Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Suessa Aurunca

Posted by on Dic 12, 2020

Suessa Aurunca

Antichissimo centro degli Aurunci (sono stati portati alla luce reperti del sec. VIII aC), in Campania, Suessa divenne capitale dopo la distruzione di Aurunca nel 337 aC. Posta al confine tra i territori dei Volsci, degli Ernici e degli Equi, Suessa fu spesso al centro delle lotte di questi popoli ma ciò non le impedì di divenire una città assai prospera.

Colonia di diritto romano nel 312 aC (ma nel 209 rifiutò di aiutare Roma contro Annibale), fu eretta in municipio nel 90 aC. Partigiana di Silla e poi di Pompeo, fu sanguinosamente punita da Antonio. Suessa divenne sede vescovile nel sec. V e nel IX entrò a far parte dei domini della Chiesa ma poco dopo (sec. X) papa Clemente IV la donò a Carlo I d’Angiò. Nel 1373 fu eretta in ducato.

Pentapoli Aurunca

Federazione di città fondate dall’antico popolo degli Aurunci, anche detti Ausoni

 (secondo alcuni studiosi, però, le due popolazioni non coincidevano ma erano di stirpe diversa). Le città erano Ausona-Aurunca, Vescia-Sessa, Minturnae, Sinuessa e Veseris ( l’attuale Suio Terme). Tuttavia su localizzazione e appartenenza esistono varie controversie. Il territorio degli Aurunci si estendeva dal Circeo al Monte Massico, tra Monti Aurunci e i Monti Ausoni e il Mar Tirreno; la Pentapoli ricopriva gran parte di questo territorio. Per stabilire poi il loro dominio su queste terre, i Romani assoggettarono o distrussero durante la Guerra Latina le città facenti parte di questa federazione. Al contempo fondarono le colonie di Suessa Aurunca e Minturnae, città che ne conservavano il nome e pressoché la posizione.

Centro in provincia di Caserta, 44 km a WNW del capoluogo, a 203 m sul versante sud-occidentale del massiccio montuoso di Roccamonfina. Comune di 163,09 kmq con 24.514 abitanti; produzione di cereali, ortaggi, frutta, foraggi, olive e uva; allevamento bovino; industrie meccaniche, alimentari e delle materie plastiche. È stato danneggiato dai terremoti del novembre 1980 e del maggio 1984.

Sessa Aurunca

Sessa Aurunca è un comune di 22.860 abitanti in provincia di Caserta. Sessa Aurunca è il primo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale e dista dal capoluogo km. 44. La sua posizione sulla S.S. Appia e la vicinanza alla S.S. Domitiana, i collegamenti con l’Autostrada del Sole (uscite a Cassino e Capua) e la stazione ferroviaria sulla linea Roma – Formia – Napoli, i notevoli monumenti di tutte le epoche, le moderne attrezzature alberghiere e per il tempo libero di Baia Domizia sua marina, ne fanno un grosso centro turistico della costa tirrenica ma anche uno dei punti di riferimento culturale e commerciale dei numerosi centri minori della zona.

Sessa Aurunca, città d’arte e anche tradizionale centro di studi, dispone di scuole di ogni ordine e grado che vanno dal Liceo Classico – istituito, col Convitto Nazionale, nel secolo scorso – all’Istituto d’Arte nato per la valorizzazione di un antico e caratteristico artigianato locale.

La particolare dislocazione geografica del Centro e delle 26 frazioni fra un’ampia zona collinare e la fertilissima “Piana del Garigliano”, rende sempre importante tutto il territorio comunale per una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini noti già nell’epoca romana (numerose sono sul territorio le tracce di grossi insediamenti produttivi di età imperiale).

Da queste terre, fino alle pendici del Massico – da vari anni zona riconosciuta di produzione DOC – proviene quel vino Falerno tanto decantato nella antichità da essere ritenuto un dono del dio Dioniso alle ospitali genti del luogo. Ben noto a Plino per le sue doti terapeutiche, a Orazio, Marziale, Petronio e altri per il suo gusto asciutto e forte, il Falerno è ancora oggi oggetto di una qualificata richiesta anche dall’estero. Altrettanto pregevole è l’olio d’oliva Terre Aurunche DOP prodotto nella zona aurunca ancora con i tradizionali metodi di lavorazione, quali la raccolta a mano delle olive e la molitura in antichi frantoi. Non mancano l’allevamento del bestiame (in modo particolare delle bufale in pianura e degli ovini in collina), recenti impianti ittici, né insediamenti industriali.

