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STORIA CRONOLOGICA DELL’ANTICA CAPUA – di Salvatore Fratta (V)

Posted by on Nov 10, 2020

STORIA CRONOLOGICA DELL’ANTICA CAPUA  – di Salvatore Fratta (V)

Nel 343, anche alcune tribù di quei Sanniti montanari e bellicosi, che occupavano zone appenniniche lontane dalla pianura campana, discesero dalle loro sedi montane muovendo guerra ai Sidicini di Teano.

Costoro chiesero aiuto agli abitanti di Capua, i quali, pur intervenendo, non seppero metter fine alla guerra, e sconfitti in una battaglia campale, combattuta nella pianura fra Capua ed il monte Tifata, a nord-est della città, furono ricacciati dentro le mura, perdendo il meglio della loro gioventù. Pertanto chiesero aiuto ai Romani, che rifiutarono l’aiuto avendo stipulato, prima di questi avvenimenti, un trattato di pace con i Sanniti.

Allora, gli ambasciatori capuani decisero di rimettere nelle mani di Roma la città, i campi, gli abitanti e tutti i loro averi.

A quell’epoca il territorio di Capua comprendeva una vasta zona che si estendeva:
— verso Ovest, fino al monte Massico e comprendeva anche l’ Ager Falernus, proprietà capuana almeno fino al 338 a. C.. Dopo questa data il confine del territorio capuano fu segnato dal fiume Volturno.

— verso Nord – Est – Il territorio che si sviluppava fin dopo Bellona, era noto come Ager Stellatis. – verso Est si estendeva l’Ager Campanus, territorio consacrato a Diana Tifatina che comprendeva l’intera catena dei monti Tifatini ed arrivava fino ai confini con Marcianise e con Suessola presso Maddaloni.

— verso sud – ovest il territorio capuano, l’ager Campanus, giungeva fino agli Astroni nei pressi della Solfatara; e comprendeva Liternum ed il lago Patria, terminava a tre miglia dalla città di Cuma.

Ovviamente, i Romani, per difendere non solo una loro città, ma sopratutto il suo fertilissimo territorio, intervennero senza indugio ed ebbe inizio la prima guerra sannitica (343 – 341),intrapresa per la conquista ed il dominio della fertile Campania: “ la pianura campana…là si deciderà se il Sannita o il Romano governerà con imperio l’Italia ”. (T.Livio VIII, 23)

Capua venne accolta nell’organizzazione politica romana, anche se in uno stato di netta inferiorità: “civitas sine sufragio”, cittadinanza senza diritto di voto, vale a dire non poteva interferire con quanto si decideva a Roma.

Per questo motivo, nel 340, in occasione della ribellione dei popoli latini, (che avevano aiutato i Romani contro i Sanniti senza ricevere nessun compenso), la plebe capuana, si schierò apertamente contro Roma.

L’esercito romano si accampò nei pressi di Capua. Al suo comando i consoli Publio Decio Mure e Tito Manlio Torquato.

Secondo quanto scrive Tito Livio, il console Publio Decio Mure sacrificò la propria vita immolandosi agli dei Giano, Giove, Marte, Quirino, Bellona, Lari, ecc., in cambio della vittoria conseguita nella Battaglia del Vesuvio combattuta in quell’anno. I Latini sconfitti ripararono a Minturno, mentre i Campani superstiti, catturati, furono passati per le armi.

L’ultima e decisiva battaglia fu combattuta, nel 338, presso Trifano una località tra Minturno, Sessa e Sinuessa e la vittoria completa arrise ai romani che conclusero una pace separata con i Campani.

L’aristocrazia capuana, che aveva parteggiato per Roma, fu premiata e 1600 cavalieri, cioè buona parte della nobiltà capuana, per la loro fedeltà, furono insigniti della cittadinanza romana, e per ricordare l’avvenimento fu affissa una tavola bronzea nel tempio di Castore a Roma.

La popolazione, invece, fu assoggettata al pagamento di un’imposta annuale. Capua perdette l’Agro Falerno e le furono imposti pesanti tributi.

Nel 318 fu creata la tribù Falerna* o Falerina che aveva come centro Capua. Negli anni successivi si ebbero altre guerre e con la definitiva sconfitta dei Sanniti, nella terza guerra sannitica (298 – 290 a.C.), tutta la Campania divenne possedimento romano.

La popolazione capuana visse un periodo di prosperità economica dovuta principalmente all’agricoltura e al commercio dei prodotti da essa derivanti.

Nota: *Le tribù nell’ordinamento romano erano circoscrizioni territoriali di carattere amministrativo. L’appartenenza ad una tribù significava avere la cittadinanza romana. La tribù Falerna fu istituita nel 318 a. C. sul territorio a nord del Volturno in precedenza appartenuto a Capua e perso nel 340 a. C.       In seguito, verso la seconda metà dal III sec. a. C., si espanse fino a diventare la tribù di molte comunità situate nell’Ager Falernus o ad esso vicine comprendendo anche Pozzuoli, Montesarchio, Telese e forse anche Nola.

In tutti questi anni, tra Roma e Capua ci fu una certa intesa, tanto che Capua fu alleata dei romani. Nel 282 a.C. a Reggio prese stanza la legio VIII in cui militavano ottocento Capuani e quattrocento Sidicini al comando di Decio Vibellio per combattere Pirro..

Capua fu alleata di Roma anche nelle prime due guerre puniche.

— La prima ebbe inizio nel 264 a.C. per dare aiuto ai Mamertini, mercenari di origine capuana, che si erano impadroniti di Messina e conclusa nel 241;

— la seconda scoppiò nel 219 per la presa della città spagnola di Sagunto in Ispagna da parte di Annibale.

( continua)

curato da Salvatore Romano

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