Alta Terra di Lavoro

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“STORIA DI UN ANTICO SUONATORE DI ORGANETTO” di ALESSANDRO PARENTE

Posted by on Ott 14, 2018

“STORIA DI UN ANTICO SUONATORE DI ORGANETTO” di ALESSANDRO PARENTE

L’audiolibro “Storia di un antico suonatore di organetto” è l’ultimo progetto artistico di Alessandro Parente, frutto di un lungo lavoro di ricerca condotto all’interno del suo laboratorio continuo “La Scatola del vento”, vivo da circa trent’anni.

 

L’audiolibro, decisamente unico nel suo genere, di prossima uscita, è una co-produzione di Alessandro Parente ed Emons Audiolibri Casa Editrice Indipendente.

Letto da Moni Ovadia, completato da testimonianze autentiche, musiche tradizionali e di nuova scrittura, sarà distribuito in tutte le librerie d’Italia.

Diversi artisti e musicisti vi partecipano: tra loro Francesco Guccini, Giovanna Marini, Peppe Barra, Antonello Salis, Vincenzo Zitello, Paolo Fresu, Lucilla Galeazzi, Dacia Maraini, Domenico Adriano, Mario Insenga, Ellade Bandini, Daniele Sepe, Stefano Di Battista, Lino Cannavacciuolo, Piero Ricci, il Giardino della Pietra Fiorita e Tradizione in divenire.

La vicenda che vi si narra è quella di Vincenzo Del Seni di Coreno Ausonio, in provincia di Frosinone, mitico suonatore di organetto dell’antica Terra di Lavoro, una “piccola” ma significativa storia che attraversa il Novecento, tra guerra, povertà, emigrazione e ricostruzione, fino ai nostri giorni, diventando simbolo di un’epoca lontana, ma ben presente nelle radici di chiunque si soffermi a dipanare il filo delle generazioni.

Chiunque può sentirsi in qualche modo “parte” e “solidale” con l’opera di Alessandro Parente.

Gli amici e gli estimatori di Alessandro possono contribuire liberamente, se lo ritengono opportuno e possibile (senza nulla a pretendere, direbbe Totò!), a questo progetto straordinario che valorizza la nostra terra e custodisce la nostra memoria, ma ne offre il patrimonio a tutti.

 

Raccontata ai piedi del monte Maio nell’antica Terra di Lavoro oggi, la storia di Vincenzo Del Seni potrebbe essere quella di ogni contadino suonatore e cantore della nostra penisola.

Vincenzo, Orfeo dalle mani callose ma agili, è un eroe dei nostri tempi e il suo organetto non è un curioso e simpatico oggetto da museo delle tradizioni popolari, ma una scatola di nostre memorie, poetiche e musicali che, come fenomeni carsici filtrano e riemergono anche nella musica viva dell’oggi, evocando ritmi, melodie, voci e movimenti che hanno sapore di acqua sorgiva e i colori che la mano sapiente della natura depone sulle ore felici e sugli addii della nostra vita.

 

Per contribuire, IBAN (Alessandro Parente): IT 46 Q076 0114 800 000002289 507

Causale: Erogazione liberale spontanea per progetto audiolibro Storia di un antico suonatore di organetto

 

COMUNICATO STAMPA

L’audiolibro “Storia di un antico suonatore di organetto” è l’ultimo progetto artistico di Alessandro Parente, frutto di un lungo lavoro di ricerca condotto all’interno del suo laboratorio musicale “La Scatola del vento”, vivo da circa trent’anni.

L’audiolibro, decisamente unico nel suo genere, è una co-produzione di Alessandro Parente ed Emons Audiolibri Casa Editrice Indipendente.

Sarà presentato il 9 novembre alle 21.00 al Teatro Italia di Roma, insieme a Moni Ovadia, lettore dell’opera e di molti artisti che hanno collaborato al progetto.

L’ingresso è gratuito.

La serata sarà un’alternanza di parole, musica dal vivo, qualche estratto dell’audiolibro stesso, canti e danza, per raccontare il percorso del lavoro artistico di Alessandro Parente.

La vicenda che vi si narra è quella di Vincenzo Del Seni di Coreno Ausonio, in provincia di Frosinone, mitico suonatore di organetto dell’antica TERRA DI LAVORO, una “piccola” ma significativa storia che

attraversa il Novecento, tra guerra, povertà, emigrazione e ricostruzione, fino ai nostri giorni, diventando simbolo di un’epoca lontana, ma ben presente nelle radici di chiunque si soffermi a dipanare il filo delle generazioni.

“Tutti gli artisti e musicisti che ho conosciuto in questi anni e che ho voluto nell’audiolibro – ha detto Alessandro Parente – hanno risposto con l’etica che li contraddistingue, riconoscendo le radici e i

contenuti della storia di Vincenzo Del Seni. Tra loro Francesco Guccini, Giovanna Marini, Peppe Barra, Antonello Salis, Vincenzo Zitello, Paolo Fresu, Lucilla Galeazzi, Dacia Maraini, Domenico Adriano, Mario Insenga, Ellade Bandini, Daniele Sepe, Stefano Di Battista, Lino Cannavacciuolo, Piero Ricci”.

 

Dalla prefazione:

Raccontata ai piedi del monte Maio nell’antica Terra di Lavoro oggi, la storia di Vincenzo Del Seni potrebbe essere quella di ogni contadino suonatore e cantore della nostra penisola.

Vincenzo, Orfeo dalle mani callose ma agili, è un eroe dei nostri tempi e il suo organetto non è un curioso e simpatico oggetto da museo delle tradizioni popolari, ma una scatola di nostre memorie, poetiche e musicali che, come fenomeni carsici filtrano e riemergono anche nella musica viva

dell’oggi, evocando ritmi, melodie, voci e movimenti che hanno sapore di acqua sorgiva e i colori che la mano sapiente della natura depone sulle ore felici e sugli addii della nostra vita.

 

 

 

 

 

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