Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Nella ricorrenza della fine della Grande Guerra è bene ricordare anche questa grande donna.

Posted by on Nov 8, 2020

Nella ricorrenza della fine della Grande Guerra è bene ricordare anche questa grande donna.

Narrava Benedetto Croce che durante gli anni della Guerra mondiale, nei campi di prigionia tedeschi ed austriaci, tra i prigionieri italiani ivi detenuti spesso si aggirava una strana ed anziana nobildonna sempre vestita di nero.

I prigionieri italiani si meravigliavano di quella dama che parlava con uno strano accento tedesco-napulitano e che portava loro provviste, coperte, cappotti e bonbon e spesso distribuiva anche sigari. Si soffermava a parlare con i suoi “napulitani” e si commuoveva ai racconti delle famiglie, delle loro case, dei loro paesi, delle loro angosce per la fame e delle speranze di ritorno a casa.

Un giorno, abbracciando un sergente napoletano ferito, la vecchia Signora pianse a lungo, ricordando gli anni della sua gioventù a Napoli e della vita spensierata nel suo regno del Sud Italia. Anche a causa del protrarsi della guerra e della crisi economica conseguente, ad un certo punto le nazioni non vollero più sottrarre viveri ai propri soldati per dar da mangiare ai prigionieri di guerra e quindi invitarono i paesi nemici ed i familiari a inviare viveri per i propri connazionali prigionieri.

L’unico paese che rifiutò sdegnosamente di inviare viveri fu proprio l’Italia, che abbandonò i propri soldati prigionieri, accusandoli di codardia e viltà (per questo almeno il 15% dei prigionieri italiani morì di fame e malattie connesse). Ai soldati italiani caduti prigionieri Il governo italiano imputò il disastro di Caporetto, poveri ed incolpevoli fanti che divennero il capro espiatorio degli errori dei comandi. Quella nobildonna bavarese invece spese molto del suo patrimonio per lenire le sofferenze, le malattie e la fame dei soldati italiani prigionieri.

Era Maria Sofia Wittelsbach di Baviera, Duchessa di Calabria, sorella di Sissi imperatrice d’Austria, vedova di Re Francesco II di Borbone e ultima Regina del Regno delle Due Sicilie. Maria Sofia di Baviera, tornata a casa sua a Monaco di Baviera insieme al marito dopo la sua cacciata da Napoli ad opera dei cannoni dei Savoia, era rimasta affascinata dalle terre del sud Italia e volle riprodurre in Baviera anche il sistema di assistenza sociale napoletano del “Real Albergo del Poveri”, decidendo di destinare a tale scopo il suo grande palazzo a Monaco di Baviera, che così divenne un luogo di soccorso sociale per i poveri ed i diseredati.

La nobildonna vedova bavarese sperava che l’esito della Grande Guerra fosse a favore dell’Austria e che lei potesse così tornare nella sua Napoli. Morì invece nel 1925 senza mai più vedere la città partenopea e le terre del Sud Italia.

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3 Comments

  1. Comunque e’ notorio che la disfatta di Caporetto e’ imputabile alla presunzione e incapacita’ del vecchio generale Cadorna, piemontese rigido e incapace, che pretendeva eroismo dai poveri soldati che non si reggevano in piedi per la fame, a cui si aggiungeva il freddo… una volta defenestrato e sostituito da Diaz, napoletano di origine e formazione militare, le sorti della guerra cambiarono decisamente perche’ provvide ad alzare il morale delle truppe prima di tutto riempiendo loro lo stomaco e poi infondendo ottimismo e coraggio… e fu grazie a Diaz che le sorti della guerra cambiarono! … a proposito, grazie ad un amico napoletano che custodiva per lascito del nonno il telegramma della vittoria a firma Diaz del 4 novembre, tale documento trova oggi la sua giusta collocazione al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto… e sulla denominazione della citta’ aggiornata in seguito vi ragguagliero’ un’altra volta…caterina ossi

  2. ringraziamo l’amico erminio, forse lo studioso più preparato su S.A.R. Maria Sofia, per la segnalazione che abbiamo immediatamente accolto

  3. Per cortesia, evitiamo di pubblicare str…..e scritte da chissà chi!
    Corriamo il rischio di non essere poi credibili anche per tutte le altre cose che divulghiamo.
    La MARIEN della Platz di Monaco di Baviera è la MADONNA, a cui fu dedicata la piazza ad inizio ‘800, e non certo la nostra amata Maria Sofia!!!

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