Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

PAPA FRANCESCO HA STUDIATO I BORBONE?

Posted by on Mag 8, 2016

PAPA FRANCESCO HA STUDIATO I BORBONE?

In questi primi 18 mesi di vita abbiamo organizzato molti convegni identitari e tradizionali tra cui due su eventi storici importanti accaduti nel XIII secolo nel nostro territorio e non solo perché gli autori, Francesco Scandone e Sabrina Pietrobono , meritavano massimo rispetto e attenzione anche perché, come ci insegna il buon Vico la storia, anche se a spirale verso l’alto, si ripete e gli eventi di questi ultimi tempi somigliano molto a quelli di quel periodo. Ci sono due Papa come allora, il sacro romano impero somigliante all’europa di oggi, statisti che hanno inciso nella storia come pochi, Federico II e Carlo D’angiò, la presenza di sue santi con la s maiuscola san tommaso d’aquino e san francesco insomma l’elenco è lungo anche se i protagonisti di oggi sono veramente poca cosa se paragonati ai suddetti.

 

Quello che manca sicuramente è la presenza di un contrappeso forte al pensiero economico unico attuale rappresentato dalla tirannia delle multinazionali e se il sacro romano impero aveva il potere temporale della chiesa che gli si contrapponeva oggi questo non c’è, l’impero americano ha l’europa come sua satellite, mentre nel XIII secolo era protagonista, la cina che sulla carta potrebbe essere il giusto contrappeso al potere imperialista occidentale, che vorrebbe somigliare all’impero romano ma ne è un lontano parente, non fa altro che emularlo il più possibile soffrendo di complesso di inferiorità e usa le stesse armi, Putin ha riportato al centro della geopolitica la russia ma, come sempre, i russi non hanno nessuna voglia di diventare una guida mondiale e pensano solo ai propri interessi , fino a quando da un po di tempo irrompe sulla scena mondiale Papa Francesco.

Papa Francesco gesuita con il nome di Francesco e primo papa sudamericano che proviene da una megalopoli e si fa chiamare vescovo di roma, come accadeva nella chiesa nei primi secoli cercando di ridarle l’universalità come Pietro ha fatto seguendo le indicazioni di Gesù, fa il giubileo della misericordia togliendo la romanocentricità aprendo porte sante in tutto il mondo, apre la porta santa del vaticano con le sue mani, porta la chiesa nelle periferie del mondo, mette in crisi i francesi facendo notare loro che il laicismo è morto perché privo si spiritualità, cerca in tutti i modi di poter riunire la chiesa di occidente con quella di oriente, la banca dello ior ora ha un’altra funzione rispetto al marciume di qualche tempo fa infatti può tranquillamente dire pubblicamente che i primi colpevoli delle guerre nel mondo sono i trafficanti d’armi, invita i giovani ad uscire dal labirinto in cui li abbiamo ficcati per andare più lentamente ma andando in avanti, denuncia, al pari del terrorismo bombarolo inventato da mazzini, il terrorismo di stato, fa notare di come il pianeta sta morendo per colpa dell’uomo, che l’europa, causa il suo invecchiamento, ha bisogno come il pane degli immigrati, leggere articolo, fine impero romano, che i cristiani non devono dimenticare che maria partorì gesù da immigrata in una grotta perché non trovò ospitalità e per concludere ieri in un evento importante ricorda a tutti gli europei che bisogna riprendere la strada dell’umanesimo, della fratellanza, della multi etnia, della multi culturalità e bisogna attivare l’economia sociale unico modello che si può contrapporre ai sistema attuale che ci sta portando sul baratro.

Ebbene noi napolitani-regnicoli abbiamo vissuto sempre cosi e chi per primo idealizzava l’economia sociale? non furono i borbone di napoli che attraverso i novatores napoletani, galiani, genovesi, filangeri, ecce ecc., che 300 anni fa attuavano politica di economia sociale in contrapposizione alle teorie di Adam Smith? Non fu Ferdinando II che seguendo le orme dei suoi avi, attraverso il ludovico bianchini, non fece diventare il regno tra gli stati più ricchi ed efficienti dell’epoca che i centri scentifici europei ancora oggi portano come esempio? Si parla della funzione della banca etica e il banco di napoli cosa è stato?ringraziamo sempre Nicola Zitara per averci informato scentificamente sull’opera che faceva per lo sviluppo economico e l’esperimento di San Leucio? Oggi parlano di terzo settore mentre i borbone lo usarono per governare uno stato e se molti oggi lo vedono come salvezza vuol dire che è il migliore possibile anche dal punto di vista economico-sociale e il Papa lo propaganda come risposta alla tirannia delle multinazionali perché nessuno di noi non lo teorizza e lo diffonde?

Sono un semplice divulgatore e non sono in grado di poter fare lo studioso su certi argomenti e non posso sempre chiedere ai salera, sterlicchio, dragoni, riccardi e vitale di fare qualcos’altro, visto che già fanno molto, e allora oggi chiedo a chi a voce in capitolo e ricopre ruoli di prestigio, che oltre a organizzare eventi cavallereschi, eventi che anche se non amo molto riconosco che sono di importanza fondamentale, perché non facciamo nostro quello che i nostri antenati hanno creato? Perché dobbiamo aspettare che qualche savoiardo giacobino lo prende come cavallo di troia? Perché non cerchiamo un docente universitario napoletano, convintamente napolitano, che si faccia carico di certificare le teorie economiche che il Papa porta avanti e che sono nostre? Perché al Papa stesso non gli spieghiamo che per circa 150 esisteva una nazione che viveva come lui si augura si faccia? Perché non martelliamo politici importanti del territorio napolitano a portare come migliore ricetta possibile, non solo per noi ma per il mondo, le teorie di economia sociale dei Borbone e che non c’è bisogno di inventarsi nulla? Ci sono figure autorevoli da emiliano, de luca, de magistris che anche se possono all’inizio ignorarci incalzati costantemente da firme autorevoli, certo se vado io mi ridono dietro, alla fine dovranno ascoltare e accettare le nostre proposte. Se abbiamo a cuore la nostra nazione, se abbiamo una visione e amiamo la nostra terra è arrivato il momento di fare un salto di qualità e pensare in grande perché essere borbonici, essere napolitani, essere italici vuol dire pensare ed agire in grande. Vi lascio segnalandovi che di seguito troverete in allegato uno studio sul terzo settore.

Claudio Saltarelli

Ass.Id. Alta Terra di Lavoro

relazione_zamagni_nonrivista_130111

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: