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Papa Francesco denuncia: la corruzione è una droga!

Posted by on Set 22, 2016

Papa Francesco denuncia: la corruzione è una droga!

Franco Cassano nel suo libro “il pensiero meridiano” pone spesso l’accento sul vizio capitale della borghesia, l’avidità, che sarà la pietra tombale della civiltà che sta esprimendo. Ci sono conti nei paradisi fiscali con somme depositate che non riusciremmo mai ad immaginarle con un pensiero normale, sono fermi li senza nessun beneficio ne per chi li detiene e ne per la comunità. Il capitalismo s’è ispirato, non soltanto alle teorie di Smith, ma anche a quelle del Galiani che fu il primo a teorizzare che la ricchezza collettiva si crea con la dinamicità del denaro e non con la patrimonalizzazione delle ricchezze ed oggi nel terzo millennio la borghesia ha completamento dimenticato le suddette linee guide.  Il sistema si regge con la continua immissione di cartamoneta nel mercato e se pensiamo che in giro per il mondo il danaro supera di ben 30 volte la ricchezza reale è tutto dire. Tra gli economisti anglosassoni c’è chi pure ha fatto una proposta che all’apparenza sembra surreale ma che non è proprio cosi bizzarra: dare al danaro una scadenza come gli yogurt, se entro un certo periodo non lo spendi, non lo fai circolare non vale più nulla. Bizzarra la proposta ma non troppo ma non è bizzarra la corruzione che è un virus che sta uccidendo il mondo occidentale, non solo l’italia,  e che non si sa come frenare o quanto meno rallentare. Anche il Papa ha evidenziato i gravi rischi che si stanno correndo se non  si mette un argine a questa deriva morale come di seguito riporto

Con la parabola di oggi, ha spiegato Papa Francesco durante la riflessione antecedente l’Angelus, “Gesù ci porta a riflettere su due stili di vita contrapposti: quello mondano e quello del Vangelo“. È questa una scelta dalla quale il cristiano non può esimersi poiché “lo spirito del mondo non è lo spirito di Gesù“, e le due strade, quella cristiana e quella mondana, sono in contrasto tra di loro.

Il profeta Elia diceva al popolo di Israele che andava su queste due strade: “Voi zoppicate con i due piedi!” (cfr 1 Re 18,21) – ha infatti ricordato il Santo Padre – È bella l’immagine. È importante decidere quale direzione prendere e poi, una volta scelta quella giusta, camminare con slancio e determinazione, affidandosi alla grazia del Signore e al sostegno del suo Spirito“. Gesù, del resto, ribadisce questo proprio nella Lettura del Vangelo odierno laddove, in modo forte e categorico, conclude «Nessun servo può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro». (Lc 16,13)

A questo punto è importante chiederci come siano questi due cammini, per essere certi che stiamo percorrendo quello corretto. È Gesù stesso a illustrarceli, “mediante il racconto della parabola dell’amministratore infedele e corrotto […] Quest’uomo è accusato di cattiva gestione degli affari del suo padrone e, prima di essere allontanato, cerca astutamente di accattivarsi la benevolenza dei debitori, condonando loro parte del debito per assicurarsi così un futuro“.

L’atteggiamento dell’amministratore corrotto è un esempio di “astuzia mondana“, alla quale i cristiani sono “chiamati a rispondere con l’astuzia cristiana, che è un dono dello Spirito Santo“. E quale è l’astuzia cristiana? Non certo quella di sfidare il diavolo sul suo stesso terreno, poiché cadremmo in tentazione, quanto piuttosto “allontanarsi dallo spirito e dai valori del mondo, che tanto piacciono al demonio, per vivere secondo il Vangelo. E la mondanità, come si manifesta? – ha domandato il Vescovo di Roma – La mondanità si manifesta con atteggiamenti di corruzione, di inganno, di sopraffazione, e costituisce la strada più sbagliata, la strada del peccato, perché una ti porta all’altra! È come una catena, anche se – è vero – è la strada più comoda da percorrere, generalmente. Invece lo spirito del Vangelo richiede uno stile di vita serio – serio ma gioioso, pieno di gioia! -, serio e impegnativo, improntato all’onestà, alla correttezza, al rispetto degli altri e della loro dignità, al senso del dovere. E questa è l’astuzia cristiana!”.

Con questo insegnamento, Gesù oggi ci esorta a fare una scelta chiara tra Lui e lo spirito del mondo, tra la logica della corruzione, della sopraffazione e dell’avidità e quella della rettitudine, della mitezza e della condivisione. – ha concluso Papa Francesco – Qualcuno si comporta con la corruzione come con le droghe: pensa di poterla usare e smettere quando vuole. Si comincia da poco: una mancia di qua, una tangente di là… E tra questa e quella lentamente si perde la propria libertà. Anche la corruzione produce assuefazione, e genera povertà, sfruttamento, sofferenza. E quante vittime ci sono oggi nel mondo! Quante vittime di questa diffusa corruzione. Quando invece cerchiamo di seguire la logica evangelica dell’integrità, della limpidezza nelle intenzioni e nei comportamenti, della fraternità, noi diventiamo artigiani di giustizia e apriamo orizzonti di speranza per l’umanità. Nella gratuità e nella donazione di noi stessi ai fratelli, serviamo il padrone giusto: Dio“.

 fonte papafrancesco.net

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