Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

I Quattro Antichi Conservatori di Napoli di Enzo Amato

Posted by on Ago 1, 2021

I Quattro Antichi Conservatori di Napoli di Enzo Amato

La Scuola Musicale Napoletana


La Scuola Musicale Napoletana, non nasce all’improvviso e non è una fortuita coincidenza o una astrazione storiografica. Παρθενόπης (Parthenópês),1 colonia greca, risente l’influsso culturale di Atene.
In Città, erano presenti teatri coperti e scoperti in cui risuonavano i drammi in musica di Alessi2, Filemone di Siracusa3, ma la colta Città, trovandosi in una splendida posizione geografica, attirava artisti più che famosi da tutto il Mediterraneo. D’altronde è nell’Italia Meridionale, a Crotone con Laso di Ermione4 e Pitagora di Samo,5 che si avvia uno studio sistematico dei fondamenti della musica;6 note le esibizioni napoletane di Nerone7 che prima di esibirsi a Roma attendeva il giudizio del pubblico partenopeo, ma anche l’Imperatore Claudio8, venne a Napoli per far rappresentare una sua commedia dedicata al fratello Germanico.
“Pare che ognuno abbia il timpano nell’ orecchio più delicato, e più energico che in tutto il resto di Europa. Tutta la nazione è cantante: ogni gesto, ogni inflessione di voce degli abitanti, ed anche la maniera della prosodia delle sillabe respira l’armonia e la musica”.9 continua in pdf

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“QUATTRO CHIACCHIERE CON PATRIZIA VELARDI DELLA FILODRAMMATICA DON BOSCO DI CASSINO”

Posted by on Lug 29, 2021

“QUATTRO CHIACCHIERE CON PATRIZIA VELARDI DELLA FILODRAMMATICA DON BOSCO DI CASSINO”

Il quartiere “Colosseo” di Cassino è un quartiere popolare pieno di vita e con tanta voglia di fare cultura anche grazie alla Parrocchia Don Bosco. Ne parliamo con Patrizia Velardi “nata, cresciuta e pasciuta” nel quartiere, attivista in prima linea della parrocchia e responsabile della compagnia teatrale “Filodrammatica Don Bosco” fondata più di 30 anni fa

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CON IL CUT DI GIORGIO MENNOIA DI CASSINO SI RITORNA “AL TEATRO”

Posted by on Lug 28, 2021

CON IL CUT DI GIORGIO MENNOIA DI CASSINO SI RITORNA “AL TEATRO”

Dopo due anni di fermo teatro per i motivi che tutti conosciamo si torna a recitare anche al Manzoni di Cassino e oltre ai grandi nomi presenti nel cartellone che lo sono piu di nome che di fatto tranne per qualche rara eccezione, c’è stato lo spazio anche per il teatro dei piccoli ma grandi attori del Cut di Cassino di Giorgio Mennoia che hanno rappresentato una favola medievale scritta da un anonimo ricercata e riadattata dallo stesso Giorgio che ha curato anche la regia.

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Napoli, città – mondo, ha una lingua e non un dialetto

Posted by on Lug 26, 2021

Napoli, città – mondo, ha una lingua e non un dialetto

La sesta puntata di Frammenti dedicata al decreto 7 luglio 2017 del Tribunale di Macerata che attribuisce al napoletano la dignità di lingua

La sesta puntata della rubrica Frammenti è per Napoli e per la sua cultura, finissima, immensa, la sonorità, la musicalità; purtroppo, sempre metà luce, metà ombra, miseria e nobiltà: così si presenta ogni cosa partenopea.Napoli è una città – mondo, un affresco in piena rigenerazione urbana (con l’augurio che le periferie presto facciano parte integrata nel centro), che non riesci a trovare parole per descrivere se non fosse per l’intensa liricità della sua lingua.La comunicazione verbale partenopea non è un dialetto per il semplice fatto che si tratta di una lingua colorita adoperata sì nei vicoli, nelle piazze, nei mercati, ma anche nei cenacoli culturali e letterari, senza il pudore e la titubanza di chi si esprime in modo plebeo e popolare.

Il tutto viene condito da una gestualità senza pari.A forza di dominazioni e di “carocchie”, i colpi di nocche in testa (i c.d. nocchini), il popolo napoletano ha imparato con le sue eccellenze a primeggiare in Italia e nel mondo.Questo è il punto nodale: il carattere della sola vernacolarità compete ai dialetti che vengono parlati in uno spazio limitato e perimetrale.La lingua di Napoli, invece, è ovunque, è oltre!E’ oltre, ad esempio, rispetto al classico plurilinguismo circolare dell’area del Mediterraneo.

Ha una letteratura in prosa e in versi.Ha forme espressive di strada come i volti sui murales del grande artista (che non mostra il suo di volto) Jorit Agoch.Ha una canzone diffusa a livello globale; addirittura la canzone napoletana ha un’identità perfino superiore a quella italiana; si pensi a quel ch’è riuscito a compiere con l’Orchestra Italiana il grande Maestro Renzo Arbore, napoletano acquisito.La lingua napoletana possiede vocabolari e dizionari linguistici. Ha origini forse caucasiche.

Pertanto, il giudice dibattimentale del Tribunale Penale di Macerata, Dott.ssa Francesca Preziosi, quando dispone, con il decreto di citazione del perito del 7 luglio 2017 che rinvenite in calce all’articolo di Marina Crisafi di oggi, 12 luglio 2917, intitolato AAA Tribunale cerca perito per interpretare… il dialetto napoletano, che gli imputati campani di un processo per spaccio di sostanze stupefacenti vengano ascoltati alla ventura udienza del 14 luglio 2017 per il tramite di un interprete, dà al napoletano il giusto riconoscimento che deve avere una lingua viva.Ossia attribuisce al napoletano la dignità di un autentico idioma internazionale.Un provvedimento ch’è la mossa del cavallo, quell’unico pezzo che nel gioco degli scacchi può saltare gli avversari.E che scelta per l’interprete!L’avv. Andrea Di Buono è proprio un autentico interprete della commedia partenopea e si esibisce avanti a noi colleghi con sfrontata simpatia.

Aggiornamento seraleDal Palazzo di Giustizia maceratese si precisa che la nomina riguarda l’incarico di sbobinamento di intercettazioni telefoniche.Non debbono, quindi, essere sentiti gli imputati, che, anzi, sino ad oggi, non sono mai comparsi in aula.Non si tratta, dunque, di una traduzione simultanea.Dalla lettura del decreto si desume che l’attività dovrebbe essere svolta in udienza, ma verosimilmente verrà conferito soltanto l’incarico al perito – interprete, che, poi, riserverà al prosieguo il compito da svolgere nell’interesse della giustizia.Ad ogni modo, torneremo a darvi notizie stante la curiosità della fattispecie (che, comunque, così ridelineata, è già capitata altre volte).

di Paolo M. Storani –

FONTE

https://www.studiocataldi.it/articoli/26796-napoli-citta–mondo-ha-una-lingua-e-non-un-dialetto.asp

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Surdàto

Posted by on Lug 20, 2021

Surdàto

Cù gloria é onore , avíte cumbàttuto

é ncé tené , ‘a tèrra nòsta
fìno à l’ùrdemo …
fìno à l’ùrdemo, ncé avíte crèduto

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