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Nasce il Comitato tecnico per tutelare la lingua napoletana

Posted by on Ago 1, 2020

Nasce il Comitato tecnico per tutelare la lingua napoletana

Tra i membri lo scrittore Maurizio De Giovanni, Nicola Di Blasi, esperto di linguistica, Armando De Rosa, presidente della Pro Loco di Villaricca, lo scrittore Umberto Franzese, i docenti di Linguistica Rita Enrica Librandi, Carolina Stromboli e Francesco Montuori

Una lingua, non un dialetto. E’ il napoletano che, da oggi, ha un organismo per la sua tutela. A Napoli si è insediato il Comitato tecnico-scientifico per la salvaguardia e la tutela del patrimonio linguistico napoletano, di cui fa parte lo scrittore Maurizio De Giovanni, previsto da una legge regionale approvata nel luglio 2019, per salvaguardare l’essenza della tradizione e della cultura campana, su iniziativa del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.

Il Comitato, nominato con decreto del presidente del Consiglio regionale, dura in carica cinque anni dalla nomina e ha il compito di promuovere iniziative di studio e ricerca sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano e curare la diffusione e la pubblicazione dei risultati attraverso un rapporto annuale sullo stato di attuazione dei programmi e progetti regionali in materia. Il Comitato dovrà occuparsi di organizzare iniziative di promozione culturale, la partecipazione al Comitato, da parte dei componenti, è gratuita. Andranno, dunque, ricercati e valorizzati i caratteri che hanno permesso l’elaborazione di una cultura poetica, letteraria, musicale e artistica e fare in modo che venga diffusa la conoscenza, tra le nuove generazioni, di questa lingua, affinché non venga dimenticata.

Ad  UnmuteLo scopo del Comitato è di riprendere le realtà storiche originarie, sia materiali sia immateriali, di un patrimonio che che può essere raccontato a una rete di persone. I membri del Comitato scientifico regionale sono stati scelti in base al lavoro che hanno portato avanti negli anni proprio in questo verso: Maurizio De Giovanni, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, che con la sua letteratura e il personaggio del commissario Ricciardi ha raccontato Napoli in uno dei periodi più bui della storia. Nicola Di Blasi, esperto di storia linguistica napoletana. Armando De Rosa, presidente della Pro Loco di Villaricca; Umberto Franzese, scrittore che racconta Napoli nelle sue più svariate sfaccettature, con libri tematici che neri prendono le varie facce. Rita Enrica Librandi, Carolina Stromboli e Francesco Montuori, docenti di linguistica, ed è la lingua napoletana, infatti, il patrimonio più grande del cittadino campano.

fonte

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/07/29/news/nasce_il_comitato_tecnico_per_tutelare_la_lingua_napoletana-263169972/

1 Comment

  1. Da sempre sono convinta che la dignità e la conoscenza della propria lingua madre, perché tale è il “dialetto” da sempre deprezzato se non ridicolizzato nelle scuole dell’obbligo, perciò che tutti abbiamo frequentato e con questa denominazione continua ad essere, dovrebbe essere alla base delle stesse…e come? semplice: riservare l’accesso al corpo insegnanti addetto a queste classi esclusivamente ad insegnati dei luoghi, perché ne hanno la conoscenza e ne sanno valorizzare le sfumature… e pertanto naturalmente conferiscono ai cosiddetti dialetti la dignità e il grandissimo valore che diversamente si mortificherebbe, quando addirittura non si tende a denigrare… che è come denigrare chi lo parla e lo conosce, e anche ne è orgoglioso, come è giusto! Credo che il corpo insegnanti delle “scuole dell’obbligo” dovrebbe essere assolutamente originario delle regioni, o addirittura delle province di appartenenza, da reclutare con concorsi ad hoc. Ne beneficierebbe in dignità e conoscenza l’Individuo e la società. caterina ossi

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