Il caratteristico e antico mercato settimanale del giovedì è una piacevolissima occasione di riscoperta dei tipici prodotti ortofrutticoli e artigianali: cesti di vimini, terrecotte, preziosi merletti, offrono la testimonianza e la continuità di un’antica e consumata bravura.

Sessa dispone, infine, dei maggiori servizi di zona: Ufficio del Giudice di Pace, Agenzia delle Entrate, INAIL, INPS, TELECOM, ENEL, Banche, Commissariato di P.S., Comando di Compagnia CC., Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Curia Vescovile, Distretto Scolastico, Ospedale, ambulatori medici specialistici, impianti sportivi, servizi autobus.

Toponimo

Il nome Sessa deriva da Suessa, città appartenete alla Pentapoli Aurunca, nucleo storico del centro. Si presume che il nome possa derivare dalla felice posizione: sessio = sedile – dolce collina dal clima mite – del territorio denominato dai Romani “Campania felix”.

Collocazione

Sessa Aurunca è collocata al confine Nord-Ovest della Campania e della Provincia di Caserta. È separata dal Lazio, Provincia di Latina, dal fiume Garigliano. Il centro cittadino che dà il nome alla municipalità è collocato sul pendio di tufo vulcanico a Sud-Ovest del vulcano spento di Roccamonfina (vulcano), su di un piccolo affluente del Garigliano. Il centro storico della città fa parte del Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

Storia

Sessa Aurunca è una città di antica origine: nel suo territorio sono presenti tracce preistoriche e necropoli risalenti all’VIII secolo aC. Essendo il territorio comunale localizzato tra il Garigliano, al cui corso è addossato, e il Volturno, rimase coinvolto nei molti episodi storici legati a questi fiumi. Sono in particolare da sottolineare gli eventi qui svoltisi del periodo preistorico e classico.

In epoca preromana il territorio è popolato dall’antico popolo italico degli Aurunci. Sessa contiene delle mura ciclopiche che racchiudono un’area di circa 1 ha: forse l’originario nucleo di Suessa, città preromana appartenete alla cosiddetta Pentapoli Aurunca, lega di città aurunche. Date le dimensioni ridotte dell’area racchiusa, tali mura dovrebbero essere i resti della cortina del forte utilizzato a difesa della popolazione. Nel 337 aC la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini (antica popolazione campana con proprio centro a Teanum), per l’area dell’odierno centro di Sessa.

Centro importante degli Aurunci, cadde in possesso di Roma nel IV secolo aC: dedotta “colonia” di diritto latino (313-312 aC), Suessa conia monete dal 270 aC circa alla seconda guerra punica; diventa un notevole centro militare, commerciale e rurale e viene elevata a “municipium” nel 90 aC.

Nel 313 infatti, sconfitta la Pentapoli Aurunca, i Romani fecero di Suessa Aurunca una loro colonia, S.P.Q.S. Data la posizione vantaggiosa tra la Via Appia e la Via Latina, diviene un centro di produzione. Cicerone scrive di Suessa come di un’importante città. Cesare fa stabilire alcuni dei suoi veterani qui, donde la città appare in alcuni testi come Colonia Julia Felix Classica Suessa. In epoca imperiale sul territorio sorse una villa di Matidia, cognata di Adriano.

Nell’età imperiale conosce la sua massima espansione urbana: il centro abitato copriva infatti un’area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti. Nel 2001 sono stati portati a termine gli scavi che hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva ospitare più di 3.500 spettatori con una scena di circa 30 metri lineari e 15 di profondità, il quale ha come cornice naturale tanto verde con all’orizzonte il golfo di Gaeta, e le meravigliose isole di Ponza, Ventotene e Ischia.

Al declinare dell’Impero romano, Sessa – Diocesi sin dai primi tempi del Cristianesimo – vive un periodo di decadenza. Dopo essere stata interessata alle vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta, ritrova la sua importanza verso il XII sec. e riacquista un suo più definito ruolo tra il XIV e il XV sec. sotto il ducato dei Marzano: questi, infatti, Signori di buona parte di Terra di Lavoro e appartenenti a una delle più potenti famiglie del Regno napoletano, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi. Caduti nel 1464 i Marzano, dopo essere stata per breve tempo Arciducato, viene nel 1507 assegnata a Gonzalo Fernandez de Cordoba, artefice primo della definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico e appartenente a una delle più illustri famiglie di Spagna.

