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PISACANE ED I 300 – UN INGANNO STORICO-LETTERARIO- ( ERAN 300 GIOVANI E FORTI MA NON SONO MORTI)- IV ED ULTIMA PARTE.

Posted by on Feb 4, 2019

PISACANE ED I 300 – UN INGANNO STORICO-LETTERARIO- ( ERAN 300 GIOVANI E FORTI MA NON SONO MORTI)- IV ED ULTIMA PARTE.

Lasciata Ponza il CAGLIARI, con circa 320 congiurati ,si diresse verso le coste cilentane. All’imbrunire del 28 agosto sbarcarono nel tenimento di VIBONATI, sulla spiaggia dell’Oliveto. Vi è posta lì , dal Comune, una targa che ricorda l’avvenimento. Ma per Mercantini sbarcarono a SAPRI . Qui catturarono un operatore del telegrafo e si fecero guidare verso TORRACA, passando per SAPRI.
Il 29 giugno giunsero nel paese , dove la gente era radunata in piazza dell’ OLMO per festeggiare il patrono S.PIETRO. PISACANE lesse al popolo il suo proclama come a PONZA… e come a PONZA nessuno se ne fregò. Tutti si ritirarono nelle loro case. Il 30 giugno, verso mezzogiorno,la spedizione giunge a CASALNUOVO ( oggi CASALBUONO). Anche qui,in piazza, viene letto il proclama incitante alla rivoluzione, ma anche qui nessuno dette ascolto al giovane rivoluzionario il quale,deluso ed affranto ,si diresse verso PADULA dove arrivò in tarda sera. Nel frattempo le truppe borboniche, avvertite ed allarmate si radunarono presso SALA ,a pochi chilometri da PADULA.
Una colonna di “CACCIATORI BORBONICI “, al comando del Colonnello GHIO giunse per primo , mentre un’altra colonna si attestò a LAGONEGRO ,per chiudere la ritirata ai rivoltosi,ed un’altro contingente sbarcò ,via mare, a SAPRI.
A SALA si unì al GHIO anche un contingente di ” GUARDIE URBANE ” al comando del Capitano DE LIGUORO .
Era il 1 luglio del 1857.PISACANE ed i suoi 300 si attestarono a difesa su una collina alle spalle di PADULA. Di fronte avevano circa 1800 soldati borbonici e Guardie Urbane.Lo scontro a fuoco fu violento.Dopo poche ore la resistenza dei rivoluzionari crollò. PISACANE, prevedendo l’accerchiamento, fuggì verso il paese.Il combattimento ,per alcune ore ,si svolse nei vicoli di PADULA. L’eroe Mercantiniano riuscì a fuggire anche da qui e ad attestarsi presso SANZA. La mattina del 2 luglio le Guardie Urbane di questo paese e centinaia di contadini posero fine all’avventura rivoluzionaria. All’ingresso del paese una folla urlante assaltò i rivoluzionari, preoccupata che questi potessero ripetere gli atti di saccheggio e gli stupri che avevano perpretato a PONZA.
La battaglia fu truce.Roncole e forconi si sostituirono agli schioppi. PISACANE , ferito ,si suicidò per sottrarsi all’ira di quel popolo che voleva riscattare.
NICOTERA fu fatto prigioniero.
” ERAN TRECENTO GIOVANI E FORTI E SONO MORTI”..
NON E’ VERO !!
Dei 320 rivoluzionari e galeotti che sbarcarono a SAPRI nello scontro di PADULA ne perirono 25 , mentre 150 furono catturati da contadini e soldati borbonici e poi sottoposti a processo.
A SANZA ,nello scontro con i popolani e le Guardie ,ne morirono 83 ,tra cui il PISACANE. Quelli che mancano alla conta FUGGIRONO , e non “..VOLLERO MORIR COL FERRO IN MANO ..”,come ci racconta il vate genovese.
PREFERIRONO VIVERE…
Per la cronaca e la verità storica , i 150 prigionieri , dopo un breve processo del Tribunale Borbonico tenutosi nel 1858 furono condannati a MORTE .
Ma la clemenza del Re Borbone tramutò la condanna in ERGASTOLO.
Dove sono questi 300 giovani “MORTI ..COL FERRO IN MANO::”?
Solo nella falsa lirica del MERCANTINI, scritta per farci piangere ed impietosire, strumentalizzando non solo noi per 150 anni, ma anche le nobili gesta di un idealista ,ingenuo e genuino, come CARLO PISACANE, paradossalmente trucidato dallo stesso popolo che egli voleva liberare. ( fine)

Pasquale Santagata

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