso dall’Olimpo degli Dei, l’unico presente li, divenendo anche l’ultimo Re di Napoli nel luogo simbolo dell’antimodernità,  della civiltà mediterranea, del pensiero della magnagrecia, del pensiero meridiano, del Regno delle Due Sicilie ed anticartesiano. Cercano di creare nuovi idoli, nuovi simboli, gli continuano buttare fango da tutte le parti per offuscare il raggio divino che accompagna Maradona con tutte le proprie forze ma non ci riescono e si dannano pur avendo soldi e potere. Leggendo il seguente articolo  un pensiero ancora più completo sulla vicenda.

 

Calcio contemporaneo

Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre, che il calcio ha riscontro istituzionale. A Londra, in Great Queen Street presso la Free Mason’s Tavern (la taverna dei Framassoni o dei Liberi Muratori), si danno appuntamento i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi per creare la prima federazione calcistica nazionale, una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association. Scopo primario è codificare in maniera organica e omogenea il nuovo gioco. Il regolamento che scaturisce dall’incontro mostra però un evidente compromesso con lo sport per eccellenza nel mondo anglosassone che già allora andava sotto il nome di football: il rugby. Il 24 novembre dello stesso anno i membri della Football Association si riuniscono nuovamente e due opposte fazioni si scontrano: da un lato mr. Morley (Segretario dell’associazione), deciso ad eliminare la matrice rugbystica del nuovo gioco, dall’altro mr. Campbell (Presidente del club Blackheat), estremo difensore di quella impostazione. Sono le ragioni del segretario ad imporsi ed il successivo 8 dicembre vengono apportate sostanziali modifiche al regolamento: nessun giocatore infatti potrà correre con la palla tra le mani o caricare l’avversario. Il calcio, come oggi l’intendiamo, ha finalmente intrapreso la sua strada.

A differenza degli esordi, che quasi non vedevano alcuna distinzione di ruoli tra i giocatori, con il trascorrere degli anni nascono poco a poco “specializzazioni” che porteranno ad una sommaria distinzione tra attaccanti e difensori. È questo il periodo in cui si tende ad equilibrare la sbilanciamento in avanti delle squadre e il risultato più evidente è l’arretramento di tre attaccanti: i mediani. Ma è con gli inizi del 1870 che lo schieramento in campo assume quell’impostazione ben presto diffusa in tutto il mondo costituita da un portiere, due terzini, tre mediani e cinque attaccanti. Nel 1871, intanto, vengono codificate le dimensioni del pallone, fa la sua comparsa la figura del portiere come unico giocatore al quale fosse consentito toccare la palla con le mani, e nasce la federazione scozzese. Nel 1875 è la volta di quella gallese. Solo tre anni più tardi un arbitro utilizzerà per la prima volta un fischietto per dirigere una gara.

Notevoli e rapidi progressi si ebbero poi anche nei materiali usati per costruire il pallone. Tutti i giochi con la palla infatti fino al XIX secolo furono condizionati dai limiti tecnici della loro oggettistica: l’insicura elasticità delle vesciche di animali, la scarsa sensibilità delle sfere di tela riempite di turaccioli, la difficoltà di reperire sostanze espansive. La rivoluzione merceologica fu compiuta dall’avvento del caucciù, che gli inglesi trapiantarono dalle foreste sudamericane nei loro possedimenti dell’Oceano Indiano. L’invenzione della camera d’aria rese poi possibile un notevole progresso nel controllo e nella mobilità della sfera. Nel 1880 si aggiunge un’altra federazione alle tre già esistenti: quella irlandese. Sei anni dopo, nel 1886, viene fondato l’International Football Association Board (IFAB), organo costituito dalle quattro federazioni britanniche di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles, con il compito di far rispettare le regole del gioco e se necessario, di apportarvi modifiche. Tale organo è tuttora in vigore ed è l’unico, a livello mondiale, a decidere in tema di regolamento del gioco. Sempre nel 1886 viene ufficialmente riconosciuto il professionismo sportivo: i calciatori sono cioè equiparati alle altre categorie di lavoratori e devono conseguentemente percepire un compenso per l’opera prestata. Una decisione che provoca dure reazioni da parte di alcuni ambienti che, nel 1907, daranno vita ad un’altra associazione.

Nel 1890 le porte sono finalmente dotate di reti, una innovazione importante basata sul brevetto di un cittadino di Liverpool: Mister Broodie. Due anni più tardi fa la sua comparsa il calcio di rigore.

In Gran Bretagna il calcio si era ormai consacrato come fenomeno sportivo e sociale, capace di coinvolgere migliaia di spettatori e affollare gli stadi. Alla finale di F.A. Cup nel 1887 erano presenti 27.000 spettatori, che sarebbero diventati 110.000 quattro anni più tardi. Alla passione degli studenti si aggiunse quella degli imprenditori. Questi ultimi rimasti estranei ai primi passi del nuovo gioco, se ne erano innamorati solo quando esso aveva completato le sue strutture formali. Contribuendo così alla costruzione degli stadi, al finanziamento dei club, alla nascita del primo mecenatismo sportivo al mondo. Al football si erano ormai avvicinati anche i ceti medi e i colletti bianchi delle manifatture e delle banche, meno entusiasta era invece rimasto il mondo delle professioni liberali, mentre quello degli intellettuali appariva abbastanza diviso, famosa al riguardo è l’invettiva del Premio Nobel Kipling contro gli entusiastici sostenitori del nuovo sport:”voi che saziate le vostre piccole anime con gli idioti fangosi del football”. Nonostante ciò il calcio era ormai in grande ascesa in tutto il regno, pronto per varcare i confini nazionali e diffondersi in tutta Europa.

Nel frattempo il gioco si è diffuso un po’ ovunque nel mondo in particolare nei paesi che subivano l’influenza dell’allora impero britannico. Nel 1891 nacque la Federazione calcistica della Nuova Zelanda, nel 1892 quella del Sud Africa, nel 1893 quelle di Argentina, Belgio e Cile, nel 1895 quella Svizzera, nel 1900 quella della Germania.

Il primo campionato con partite di andata e ritorno e punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893, Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897.

La prima partita ufficiale tra nazionali, fuori dai confini inglesi fu disputata tra la nazionale di calcio dell’Austria e la nazionale di calcio dell’Ungheria il 12 ottobre 1902 e vide la vittoria dei primi per 5-0.

La FIFA, acronimo di Fédération Internationale de Football Association, viene fondata, senza gli inglesi, il 21 maggio 1904 per iniziativa di Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Danimarca e Spagna; nel 1905 c’è l’affiliazione degli inglesi.

La definitiva consacrazione del gioco e della sua diffusione avvenne con le Olimpiadi di Londra del 1908.

Fino al 1995 una regola per le squadre di club UEFA era in vincolo di non più di tre giocatori stranieri per squadra e ciò invogliava la costruzione di vivai per creare e far crescere propri talenti. La cosiddetta sentenza Bosman rivoluzionò il calcio europeo liberalizzando il mercato del pallone e la possibilità di inserire in campo quanti più giocatori europei (comunitari) si voleva mandando in crisi il concetto di vivaio. Il 1 settembre 2016 debutta a Bari la moviola in campo, con l’amichevole Italia-Francia 1-3, a seguito di un calcio d’angolo.

fonte

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_calcio

 

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