Dopo alterne vicende, agli inizi dell’800, mutate in parte le strutture economiche e sociali in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa – priva ormai anche delle famiglie più influenti e dei numerosi ordini religiosi che sin dal XIII sec. avevano formato uno dei cardini della vita cittadina – perde parte dell’importanza avuta nel passato, ma in seguito riuscirà sempre a mantenere con un certo prestigio un suo ruolo nella storia sociale, economica e culturale della Provincia di Terra di Lavoro. Il territorio comunale che inizialmente era composto da ben trentasei borghi attualmente conta 18 frazioni.

Baia Domizia

Importante località turistica balneare internazionale nata nei primi anni ’60 nel mezzo della cosiddetta “Pineta o Pantano di Sessa”. Il comune di Sessa Aurunca vendette l’area dopo deliberazione del consiglio comunale del 29/9/1962 alla società Aurunca Litora S.p.a. esattamente 313 ettari 35 are e 51 centiare a condizione che rimanesse aperta a tutti e che fosse sviluppata e valorizzata per scopi “turistico-balnearo-residenziale” come citato nell’atto di compravendita. Le caratteristiche climatiche e paesaggistiche della sua pineta resinosa e balsamica, il suo finissimo arenile, fanno di Baia Domizia una bella oasi turistica. Tra la pineta e il mare si estendono villette occhieggianti tra il verde, muri calcinati tagliati all’uso moresco, viali alberati. Poco distante è l’attrezzatura sportiva per chi vuol ritrovare la gioia degli esercizi del corpo. La parte urbana del complesso si articola in una struttura autosufficiente, con ottimi alberghi, camping, servizi sociali e di pubblico interesse. Di qui può iniziare un viaggio in un passato artistico, recente o antico di millenni che vive tutt’intorno, attraverso la vicinanza di strade di grande comunicazione (Appia, Casilina, Domiziana, Autostrada del Sole).

Ponte di Sessa Aurunca

Piccola frazione di Sessa Aurunca con circa 450 abitanti,uno dei più suggestivi e antichi paesini di montagna del Casertano, al centro di un’ampia zona per le escursioni a piedi e in mountain bike.

Carano

Borgo agricolo, il cui toponimo risale all’età romana, è noto per il Santuario di Maria SS. della Libera, meta di pellegrinaggi. La chiesa, a navata unica con cappelle laterali e cupola maiolicata, conserva all’altar maggiore un affresco campano-bizantino attardato (XIV secolo) e una statua in legno policromo della Vergine di Giacomo Colombo. La festa patronale in onore della Madonna della Libera si svolge la prima domenica di maggio.

Cascano

Il borgo, d’origine romana come evidenzia il toponimo, è un centro noto soprattutto per l’artigianato della ceramica, la cui lavorazione è documentata nel sito almeno dal IV secolo dC. Nelle adiacenze di questa località si trova anche la piccola frazione di Corbara, che conta circa 200 abitanti.

Lauro

Lauro ha circa 2.000 abitanti ed è situata a circa 100 m slm. La festa patronale principale ricorre la seconda domenica di maggio in onore di Maria SS. delle Grazie sotto il titolo dei Pozzi; particolarmente suggestivo è il luogo ove sorge il Santuario della Madonna. Altri santi patroni venerati a Lauro sono Sant’Antonio (17 gennaio), san Michele Arcangelo (29 settembre) e Santa Lucia (13 dicembre) . Nel mese di agosto c’è la sagra degli “Strangolaprieoti”. Presente una sempre crescente attività culturale nell’ambito della musica con diverse scuole e formazioni bandistiche. Il centro storico è pavimentato da tipiche basaltine.

Rongolise

Chiesa di S. Maria in Grotta, ricavata nel tufo, conserva nell’interno notevoli affreschi del XII secolo. Alla parete destra di particolare interesse è “il transito della Vergine”, segue l'”Arcangelo Michele che pesa le anime”; “S. Tommaso Apostolo”, “Madonna in trono con Bambino”. Alla parete sinistra, in un riquadro, “S. Esdra”, “S. Margherita e S. Onofrio”. Altri affreschi sono di epoche successive.

