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A Napoli una vera verifica del dissesto idrogeologico

Posted by on Giu 25, 2016

A Napoli una vera verifica del dissesto idrogeologico

l’avv. Nicola Vetrano prima delle elezione mi mando un bell’articolo e, come gli scrissi, lo avrei pubblicato dopo le elezioni ed oggi potete leggerlo.

A Napoli una vera, verificata e finanziata manutenzione urbana, partendo dalla mappa del dissesto idrogeologico

 

Partiamo stavolta direttamente da un fatto recente, che qui si può anche vedere rappresentato nel link, accaduto a Napoli il 9 dicembre passato, Il momento del crollo alla Facoltà di Veterinaria

Video relativi a crollo di Via Veterinaria

▶ 2:30

https://www.youtube.com/watch?v=0P8n-HHREZ8

Le prime crepe alle 5 del mattino poi il crollo dovuto a una voragine nel sottosuolo. Università chiusa e strade bloccate al traffico. Nessun ferito, perché l’evacuazione è stata tempestiva.

I commenti giornalistici del giorno dopo:

a Napoli crolla l’Università. Due palazzine del complesso del Dipartimento di Veterinaria della “Federico II” sono venute giù come castelli di carta davanti alle telecamere, dopo che questa mattina erano apparse crepe sulle mura della struttura. La prima ipotesi è che il cedimento sia stato provocato da una voragine che si è aperta nel sottosuolo. Al momento del crollo, l’intero edificio in via Santa Maria degli Angeli era già stato evacuato e la strada chiusa al transito di pedoni e auto dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia municipale.

I primi scricchiolii sono stati avvertiti dal custode del dipartimento verso le 5 del mattino. Ai rumori è seguita l’apertura di diverse crepe sulle ali delle palazzine adiacenti che hanno poi portato al crollo, avvenuto verso le 13.30. A cedere è stata una parte in disuso che ha poi trascinato con sé un’area dell’edificio dove vengono svolte le lezioni e le attività di ricerca. Secondo i primi accertamenti, le spaccature sono state provocate da una voragine nel sottosuolo alle spalle di via Foria e dell’Orto Botanico, zona in cui si trova l’Università.

Immediatamente studenti, docenti e animali presenti nel Dipartimento e negli uffici della struttura sono stati fatti evacuare per permettere ai Vigili del fuoco di eseguire i controlli. Sul sito internet della facoltà di Veterinaria è stato pubblicato un avviso per comunicare che le attività didattiche per il corso di laurea in Medicina veterinaria erano state sospese per tre giorni

 

Secondo il Coordinatore dell’associazione studentesca Link Napoli, Mattia Papa, “ciò che successe quel giorno nella nostra Università non dovrebbe per alcuna ragione mai accadere. Il diritto allo studio passa anche, e soprattutto, attraverso la garanzia di poter studiare e fare ricerca in edifici solidi e sicuri, senza dover per questo rischiare la vita. Chiediamo al Rettore una revisione di tutti gli stabili del nostro ateneo, per capire quali sono pericolanti e in che modo intervenire per metterli al sicuro”.

“Anche Domenico Cristiano, responsabile dell’organizzazione degli studenti rilevò che il fatto è paradigmatico dello stato di emergenza in cui versa l’università italiana. Il definanziamento e la marginalità con cui viene affrontato il tema della formazione porta anche a queste conseguenze. In particolar modo, il governo Renzi, continua a complicare gravemente la difficile situazione che l’edilizia universitaria sconta nel nostro Paese: la legge di Stabilità, all’art.33, impone agli atenei la restituzione nelle casse dello Stato dei fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici che non siano stati completamente spesi entro il 2014, anche qualora gli atenei abbiano provveduto alla definizione degli interventi da realizzare. Inoltre – conclude – l’assenza di investimenti su piani di manutenzione urbana aggrava la difficile situazione idrogeologica di città come Napoli, che meriterebbero maggiore attenzione e più risorse”.

