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Stanzione e Preti, i due cavallieri della pittura napoletana

Posted by on Set 16, 2016

Stanzione e Preti, i due cavallieri della pittura napoletana

Massimo Stanzione e Mattia Preti sono tra i più grandi pittori del Seicento Napoletano, meglio noti come i due cavalieri.

Massimo Stanzione nacque ad Orta di Atella, oggi provincia di Caserta, nel 1585. A 18 anni entrò nella bottega del maestro Fabrizio Santafede a Napoli, dopo studi in letteratura e musica. Verso il 1617, al culmine del suo percorso formativo, fu a Roma per lavorare nella chiesa di Santa Maria della Scala. Era probabilmente il 1607, le date dovrebbero essere queste dal momento che si racconta che non riuscì ad incontrare il Caravaggio, scappato dall’Urbe proprio nel 1606. A Roma seguì la scuola di Battistello Caracciolo (1578-1635), e conobbe altri artisti europei di impronta caravaggesca, come Simon Vouet (1590-1649), francese poco più giovane di lui, e l’olandese Gerard von Honthorst (1590-1656). Conobbe anche Guido Reni (1575-1642), artista bolognese, considerato uno dei maggiori dell’epoca, di cui Stanzione subi l’influenza, tanto che qualche critico successivamente lo definirà, tra l’altro, il Guido Reni partenopeo. Fu autore di opere di grande impatto visivo e per i suoi meriti nel 1621 fu nominato Cavaliere dello Speron d’Oro da Gregorio XV. Ancora apprezzato alla corte pontificia, tre anni dopo, fu nominato Cavaliere di San Giovanni e, nel 1627, Cavaliere dell’Ordine di Cristo da Urbano VIII. Di qui la firma che accompagna molte sue opere: “Eques Maximus, il cavaliere Massimo” nelle formule latine “MS EQUES” o “EQ MAX”. Tornato a Napoli, con fama e prestigio crescente, ebbe allievi e seguaci.  Delle sue opere si distinguono gli affreschi per la Cappella di San Mauro, realizzati tra il 1631 ed il 1637, e quelli della Cappella del Battista nella Certosa di San Martino, realizzati tra il 1644 ed il 1651. Morì a Napoli, secondo alcuni, per la peste del 1656, secondo altri nel 1658.

L’altro cavaliere della pittura seicentesca napoletana fu Mattia Preti. Egli nacque a Taverna, in Calabria, il 24 febbraio del 1613. Col nomignolo di “Cavaliere calabrese”, è anch’egli tra i più grandi pittori del suo secolo. Probabilmente fu allievo di Giovanni Battista Caracciolo, fedele seguace di Caravaggio. Nel 1630, con il fratello Gregorio, si stabilì a Roma studiando e approfondendo il lavoro e le tecniche di Rubens, Lanfranco, Reni e naturalmente di Caravaggio. Sarà proprio Michelangelo Merisi a rappresentare il suo grande modello in una Europa in cui il suo mito iniziava ad estinguersi. Lavorò a Roma e poi nel 1660 si trasferì a Venezia. La sua fama crebbe enormemente, i suoi lavori raccoglievano consensi unanimi. Nel 1653 fissò la sua residenza a Napoli dove realizzò alcune tra le sue opere più importanti. Parliamo di affreschi sulla peste realizzati sui muri della città, oggi persi per l’azione del tempo. Nel 1659 fu nominato Cavaliere di Grazia dell’Ordine di San Giovanni di Malta e proprio a Malta restò a lungo seguendo le orme di Caravaggio, del quale sembra enfatizzare l’elemento spettacolare.  Morì a La Valletta nel 1699.

Angelo D’Ambra

Fonti foto: dalla rete, in copertina Massimo Stanzione, Sant’Antonio, Pio Monte della Misericordia, Napoli

Fonte historiaregni.it

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