San Carlo

San Carlo è una frazione collinare di circa 1000 abitanti del comune di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, che si trova sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Posta in posizione climatica particolarmente favorevole, avendo il Mar Tirreno di fronte, è nota alle cronache politiche per la sua vivacità civica e per il forte radicamento di idee di sinistra. Di particolare rilievo sono diventate due produzioni di estrema peculiarità: il vino Aglianico, reso famoso dall’azienda Fontana Galardi, con l’etichetta “Terra di Lavoro” e il formaggio “caso peruto”, formaggio caprino reso particolare sia dal processo di produzione e conservazione sia dall’utilizzo di alcune erbe aromatiche tipiche del vulcano di Roccamonfina. Inoltre, San Carlo è l’unica frazione collinare del comune di Sessa Aurunca inserita integralmente nel Parco Regionale Roccamonfina – Foce del Garigliano.

San Castrese

La comunità di San Castrese vive nel territorio di Sessa Aurunca. Il suo nome gli deriva dal santo Vescovo Castrese che, espulso dall’Africa settentrionale durante la persecuzione vandalica, verso la metà del V secolo, si è, probabilmente, rifugiato in questi luoghi, dove ha continuato la sua missione apostolica. Il nucleo urbano sorge su una collina, a ridosso della piana del Garigliano, a un’altitudine di 46 metri slm. Il clima mite e la fertilità del suolo, favorisce ancora le colture e le piantagioni. Il paese è collegato attraverso la strada provinciale con il centro di Sessa Aurunca distante 9 km e con la SS. 430 a 100 metri. Mediante quest’ultima è possibile raggiungere la SS.n° 7 Appia a 3 km; il mare a 11 km e le terme di Suio (LT) a 3 km. Nel territorio di San Castrese si possono individuare tracce di civiltà dall’età eneolitica (cuprolitica o calcolitica), rinvenute casualmente in occasione di uno scavo. Il materiale rinvenuto è ascrivibile alla “facies del Gaudo”, reperti che possono trovare immediato riscontro nella necropoli di Paestum. Il vecchio nucleo urbano era situato nei pressi della “loc. S. Venditto” (San Benedetto), a valle dell’attuale collina dove sorge l’attuale centro urbano di San Castrese, che anticamente si denominava “Villa Lauriana”. Questo nome compare provvidenzialmente, per la prima volta, nella cronaca di Montecassino, che si riferiva ad avvenimenti verificatisi tra il 997-1010. Dai reperti archeologici che si custodiscono nell’antiquarium parrocchiale, frutti di un accurato studio del territorio iniziato nel 1989, si possono notare i frammenti di una civiltà che copre un arco di tempo che va dal III secolo aC al III secolo dC. La “Villa Lauriana”, all’epoca romana, doveva essere un fiorente centro agricolo per la fertilità dei terreni e degli affioramenti sorgentizi naturali che ne agevolavano la coltivazione. Verso la metà del V secolo, come si può desumere dai codici della “Vita S.Castrensis”, il Santo ha incontrato probabilmente la nostra comunità di Villa Lauriana e, secondo la tradizione, si è soffermato in meditazione in una “romita celletta” sulla sovrastante collina, dove sorge l’odierno paese. Fiori all’occhiello della frazione di San Castrese sono il centro socio pastorale, l’associazione sportiva A.C.S. Castrese con ben oltre 30 anni di attività agonistica in campionati regionali, il gruppo folkloristico Laurianum, costola della vecchia associazione Gli Aurunciammirata e premiata in tutto il mondo.

