Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

RENATO DE FALCO RICORDATO DA ANNAMARIA CIRILLO,LIBRERIA NEAPOLIS

Posted by on Apr 3, 2016

RENATO DE FALCO RICORDATO DA ANNAMARIA CIRILLO,LIBRERIA NEAPOLIS

Nei giorni scorsi si è spento Renato de Falco, insigne studioso della lingua napoletana ancorché filologo e profondo conoscitore della lingua greca e latina.

Avviato ad una brillante carriera di avvocato con ampie opportunità accademiche, preferì lo studio della lingua greca e latina che lo portò ad avvicinarsi alla sua grande passione di studioso: la lingua napoletana.

Con ampia anticipazione sui tempi, si è dedicato al recupero ed alla riabilitazione della lingua napoletana considerata ancora, talvolta, espressione di sottosviluppo ed ignoranza.

Signorile, colto ed erudito, amante di Napoli e delle sue espressioni popolari.

Le sue capacità espressive e comunicative, unite ad una non comune umiltà, hanno reso negli anni Renato de Falco un punto di riferimento essenziale per chiunque volesse approcciare lo studio della lingua napoletana.

La sua produzione letteraria è stata molto ampia e contraddistinta da rigore filologico accompagnato dalla profonda ironia ed intelligenza che ha caratterizzato i suoi studi.

Dal sodalizio con l’editore Gaetano Colonnese, cominciato negli anni ’70 del Novecento, nacque, negli anni ’80, il libro “Alfabeto napoletano” che analizza oltre 1500 parole della lingua napoletana e seguì l’omonima trasmissione televisiva, in onda su una rete privata napoletana, nella quale il de Falco con gusto ed ironia analizzava per venti minuti una singola parola napoletana. La trasmissione, come il libro, ebbe un successo notevole.

Tra i suoi scritti ricordiamo, oltre il già citato “Alfabeto napoletano”:

Il napoletanario: duemilauno modi di dire dialettali spiegati e commentati

Del parlar napoletano: manualetto per tutti (sull’etimologia della lingua napoletana)

Mazzate ‘e cecate, ovvero 83 denominazioni e specie delle percosse manuali napoletane

Del mangiar napoletano

Ed una meravigliosa traduzione ovvero ‘O vangelo: versione napoletana del Vangelo secondo Marco.

Leggere anche una sola delle sue pubblicazioni è un tuffo indietro nei secoli, la decifrazione di una parola di uso comune che rivela mondi antichi ed è sentire l’orgoglio di una lingua che rappresenta l’unione e la forza di un popolo!

Annamaria Cirillo

1 Comment

  1. Solo tu, Annamaria, lo potevi ricordare con questa sensibilità e competenza

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.