Nel Consiglio Comunale di Napoli, il giorno dopo, ecco cosa viene fuori, nell’intervento dell’attenta Consigliera Caiazzo, come da estratto:

 

assume la Presidenza il Vicepresidente Marco Nonno

VICEPRESIDENTE: Prego, consigliera Caiazzo.

CONSIGLIERA CAIAZZO: Grazie. Io intervengo brevemente, approfittando della presenza dell’assessore alla mobilità, e mi riservo nel Consiglio successivo di avere il tempo di fare ulteriori approfondimenti in questo senso, ma credo sia comunque importante fornire questo segnale da parte del Consiglio. Ieri è crollata, come tutti sappiamo, un’ala della facoltà di veterinaria. Fortunatamente aveva dato qualche segnale, per cui non ci sono state vittime. Questo crollo c’è stato per cedimenti alle cavità sotterranee. Questo è sicuramente un dato che deve far riflettere. Per caso, per pura coincidenza ieri mi sono recata all’assessorato alla mobilità per avere informazioni e approfondire il tema dei parcheggi previsti per la città di Napoli. Sono un numero elevatissimo, quasi tutti non ancora realizzati, il PUP del 99 ne conta 86 di iniziativa privata più 29 pubblici. A questi si aggiungono, ed è una cosa molto preoccupante, altri 33 parcheggi divenienti da un decreto commissariale del 2010, fatto sotto la Amministrazione Iervolino, che approvò i progetti definitivi per ben ulteriori 33 parcheggi, di cui 24 su suolo pubblico. Ripeto, questi sono ancora tutti da realizzare, ma già sappiamo che di questi 24 provenienti dal decreto commissariale ce ne è uno in particolare sul quale si è fatta già gran protesta da parte della cittadinanza ed è stato per me motivo anche di approfondimento e sarebbe quello di Piazza degli Artisti – via De Bustis. Ripeto che è uno di questi 24 approvati con decreto commissariale in deroga a tutte le pianificazioni esistenti in Comune e in deroga anche al PUP. Questo parcheggio è molto impattante, di quattro livelli sotto il piano di campagna, per settecento posti auto, di cui una quota parte veramente irrisoria è riservata alla Amministrazione, all’uso pubblico.

Ora, al di là delle convenzioni, che sono tutte da rivedere relativamente a questi punti, io chiedo all’assessore e alla Amministrazione la massima attenzione su questi progetti che sono quasi tutti ancora da realizzare. Si tratta di un numero elevatissimo di parcheggi, prevalentemente sotterranei, che arrivano fino a quattro livelli sottoterra, quindi sono oltre 120 che si devono realizzare nell’ambito del Comune di Napoli. Io chiedo la massima attenzione, in primo luogo per la verifica attualizzata della compatibilità con il sottosuolo, con i problemi che abbiamo di dissesto idrogeologico, per la presenza delle

cavità e, soprattutto, in relazione al nuovo piano stralcio per il dissesto idrogeologico che sappiamo essere dell’anno scorso, nel quale ci sono stati degli aggiornamenti, sicuramente notevoli. C’è quindi l’obbligo, ed è questo il punto, di fare nuove verifiche della compatibilità di tutti questi progetti con il nuovo piano stralcio per il dissesto idrogeologico. Con questo richiamo concludo e ringrazio l’assessore se approfondirà in questo senso e mi riservo ulteriori approfondimenti da parte mia nei prossimi Consigli. Grazie.

Atti consiliari del Comune di Napoli

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SEDUTA DEL 10 DICEMBRE 2015

 

 

Un po’ di tempo dopo circa 200 studenti di Veterinaria si sono riuniti davanti a Palazzo San Giacomo per chiedere risposte alle istituzioni, dopo il crollo delle due palazzine avvenuto il 9 dicembre a Santa Maria degli Angeli. Molti allievi e tirocinanti indossano camici bianchi e qualcuno porta il cane al guinzaglio. Gridano: “Dateci una casa”. A manifestare al loro fianco ci sono il preside della facoltà, Luigi Zicarelli e diversi docenti. Anche il sindaco, Luigi de Magistris, è sceso in piazza per dialogare con il popolo di Veterinaria. Il corteo si e’ mosso per le vie dello shopping natalizio, verso la sede della Regione a Santa Lucia.

