Alta Terra di Lavoro

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NON CI RESTEREBBE CHE PIANGERE (non fosse per l’UE)

Posted by on Giu 27, 2016

NON CI RESTEREBBE CHE PIANGERE (non fosse per l’UE)

oramai di brexit se ne parla ovunque e capire chi dice qualcosa di decente è sempre più difficile non perché condanno una posizione rispetto ad un altra ma perché avere il piacere di leggere qualcosa di interessante è molto difficile, di seguito vi invito a leggere un articolo che secondo il mio modesto parere lo merita……….

Assai divertenti e toccanti anche le testimonianze che il giornalista inanella nell’articolo: tutti casi umani davvero strazianti e pregnanti, come quello della giovane studentessa in storia dell’arte che teme di non poter più andare a Roma (ma credo che il papà le comprerà una bella casa ai Parioli e così anche senza erasmus potrà soggiornare nell’Urbe). E sì, perché quello dell’erasmus pare essere uno tra i problemi principali, che, ovviamente, i vecchiacci rurali non possono certo comprendere. Perché l’apporto allo sviluppo della civiltà mondiale dato dall’erasmus è incommensurabile. Prima che fosse inventato, gli studenti non potevano nemmeno andare ad una scuola che non fosse nel loro quartiere. Era vietato anche solo studiare in geografia Stati che non fossero il proprio.

Del resto è noto che per secoli in Europa, prima dell’invenzione dell’erasmus, nessuno studente o studioso lasciava mai la propria terra per andare altrove ad acculturarsi o insegnare. Stessa cosa dicasi per i letterati, gli artisti, i musicisti… Petrarca è nato e morto ad Arezzo, Tommaso ad Aquino, Erasmo a Rotterdam, Leonardo a Vinci, Mozart a Salisburgo! Ma in fondo, il problema è assai più vasto e non riguarda solo studenti e intellettuali ma tutti gli abitanti del continente che solo da che esiste l’UE possono finalmente uscire di casa.

Prima la cosa era impensabile; esistevano dogane ad ogni crocicchio che, come nel film “Non ci resta che piangere”, chiedevano spropositati dazi a tutti i passanti. Solo per recarsi a fare la spesa dal lattaio sotto casa si doveva subire una perquisizione corporale, esibire un passaporto, mostrare un visto e… pagare un fiorino (uno all’andata e uno al ritorno). Infatti ancora oggi non si ha notizia di qualcuno che sia riuscito ad andare in Paesi fuori dall’UE… (non si è nemmeno certi ne esistano). C’è solo da sperare che quanto prima tutto il mondo entri nel Paradiso Comunitario Europeo dal quale, assurdamente, alcuni pazzi vogliono uscire, (come accadeva, altrettanto inspiegabilmente per gli stessi, che come Napolitano oggi deplorano la Brexit, con il paradiso sovietico!). Così finalmente si potrà andare in Canada, in Giappone, in Sud Corea… in Svizzera (tutte terre, oltretutto, depresse perché fuori dal nostro paradiso).

Insomma, ecco il realistico quadro di sventure che Severgnini ci prospetta e prospetta agli Inglesi. Non potranno più venire in Europa (come è stato fino a prima della nascita dell’UE), anche perché, specie nazioni come la nostra, si sa, hanno delle frontiere invalicabili, in cui rigidissimi e spietati controlli vietato anche alle mosche extracomuniatrie di transitare. Di certo stabiliremo un complicatissimo sistema di visti, accertamenti, autorizzazioni, che non consentirà quasi a nessun inglese (al massimo alla regina in caso di visita di Stato… ma sarà da vedere!) di sfiorare più il nostro territorio che, notoriamente, noi non facciamo calpestare a nessuno che non sia italiano o comunitario! Così sarà pure per le merci. Nemmeno più una nota di canzone inglese potrà vagare nel nostro spazio aereo senza aver superato dazi e dogane, sempre che ci riesca. Perché in Italia circolano solo merci italiane o comunitarie… infatti nessuno ha mai visto sul nostro suolo prodotti provenienti da: Cina, India, Bangladesh, Turchia, USA, Tunisia, Giappone, Svizzera, Brasile ecc. ecc.

Tornando ai vecchiacci rurali. I tempi sono cambiati (lo dice, gioiosa, anche la Chiesa ormai): quando i Romani antichi avevano un Senato ossia un consesso di consiglieri del quale, nel suo periodo migliore, facevano parte essenzialmente vecchi agricoltori alla Catone (una Decrepita alleanza direbbe il “giovane” Severgnini) dominavano il mondo, oggi invece è giunto il momento di creare, in ogni nazione, un Juniorato, ossia un consesso di ragazzetti semi-colti che possano essere dominati dai Severgnini di tutto il mondo.

Ironia o sarcasmo a parte, Severgnini (e tantissimi come lui… chè la sua logica è, ahimè, assai diffusa) trova inaccettabile che le scelte fondamentali di una nazione vengano prese da vecchiacci rurali oltretutto probabilmente non laureati e non costantemente attaccati a TV e giornali ecc., io trovo invece gravissimo che una persona boriosa e mentalmente inconsistente scriva sui giornali.

 

Gianfranco Petronio

fonte

arbitercohortis.eu

 

 

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