Agiografia di San Castrese

San Castrese, santo patrono di Marano di Napoli, visse nel V sec. durante le persecuzioni dei Vandali. Genserico, re dei Vandali voleva costringere 12 vescovi a rinnegare la propria fede. Non sapendo come convincerli, decise di chiedere consiglio ad Aristodemo che consigliò di farli salire su delle navi e farli affondare; ma i 12 vescovi si salvarono miracolosamente. Questi ultimi approdarono sulle rive della città e ognuno prese la propria strada e uno di essi, chiamato Castrese, andò a Sessa Aurunca. Passò molto tempo e Aristodemo si ammalò, così chiese perdono al vescovo Castrese tramite la moglie (Beatrice) e guarì. Quando Castrese capì che stava per morire lo disse a tutti e decise di celebrare una messa e sapeva che quella sarebbe stata l’ultima messa. I maranesi conoscevano molto bene Castrese a causa degli scambi commerciali che c’erano tra i 2 paesi, così alla morte di Castrese i maranesi chiesero alla città di Sessa Aurunca una reliquia del vescovo e fu concesso il braccio: questo è ancora conservato nella statua di san Castrese e la sua tomba non fu mai ritrovata. La chiesa di San Castrese ha 3 navate ed è stata costruita tra il XV e XVI secolo, precisamente nell’anno 1600. Nella chiesa di San Castrese è conservato il fonte battesimale (testimonianza dell’epoca romana assieme al Ciaurro). Non si sa chi l’abbia scolpita, ha una pianta ottagonale e su di esso sono scolpite le facce di tre donne che raffigurano la giovinezza, la maturità e la maternità. Oltre a queste figure femminili erano rappresentati anche stemmi e sigle. Il fonte apparteneva alla famiglia Visconti (una famiglia nobile di Milano) e quando nel 1598 fu costruita la chiesa di San Castrese, i Visconti la regalarono alla comunità religiosa della zona. Su questo fonte battesimale si è discusso molto: si pensa che fosse di epoca romana e che gli stemmi siano stati aggiunti in seguito.

Cittadini illustri

Sessa Aurunca ha dato i natali a: Gaio Lucilio, poeta (II secolo aC), definito il padre della satira; Taddeo da Sessa, insigne giurista (XIII secolo), Gran Giustiziere di Federico II; Agostino Nifo. (XVI secolo), celebre filosofo che insegnò nelle più note università d’Italia; Galeazzo Florimonte (XVI secolo), fine umanista e Vescovo di Sessa che ispirò a Monsignor Giovanni della Casa quel celebre libretto del vivere civile che proprio dal prelato sessano prese il nome di Galateo.

Sessa Aurunca

Sessa Aurunca is a town of Campania, Italy, in the province of Caserta. It is located on the south west slope of the extinct volcano of Rocca Monfina, 40 km by rail west north west of Caserta and 30 km east of Formia. It is situated on the site of the ancient Suessa Aurunca, on a small affluent of the Liri. The hill on which Sessa lies is a mass of volcanic tuff.

The ancient chief town of the Aurunci, is believed to have lain over 600 m above the level of the sea, on the narrow south-western edge of the extinct crater of Roccamonfina. Here some remains of Cyclopean masonry exist; but the area enclosed, about 100 m by 50, is too small for anything but a detached fort. It dates more probably from a time prior to Roman supremacy.

In 337 BC the town was abandoned under the pressure of the Sidicini, in favour of the site of the modern Sessa. The new town kept the old name until 313, when a Latin colony under the name Suessa Aurunca was founded here. It was among the towns that had the right of coinage, and it manufactured carts, baskets and others. Cicero speaks of it as a place of some importance. The triumviri settled some of their veterans here, whence it appears as Colonia Julia Felix Classica Suessa. From inscriptions it appears that Matidia the younger, sister-in-law of Hadrian, had property in the district. It was not on a highroad, but on a branch between the Via Appia at Minturnae and the Via Latina crater mentioned.

The town contains many ancient remains, notably the ruins of an ancient bridge in brickwork of twenty-one arches, of substructures in opus reticulatum under the church of S. Benedetto, of a building in opus quadratum, supposed to have been a public portico, under the monastery of S. Giovanni, and of an amphitheatre. The Romanesque cathedral is a basilica with a vaulted portico and a nave and two aisles begun in 1103, a mosaic pavement in the Cosmatesque style, a good ambo resting on columns and decorated with mosaics showing traces of Moorish influence, a Paschal candelabrum, and an organ gallery of similar style. The portal has curious sculptures with scenes from the life of Saint Peter and Saint Paul. In the principal streets are memorial stones with inscriptions in honour of Charles V, surmounted by an old crucifix with a mosaic cross. The hills of Sessa are celebrated for their wine.

fonte

http://www.summagallicana.it/lessico/s/Suessa%20Aurunca.htm?fbclid=IwAR37wld_nYs_I1hZglsUWJn0o7oS6T_DXt7BjocHKyOI43EabfvP6G2n_us

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.