Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

MASSIMO CARULLI UN…..”NERO A META”

Posted by on Ott 17, 2017

MASSIMO CARULLI UN…..”NERO A META”

Sabato 2 settembre inserito nella giornata dedicata a Michelina Di Cesare in quel di Caspoli, è stato presentato, oltre al romanzo identitario di Luisa Matera “Nina”, il fumetto d’autore “Abbasso la Lega Nord” di Massimo Carulli Edito da Tabula Fati di Chieti ispirato alle vicende brigantesche insorgenti del 1860.

Era la prima volta che incontravo Massimo ed incuriosito dal suo intervento ho deciso di leggere il suo lavoro pur sapendo che un Fumetto è cosa molto difficile da realizzare soprattutto quando si parla di storia revisionista, descrivere avvenimenti e trasmettere le proprie emozioni avvalendosi di sole immagini è cosa alquanto ardita e coraggiosa soprattutto se non si vuole cadere nel conformismo.

Leggendo le prime pagine la prima cosa che mi è venuta in mente è il cartone animato napoletano “L’Arte della Felicità” che ha vinto vari premi internazionali per la qualità e la tecnica particolare con cui è stato realizzato. Massimo, allo stesso modo, ha usato uno stile molto asciutto ed essenziale e nonostante usi la sola matita e una bic sembra che ogni pagina è piena di colori fino a riempirti gli occhi. Accompagnare i suoi disegni con didascalie che spiegano in maniera molto semplice,  ma efficace, i fatti post 1860 rende il lavoro adatto a chi conosce bene quella storia ma anche a chi comincia ad approcciarsi ora.

L’errore comune che si fa quando si legge e si studia la storia è quello di analizzarla con gli occhi del presente senza calarsi nella realtà dell’epoca traendo dei giudizi affrettati e poco esaustivi per quello che veramente è accaduto. Massimo non ha fatto nell’uno e nell’altro ma è stato capace di prendere la storia di quel periodo e portala ai giorni nostri attualizzandola quasi come un giornalista. I personaggi narrati  potevano stare in Italia, in America Latina, in Kurdistan  ma comunque li avrebbe fatti appartenere al suo sentimento e alle sue idee.

Questa novità non lo ha fatto passare per il solito sinistroide che parla di ingiustizia sociale, lotta di classe o di femminismo per relativizzare quella pagina di storia grossa ed importante e per arrivare a ciò è andato a Rionero sul Vulture a visitare il museo sul brigantaggio ispirato alle vicende di Carmine Crocco; ha studiato, altresì, Michelina Di Cesare e gli avvenimenti che l’hanno vista protagonista.

Leggendo il Fumetto ho anche avuto la sensazione che quasi per caso s’è trovato a parlare di Brigantaggio Insorgente e che molto poco conoscesse questa storia, infatti già il titolo del testo e il continuo uso della parola Sud, Meridione ecc. ecc denota la solita impostazione meridionalista di lombrosiana memoria che tanto va di moda in questo periodo e che ha come unico scopo quello di buttare su un binario morto la nostra storia, la nostra identità e il fermento che sta crescendo lentamente ma inesorabilmente. Si vede che Massimo  conosce poco il concetto di “Nazione Napolitana”  che  poco ha  che fare con l’Italia e che non è certamente una prosecuzione di un mondo che esiste oggi ma non in passato, era un’altra storia. Lo si nota anche quando parla di “dialetto meridionale” dimenticando che è lingua madre perchè napolitana.

Massimo ha studiato, come fanno tutti quelli che si avvicinano per la prima volta a quel periodo, i due Briganti più conosciuti Crocco e Michelina che ormai sono fin troppo usati per non dire abusati mentre si potrebbero narrare le vicende di tantissimi altri personaggi poco citati ma altrettanto importanti, basta vedere quelli dell’alta Terra di Lavoro che è stata la terra che più ha dato filo da torcere al neonato stato Italiano ed è stata l’ultima a cedere con la morte di Mimmo Fuoco avvenuta il 18 agosto 1870.

Non mi ha appassionato la descrizione del lavoro fatto con prodotti acquistati a basso prezzo perché lo trovo un pò conformista soprattutto quando si parla di un opera d’autore come quella che ha realizzato Massimo.

La fantasia e la tecnica di Massimo è di alto livello e mi aspetto che un giorno ci regali (mi esprimo usando il pensiero napoletano) un altro lavoro ma vedendolo, questa volta, calare nella realtà del periodo storico andando a trattare, eventualmente, anche  altre epoche come il 1799 e farci conoscere il suo sentimento e la sua visione su personaggi di primaria importanza ma poco conosciuti alle masse. Sarei curioso di vedergli elaborare un pensiero politico “napolitano” ma temo, purtroppo, che forse non tratterà più queste tematiche ma spero vivamente che lo faccia ancora perché sono veramente curioso di vederlo lavorare dopo studi più approfonditi ed identitari. Sono convinto che verrebbe fuori un lavoro profondo ed unico estraneo al mondo di questi neo briganti dell’ultima ora che sventolano la bandiera del Regno, si riempiono la bocca di brigantesse e di anti nordismo per poi andare a bere una birra dal nome “Druda” con la foto di Michelina. Fino a quando Massimo non terminerà il lavoro rimarrà un “Nero a Metà”.

Claudio Saltarelli

 

lega nord

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