Alta Terra di Lavoro

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MOZIONE D’INCHIESTA PER LE PROVINCE NAPOLETANE

Posted by on Gen 24, 2016

MOZIONE D’INCHIESTA PER LE PROVINCE NAPOLETANE

Sabato 30 gennaio 2016 alle ore 17.00 nella trecentesca cornice del Palazzo Ducale di Atina si parlerà della “Mozione d’inchiesta per le Province Napoletane”  di Francesco Proto al Parlamento del 1861……….

Al  banco del primo Parlamento d’Italia il deputato napoletano Francesco Proto  presenta tra le polemiche la “Mozione”, chiedendo di avviare un’inchiesta parlamentare nelle province meridionali per discutere cosa fosse più opportuno «per tenere in pace od in fede queste contrade», ma ben documentando – sia pure con retorica erudita e ridondante – i nodi principali dell’Unificazione, descrivendo i caratteri di vera e propria guerra civile che aveva assunto nel Mezzogiorno con lo scioglimento dell’esercito, la repressione e il tracollo dei bilanci statali. La Mozione non viene messa nemmeno in discussione, Proto è costretto a ritirarla. Sarà però subito stampata in tutta Italia e persino tradotta, nell’arco di un anno, in Austria, Francia, Belgio e Inghilterra rivelando all’Europa tutta il vero volto dell’Unità italiana e il doloroso tramonto dell’antico e fiorente Regno napoletano. Rintracciata presso l’Archivio Storico della Camera la “Mozione” torna  in libreria in edizione critica con le note e il saggio introduttivo di Giuseppe Pesce («1861: l’inchiesta per il Sud negata») con Polidoro Editore. «Della Mozione non esisteva ancora una edizione critica – spiega Pesce in premessa – ma colmare questo vuoto non vuol dire aderire ad anacronistici sentimenti anti-unitari: si tratta piuttosto di sottrarre alle facili interpretazioni un documento importante inspiegabilmente escluso dalla Storia ufficiale».

Autore :

FRANCESCO PROTO (1821-1892) Meglio conosciuto col suo titolo di duca di Maddaloni,  è stato un vivace politico e letterato della Napoli di metà Ottocento («ricordato specialmente per i suoi mordaci Epigrammi a cura di Salvatore Di Giacomo»). «Controversa figura ancora tutta da riscoprire», aveva creduto nei moti liberali del 1848 subendo tutte le conseguenze della scelta. Per qualche anno era sfuggito al carcere girando esule per l’Europa e, tornato a Napoli, seppure graziato, era continuamente sospettato di cospirazione. Sostenitore dell’ipotesi federalista, sognava fin dal ‘48 una Lega italiana e confidava in Cavour e Vittorio Emanuele. Ma quando si accorse che il nuovo governo avrebbe cancellato ogni autonomia dei territori annessi fu il primo a denunciare gli abusi piemontesi.

Saggio introduttivo e note:

GIUSEPPE PESCE (Napoli, 1977), giornalista e autore, si occupa di ricerca storica e di critica letteraria, affrontando temi legati al Mezzogiorno. Documentarista per La Storia siamo noi (RAI), ha pubblicato diversi saggi, tra cui Napoli il Dolore e la Non-Storia (2010), Napoli e i suoi casali (2013) e Alfasud, una storia italiana (2014).

Ad  Atina sabato 30 gennaio 2016 ne parleranno Claudio Saltarelli  Presidente dell’Associazione Identitaria Alta terra di Lavoro e lo storico e  giornalista Fernando Riccardi.

Fernando Riccardi – Giornalista e scrittore, è stato direttore responsabile de “Il Corriere del Sud Lazio”, settimanale delle province di Frosinone e di Latina. Attualmente è direttore responsabile de “L’Alfiere”, pubblicazione napoletana tradizionalista che nel 2010 ha festeggiato il 50° anno di vita. E’ inoltre capo redattore de “L’Inchiesta” quotidiano dell’alta Terra di Lavoro e della Ciociaria (Frosinone), del quale cura anche le pagine culturali. Ha fatto parte del comitato di redazione del mensile “Storia del 900” e collabora assiduamente con “Storia in Rete”, il mensile di approfondimenti storici edito da Mondadori. E’ inoltre vice presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Nel 2003 e nel 2005 è stato insignito del Premio Giornalistico Internazionale “Inars Ciociaria” , nella sezione “giornalisti-scrittori”. E’ autore di diverse pubblicazioni di carattere storico. Da ricordare: “Caprile e la sua storia” (Cassino 1992), “Il brigante Papone” (Arte Stampa, Roccasecca 1995), “Roccasecca immagini e ricordi” con Pompeo Cataldi (Nuova Stampa di Caramitti & c. snc, Frosinone 1997), “I Boncompagni e Roccasecca” (Tipolitografia Malatesta, Cassino 2000), “Piccole storie di briganti” (Arte Stampa, Roccasecca 2003), “Roccasecca 1872: l’assassinio  del sindaco Paolozzi” (Tipografia Ugo Sambucci, Cassino 2004), “Il martirologio di Roccasecca” (Arte Stampa, Roccasecca 2004), “L’Uomo Buono di Colle San Magno” (Arte Stampa Editore, Roccasecca 2009), “La sanità pubblica raccontata dai parroci. Cronache dai libri dei morti di un villagio del basso Lazio” (Rubettino Industrie Grafiche ed Editoriali srl, Soveria Mannelli 2010), “Brigantaggio postunitario. Una storia tutta da scrivere” (Arte Stampa Editore, Roccasecca 2011), “Costanzo Pompei da Pico arciprete-brigante e carbonaro” (Arte Stampa Editore 2013). Sul fenomeno del brigantaggio postunitario tiene conferenze, convegni e seminari di studi in tutta Italia.

 

Autore: Francesco Proto

Titolo: La mozione di inchiesta per le Province Napoletane

Sottotitolo: al primo parlamento d’Italia

Saggio introduttivo e note a cura di Giuseppe Pesce

Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 13); 80 pagine.

Luogo, Editore, data: Napoli, Alessandro Polidoro, 2015

Collana: Saggi

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