Poi vi è stato l’intervento risanatore, con il definitivo abbattimento della palazzina semicrollata e, finalmente, la riapertura al traffico della strategica Via Miracoli, ma questa vicenda ne ha fatta ricordare ai napoletani un’altra, accaduta del 2013, il crollo dell’ala del palazzo Guevara di Bovino alla Riviera di Chiaia, durante i lavori della linea 6 della metropolitana, per il quale numerosi tecnici stanno affrontando un processo penale. Lì pure nessuna vittima, lì pure un intervento abbastanza tempestivo, ma poi il blocco dell’area, anche a cagione del sequestro da parte della Magistratura Inquirente.

Tutte queste vicende dimostrano che una delle centralità del prossimo governo comunale e municipale, se alle Municipalità si DARA’ VERA CAPACITA’ DI SPESA, è quello di una mappa vera e sviluppata del dissesto idrogeologico, che sia alimentata dalle segnalazioni dei cittadini, attraverso i moduli presenti sui siti delle Municipalità, ed al contempo si arricchisca degli studi e dei riscontri fatti, anche partendo da episodi come quelli descritti, da parte dei competenti servizi comunali, regionali, di protezione civile, dei Vigili del Fuoco.

La mappa del rischio idrogeologico deve essere la stella polare da utilizzare per decidere se e dove allocare i parcheggi pure previsti e necessari, il lavoro per la individuazione dei fattori di rischio può coinvolgere, se però rappresenti per Loro una prima esperienza di lavoro, giovani formatisi nelle scuole superiori e nella Facoltà Universitarie competenti.

E, se per questi interventi non vi fossero i fondi necessari, a causa delle rigidità del bilancio comunale sovradeterminate dal cd. Patto di stabiltà interno, al diavolo le algide contabilità di quel Patto: la salvaguardia preventiva della vita e della tutela degli immobili cittadini, attaccati dalla manutenzione carente nel tempo, e da processi sotterranei, troppo spesso di origine negli inesperti umani, vale più di ogni pareggio di bilancio!

Lo avevamo scritto, nel documento di Ross@ relativo al bilancio ed alla proposizione di rilancio di un nuovo mandato per l’Amministrazione De Magistris: oggi è sulla manutenzione urbana che si gioca un pezzo dirimente delle scelte amministrative urbanistiche, ambientalistiche e di sviluppo.

Se per le aiuole e le piazzette intelligentemente, con delibere già assunte, l’Amministrazione De Magistris si è affidata all’intervento di esercizi commerciali e sponsor privati, ma anche di associazioni e comitati di quartiere, arrivando così a coprire aree di intervento che fanno alla fine l’immagine complessiva della città, che combattono degrado e marcescenza, tipiche delle zone dove non investono i grandi capitali privati nelle metropoli contemporanee, pur senza avere le sufficienti risorse economiche proprie,

SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO CI SI GIOCA UNA PARTITA DECISIVA, CHE HA ANCHE A CHE FARE, OLTRE CHE COI DETERMINANTI SOCIALI, COLLA NATURA “POROSA” DELLA CITTA’.

Sarà una sfida che De Magistris, se eletto, ed un Consiglio Comunale auspicabilmente più rappresentativo di conflitti e rappresentanze popolari e del lavoro, dovranno mettere al centro dello specifico intervento ordinario, perché è dalla sicurezza urbana e vitale che si esprime quel “buon governo”, che poi puo’ trascinare il popolo verso obbiettivi più alti, sapendo che non si deve morire per alberi, pali della luce e cornicioni che crollino, senza un previo intervento che eviti ulteriori tragedie !!!!!

 

Nicola Vetrano

 

 

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