Alta Terra di Lavoro

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SUL MONTE SVENTOLA LA BANDIERA BIANCA 

Posted by on Ago 10, 2022

SUL MONTE SVENTOLA LA BANDIERA BIANCA 

Franco Battiato in una sua famosa canzone cantava “sul ponte sventola la bandiera bianca” e qualcosa di simile è accaduto sabato 9 luglio sulle montagne di Prati di Mezzo nel comune di Picinisco dove è sventolata una bandiera bianca non sul ponte ma sul monte, la bandiera bianca è quella del Regno delle Due Sicilie che in quelle montagne ha visto la più strenua e agguerrita resistenza del popolo napolitano contro l’invasore piemontese.

Sono le montagne tra Monte Cavallo e la Meta dove per una decina di anni è stato il Regno incontrastato e quartier generale di Domenico Fuoco l’insorgente brigante, sanfedista, guerrigliero ma soprattutto soldato dell’esercito napoletano fedele alla sua patria napolitana e al suo Re Francesco II di Borbone di Napoli fino al suo ultimo giorno di vita avvenuto il 18 agosto 1870 con cui finisce definitivamente la lotta brigantesca insorgente napolitana che anche grazie a lui è entrata nel mito.

Non mi soffermo sulle sue gesta che abbiamo più volte narrato in questo blog, ma voglio solo ricordare che per Picinisco fu un giorno di grande festa quando videro il corpo di Domenico Fuoco senza rendersi conto che quello stato stava solo anticipando la sua stessa fine. Picinisco che da Napolitana dava i natali a  Ernesto Capocci  che a Napoli divenne responsabile dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte  mentre da italiana è diventata uno dei centri che più è stato falcidiato dall’emigrazione che certamente nel secondo dopoguerra ha consegnato enormi ricchezze al piccolo centro laborino, ma per un secolo, da italiano, ha conosciuto miseria e povertà.

Anche oggi Picinisco non ricorda con piacere la figura dell’insorgente laborino, ma la mattina del 9 luglio 2022, su quella montagna, ha dovuto certificare come Domenico Fuoco, la Patria Napolitana e il mito della guerra di resistenza che la vulgata dominante chiama “brigantaggio”, è sempre più vivo e sempre più invadente nei cuori della gente infatti mentre sventolavo la Sacra bandiera in onore di Domenico e di tutti i patrioti che sono morti per difendere fino all’ultima goccia di sangue il Regno Napoletano che stava sparendo dopo quasi 8 secoli di vita, molti dei presenti rimanevano incantati da quella bandiera cercando di fotografarla in tutte le angolazioni come ha fatto Stefania che ha scattato delle splendide foto che ci permette di pubblicare come di seguito riportiamo e per questo la ringraziamo per questa gentile concessione. Dopo le foto riproponiamo un monologo scritto e recitato su Domenico Fuoco da parte di Raimondo Rotondi      

Claudio Saltarelli

2 Comments

  1. caro massimo di cose sbagliate in poche righe nemmeno se facevo un corso accellerato potevo dirle. Prima non esiste bandiera o popolo duosiciliano ma esiste bandiera e popolo napolitano. la seconda e che il titolo è legato alla metafora della canzone di battiato, mi sono permesso una licenza poetica, un saluto claudio

  2. labandiera DUOSICILIANA è DUOSICILIANA (‘e mille culure) non è BIANCA, la buonanima di Ferdinando si potrebbe incazzare e ne avrebbe tutti i motivi

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